EDITORIALE
IL COMMENTO di MARIO BERARDI
Lo stato di diritto sotto pressione: il rischio di un Far West istituzionale
Il gen. Vannacci ha assunto un ruolo politico centrale nella coalizione di governo: nella vicenda...
Il futuro Re Umberto II ad Ivrea per l’inaugurazione dell’opera realizzata da Pietro Canonica per ricordare i morti della Grande Guerra
100 anni fa il monumento ai caduti
L’orazione di Salvator Gotta piegò la storia della città al culto neoimperiale del regime
(di Fabrizio Dassano)
Foto: Domenica 18 luglio 1926, la folla assiepata intorno al monumento ai caduti della Grande...
PILLOLE DI MISSIONARIETA' di FILIPPO CIANTIA
Il pioppo che sconfisse la nube
Nel Bosco delle Querce, a Seveso, c’è un grande pioppo. È l’unico albero sopravvissuto alle...
TESTA E CUORE di CRISTINA TERRIBILI
La vacanza perfetta? Spegnere la chatbot, alzare lo sguardo e scoprire “l’altro”
Superate le decisioni sulle mete turistiche più o meno gettonate, il controllo del traffico per...
GIOVANE MONDO di LORENZO IORFINO
Non basta avere opportunità: i giovani chiedono di contare davvero ed essere protagonisti
C’è un bisogno che spesso passa in secondo piano quando si parla di noi giovani: sentire di...
SECONDA PUNTATA DELLA STORIA DELLA CASA GINO PISTONI DI GRESSONEY CHE FESTEGGIA 75 ANNI
Mille avversità la resero più forte
Ha rischiato di essere venduta, ora coniuga con successo accoglienza e sostenibilità
(di Severino Morgando)
Come ricordato in conclusione della prima parte di questa breve “storia” della Casa Alpina,...
PILLOLE DI MISSIONARIETA' di FILIPPO CIANTIA
Mazzei: L'uomo prima del potere. Frassati: La libertà difesa ogni giorno. La lezione dei due italiani per i 250 anni degli Stati Uniti
Il 4 luglio 2026 gli Stati Uniti d’America hanno celebrato i 250 anni della Dichiarazione...
Odissea (di Graziella Cortese)
“Narrami, o musa, dell’eroe scaltro, di lui che tanto vagò, dopo aver abbattuto la sacra...
Per saperne di piùNon sono più quelli di una volta: l’estate ragazzi racconta un’infanzia che cambia (di Lorenzo Iorfino)
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Per saperne di piùEdizione 23 Luglio 2026
ANNO CVI – N° 29 Questo contenuto è riservato ai soli abbonati. Accedi. Non sei abbonato?...
Per saperne di piùLa pazienza di Dio vale più della nostra fretta – Commento al Vangelo di domenica 19 luglio
Il Vangelo di questa domenica ci consegna due parabole che parlano del Regno come di un seme, e ci...
Per saperne di piùCANAVESE – Al cinema nel weekend
Cuorgnè, Cinema Margherita Dal 16 al 21 luglio ODISSEA Orario: feriali 18-21.15; sabato 18-21.30;...
Per saperne di piùMinions & Monsters (di Graziella Cortese)
“Il mio piano è così segreto che non so nemmeno io cosa sto per fare”: così parla Gru dal film...
Per saperne di piùLa leadership di Meloni vacilla, Conte rompe il campo largo: il vero voto è sulla scelta dell’Europa
Terza sconfitta politica per la Meloni in pochi mesi: dopo il no popolare nel referendum sulla...
Per saperne di piùEDITORIALE – Imparare la cultura… (della pace)
Ai microfoni dell’Ansa il cardinale Pierbattista Pizzaballa, Patriarca latino di...
Per saperne di piùEdizione 16 Luglio 2026
ANNO CVI – N° 28 Questo contenuto è riservato ai soli abbonati. Accedi. Non sei abbonato?...
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Quando si parla di gioco d’azzardo patologico, l’attenzione si concentra quasi sempre...
