“Voi siete il sale della terra, voi siete la luce del mondo”. Gesù non dice “dovete diventare” o “sforzatevi di essere”, ma “siete”: lo siamo già! È una chiamata, un’identità che ci viene donata nel momento stesso in cui scegliamo di seguire Cristo.
Eppure, quanto è facile dimenticare questa vocazione. Quanto spesso viviamo come sale insipido, come lampade nascoste sotto il moggio della paura, della mediocrità, dell’indifferenza.
Il sale serve a dare sapore. Riflettiamo: quando cuciniamo, bastano pochi granelli per trasformare un cibo insipido in qualcosa di buono. Ma il sale deve dissolversi, deve scomparire per compiere la sua missione. Ecco la domanda che ci interpella: siamo disposti a “scioglierci” nella vita degli altri, a perdere la nostra forma per dare sapore all’esistenza di chi ci sta accanto? O preferiamo rimanere cristalli intatti, puri ma inutili, chiusi nella nostra religiosità sterile?
Le nostre opere devono parlare prima della nostra bocca. Ma quale sapore stiamo dando al mondo? Quello dell’egoismo mascherato da fede, o quello della carità autentica?
La luce poi… non possiamo nasconderla. Una città sul monte si vede da lontano, illumina il cammino dei viandanti. Ma attenzione: noi non siamo la fonte della luce, siamo riflesso della Luce vera che è Cristo. Come la luna brilla di luce riflessa dal sole, così noi brilliamo quando ci apriamo a Lui. La nostra vita riflette Cristo o oscura la Sua presenza? Quando gli altri ci guardano, vedono noi stessi o intravedono qualcosa di più grande?
Il profeta Isaia ci indica la strada: “Se aprirai il tuo cuore all’affamato, se sazierai l’afflitto di cuore, allora brillerà fra le tenebre la tua luce”. Non è nell’intimismo spirituale che diventiamo luce, ma nel dono concreto. Negli ultimi, nei soli, negli scartati dalla società riconosciamo il volto di Cristo e lì ci consumiamo come candele.
Domandiamoci: quando si saranno compiuti i giorni della nostra vita, avremo consumato la nostra vita come una candela che ha illuminato il cammino altrui, o l’avremo conservata intatta, spenta, inutile? Il sale che non sala viene calpestato; la lampada nascosta non serve a nulla.
Mt 5,13-16
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Voi siete il sale della terra; ma se il sale perde il sapore, con che cosa lo si renderà salato? A null’altro serve che ad essere gettato via e calpestato dalla gente. Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città che sta sopra un monte, né si accende una lampada per metterla sotto il moggio, ma sul candelabro, e così fa luce a tutti quelli che sono nella casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli».