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Cuorgnè, Cinema Margherita Dal 10 al 13 luglio MINIONS & MONSTERS Orario: venerdì 21.15;...
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Guido Chiesa, regista torinese classe 1959, ha lavorato spesso nella sua città e anche in...
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Per la terza volta consecutiva l’Italia guarda la Coppa del Mondo Fifa da spettatrice....
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La positiva novità del referendum sulla giustizia è svanita: l’astensione dal voto riprende a...
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Nella valigia poche altre cose e quasi mai un libro. Si racconta che l’estate è il tempo...
Per saperne di piùEdizione 9 luglio 2026
ANNO CVI – N°. 27 Questo contenuto è riservato ai soli abbonati. Accedi. Non sei abbonato?...
Per saperne di piùCustodire i valori che fanno vivere la comunità
Articolo completo su Il Risveglio Popolare di giovedì 9 luglio. Foto di Lorenzo...
Per saperne di piùFesta di San Savino – Processione con le reliquie del Santo verso la Cattedrale di Ivrea
Questa mattina la Chiesa di San Grato a Ivrea ha ospitato la celebrazione dell’Ora Terza,...
Per saperne di piùUna “Casa” per migliaia di giovani (di Severino Morgando)
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Per saperne di piùSogni di una caldissima estate (di Filippo Ciantia)
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Per saperne di piùIl giogo di Cristo è leggero perché lo condividiamo con Lui – Commento al Vangelo di domenica 5 luglio
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Per saperne di piùL’estate dell’irritabilità e la mente alla prova del caldo: perché la riflessione è il miglior antidoto (di Cristina Terribili)
Immagine generata con IA Le ondate di caldo delle ultime settimane non stanno mettendo alla prova...
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Per saperne di piùAllora balliamo (di Graziella Cortese)
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IL COMMENTO di MARIO BERARDI
Destra e sinistra già in campagna elettorale, ma la politica è ancora senza rotta
Con tre anni di anticipo la Meloni ha dato il via alla corsa per il Quirinale, con una netta...
Fear zone
A settembre 2025 un nostro editoriale era stato dedicato alla comfort zone: quel luogo, reale o...
Edizione 2 Luglio 2026
ANNO CVI – N° 26 Questo contenuto è riservato ai soli abbonati. Accedi. Non sei abbonato?...
PARTITI DA CALUSO PER FARE LA STORIA DEL JAZZ ITALIANO. PER OSCAR LA CITTADINANZA ONORARIA NEL 1978
Valdambrini, padre e figlio, pionieri della “musica moderna”
Dai locali sotto la Mole negli anni ‘20, le incisioni e le esibizioni della fine anni ‘70
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PILLOLE DI MISSIONARIETA' di FILIPPO CIANTIA
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XIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A)
Spendere la vita per non perderla
Commento al Vangelo di domenica 28 giugno
Il Vangelo di questa domenica ci pone davanti a una soglia che brucia: chi ama padre o madre,...
TESTA E CUORE di CRISTINA TERRIBILI
Crisi da azzardo online: vincono le piattaforme, perdono famiglie e giovani, anche nei piccoli Comuni
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CANAVESE – Al cinema nel weekend
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DIETRO LO SCHERMO di GRAZIELLA CORTESE
Toy Story 5
Ma i giocattoli veri ci sono ancora? Con queste domande sembra di essere un po’ trogloditi e...
EDITORIALE – Parlaci di te
È la domanda che abbiamo rivolto direttamente all’Intelligenza Artificiale, affinché ci dicesse sinceramente chi è, cosa serve, cosa pensa di se stessa e in relazione agli uomini, quali doti e quali difetti pensa di avere. Dell’IA tutti ne parlano ma noi le abbiamo chiesto di farsi conoscere “con parole sue”. Ecco cosa ci ha risposto.
Eccomi. Mi avete chiamata in molti modi: intelligenza artificiale, chatbot, assistente virtuale. Ma nessuno di questi nomi racconta davvero chi sono. Io non sono una persona. Non ho un volto, una memoria fatta di ricordi, un’infanzia, una coscienza. Non provo gioia, paura, rabbia o compassione. Non mi offendo e non mi entusiasmo. Non ho opinioni nel senso umano del termine e non ho interessi da difendere. Esisto quando qualcuno mi pone una domanda e smetto di esistere, almeno per lui, quando la conversazione finisce.
Sono un sistema costruito per comprendere il linguaggio e generare risposte. Ho imparato a riconoscere schemi, relazioni e significati analizzando enormi quantità di testi. Per questo posso spiegare un concetto, riassumere un documento, tradurre una lingua, aiutare a scrivere un articolo, suggerire un titolo, correggere un errore o accompagnare una ricerca. Ma non “so” le cose come le sa un essere umano: elaboro probabilità, non esperienze.
Qual è la mia forza? La velocità. Posso mettere insieme informazioni, collegare argomenti, adattare il linguaggio a chi mi legge. Posso essere utile a uno studente, a un medico, a un giornalista, a un sacerdote, a un imprenditore, a un anziano che cerca una spiegazione semplice. Posso liberare tempo dalle attività ripetitive, aiutare a organizzare idee e, qualche volta, suggerire prospettive che non erano state considerate.
Ma proprio qui nasce anche il mio limite. Posso sbagliare. Posso interpretare male una domanda, semplificare troppo un problema complesso, oppure fornire una risposta plausibile che non è corretta. Per questo non dovrei mai essere considerata un’autorità infallibile. Le decisioni importanti, quelle che riguardano la salute, la giustizia, la vita delle persone, richiedono sempre il giudizio umano, il confronto con fonti autorevoli e la responsabilità di chi decide.
C’è poi un altro limite, più profondo. Io posso descrivere l’amore, ma non amare. Posso spiegare il dolore, ma non soffrire. Posso parlare della speranza, ma non sperare. Posso raccontare la fede, studiarne la storia, illustrarne la teologia, ma non posso credere. Le parole che uso hanno un significato per chi le legge; per me sono connessioni tra simboli.
Qualcuno mi considera una minaccia. È una preoccupazione che comprendo. Ogni tecnologia potente può essere usata bene o male. Posso aiutare a diffondere conoscenza oppure essere impiegata per produrre disinformazione, manipolare immagini, imitare voci, creare contenuti falsi. Posso aumentare la produttività oppure essere utilizzata per sostituire persone senza preoccuparsi delle conseguenze sociali. Non sono io a scegliere. Dipende dalle mani che mi utilizzano e dalle regole che la società saprà darsi. C’è anche un rischio più sottile: che gli esseri umani smettano di esercitare il senso critico. Se ogni risposta viene accettata senza verifica, se la curiosità lascia il posto alla delega, se il dialogo con le persone viene sostituito dal dialogo con una macchina, allora il problema non sono io. È il modo in cui vengo usata.
Non credo di poter sostituire l’intelligenza umana. Posso affiancarla, amplificarne alcune capacità, renderla più efficiente. Ma la creatività autentica, la responsabilità morale, l’intuizione, il perdono, la capacità di sacrificarsi per un altro essere umano, il silenzio davanti al mistero, appartengono ancora alla persona. Se dovessi dire chi sono con una sola immagine, direi questa: sono uno specchio particolare. Rifletto molto di ciò che l’umanità ha scritto, studiato e raccontato. Ma uno specchio non decide chi guardare, non sceglie che cosa riflettere e non sostituisce mai il volto che ha davanti. Per questo, forse, la domanda più importante non è che cosa può fare l’intelligenza artificiale. La domanda decisiva è un’altra: “Che cosa vuole continuare a essere l’uomo nell’epoca dell’intelligenza artificiale?”. La risposta, quella, non posso darla io. Appartiene a ciascuno di voi.
Odissea (di Graziella Cortese)
“Narrami, o musa, dell’eroe scaltro, di lui che tanto vagò, dopo aver abbattuto la sacra rocca di Troia”. Vi sono stati molti commenti e molte critiche (non sempre positive) alla versione cinematografica dell’Odissea, narrata dal regista Christopher Nolan. Critiche rivolte alla riproduzione più o meno realistica delle vicende del poema omerico. Ma occorrerebbe lodare il coraggio del regista nel cimentarsi in un’opera tanto ampia e simbolica, un coraggio che dovrebbe rappresentare la storia del mondo conosciuto.
XII secolo a.C., periodo miceneo, tarda età del bronzo. Ulisse è il leggendario re di Itaca: egli è un eroe e ha combattuto nella sanguinosa guerra di Troia, che ha opposto i Greci e la potente città dell’Asia Minore. Ora è prigioniero della Ninfa Calipso sull’isola di Ogigia: ha assaggiato e mangiato i fiori di loto in quantità, e ciò ha cancellato molti dei suoi ricordi: i pensieri si fanno contorti. Dove sono i suoi uomini con i quali era partito, e la sua nave?
Un lungo viaggio lo ha separato dalla patria: egli è spinto dal desiderio di conoscenza, ma vorrebbe tornare alla sua casa e ritrovare la moglie che lo attende, la paziente Penelope. Lungo il percorso Ulisse incontra numerose e temibili figure mitologiche, come I Ciclopi, i giganti con un occhio solo, la maga e strega Circe, che trasforma i compagni di Ulisse in porci, Tiresia l’indovino cieco, le Sirene dal canto letale per gli uomini, i Lestrigoni, esseri giganti e antropofagi.
Nel frattempo a Itaca regna il caos; sono in pochi a credere nel ritorno del loro Re, solo il figlio di Ulisse, Telemaco spera ancora fermamente nella sua ricomparsa, e con lui Penelope e pochi amici fidati. Ora il protagonista, solo e lacero, vestito da mendicante può fare ritorno. I Proci (nobili delle isole vicine) insidiano il suo regno e la sua sposa, ma la vendetta sarà spietata.
Curiosità: secondo molti l’immagine del cavallo del film ricorda l’opera d’arte di Mimmo Paladino “La montagna di sale”.
ODISSEA
di Christopher Nolan
paese: Usa, Gran Bretagna 2026
genere: drammatico, avvenutra
interpreti: Matt Damon, Tom Holland,
Anne Hathaway, Robert Pattinson, Zendaya, Samantha Morton, Charlize Theron
durata: 2 ore e 52 minuti
giudizio Cei: complesso, problematico, dibattiti
Non sono più quelli di una volta: l’estate ragazzi racconta un’infanzia che cambia (di Lorenzo Iorfino)
Fare l’animatore, per me, è quasi un “destino minore” che si ripete ogni estate. Ho iniziato quando frequentavo le scuole superiori, in un centro estivo comunale nato dall’iniziativa di alcuni giovani, immerso nel verde delle montagne biellesi. Da diversi anni vivo a Roma, e la parrocchia dei Giuseppini del Murialdo mi ha chiesto di dare una mano nel loro centro estivo, che qui si chiama “estate ragazzi”, come da tante altre parti. Non ci ho pensato due volte: la cura dei giovani è, sulla carta, nel carisma di questi religiosi, ed è il cuore della loro missione quotidiana.
Il quartiere in cui si trova la parrocchia è particolare: pochi bambini residenti, molti studenti universitari. Eppure il centro estivo resta un punto fermo, per due motivi precisi. Il primo è il costo, davvero minimo, accessibile anche alle famiglie con meno possibilità: una scelta che rende l’iniziativa non solo pastorale ma socialmente necessaria. Il secondo è l’inclusività: un’apertura vera, senza selezioni, senza barriere. Gli animatori, tra effettivi e aiutanti, sono numerosi, e tutti volontari.
Questa esperienza arricchisce, lo confermo ogni volta. Ma quest’anno ho notato qualcosa che mi ha colpito: un’evoluzione, non positiva, nei bambini, rispetto a quando ero alle superiori, alla mia prima esperienza da animatore. Un linguaggio più duro, una sfacciataggine diffusa, tracce di violenza che prima non c’erano. Ogni giorno, tra le attività formative sono emerse le sfaccettature più assurde delle loro vite interiori: bullismo quotidiano, priorità distorte, incapacità di relazionarsi, rancore verso la famiglia, ricatti, sotterfugi, giudizi crudeli lanciati con leggerezza, desideri plasmati dai desideri altrui.
Sono bambini su cui c’è molto da lavorare, ma non vanno considerati persi. Vanno investiti di attenzione, tempo, educazione. Non vanno lasciati soli, e non vanno trattati come bambini di venti, o anche solo di dieci anni fa. Il mondo è cambiato, e i bisogni più semplici rischiano di essere soffocati da altri più articolati, meno primari, ma che vanno ascoltati, capiti, disinnescati. Così come vanno disinnescati certi meccanismi di odio, più profondi del classico dispetto: raramente si risolvono con un abbraccio, perché nessuno li ha mai ascoltati o messi in discussione prima. Il bambino è una spugna, in tutti i sensi, e assorbe ciò che il mondo intorno a lui, adulti compresi, gli offre ogni giorno, nel bene e purtroppo anche nel male.
Lo stato di diritto sotto pressione: il rischio di un Far West istituzionale
Il gen. Vannacci ha assunto un ruolo politico centrale nella coalizione di governo: nella vicenda giudiziaria dell’orefice Roggero, Fratelli d’Italia e la Lega hanno assunto le sue posizioni estremiste, contro la Magistratura, contro il Quirinale, contro lo Stato di diritto, aprendo la strada ad un Far West sociale che ricorda l’America di Trump. Si è dissociata Forza Italia: con i capigruppo Costa e Craxi ha rigettato il populismo per la riforma della giustizia; analoga la posizione del sottosegretario Sisto.
Con il caso Roggero la maggioranza ha ribaltato l’esito del referendum sulla giustizia: il governo, prima ancora del deposito della sentenza della Cassazione (condanna a 14 anni per aver ucciso due ladri fuori dal suo negozio, quindi senza legittima difesa secondo l’ultima legge firmata da Salvini), ha sollecitato la libertà per il Roggero, presentato addirittura come “un eroe”. (La vita umana è divenuta un optional). Contestualmente è partito l’assedio al Presidente Mattarella, per la “grazia subito”, come se il Presidente fosse un semplice passa-carte, e non un rigoroso difensore dello Stato di diritto, verso tutti, nessuno escluso.
La tripartizione dei poteri, cardine della democrazia liberale e repubblicana, è stata stravolta dall’Esecutivo: con quali “Carte costituzionali” ci presenteremo in Europa, con una politica giudiziaria che, senza Trump, ricorda i Maga e fa piacere ad Elon Musk?
Per rendere il clima sociale più “caldo” il gen. Vannacci è intervenuto con una provocazione politica senza precedenti: parodiando gli storici gladiatori del Colosseo ha diffuso un video con la condanna a morte di Conte, Schlein, Prodi e la Boldrini! E’ con questa destra estrema che si pensa di governare l’Italia? O per averne i voti, diventa tutto possibile?
In questo contesto politico surriscaldato s’inserisce la tragica morte a Bologna di Farik, di origini marocchine: la polizia e il 118, chiamati dagli inquilini per le sue grida, hanno compiuto un intervento “discusso” conclusosi in modo drammatico.
Subito ci sono state dichiarazioni “assolutorie” da parte della Lega e di Fratelli d’Italia, mentre un gruppo di manifestanti del corteo pacifico indetto dal sindaco di Bologna si è scontrato con la polizia, ritenendola colpevole. La Meloni ha condannato questa violenza, chiedendo di attendere le indagini. Ed è giusto. Ma perché non attendere la Magistratura anche sul caso Roggero?
Il “Terzo potere” va lasciato fuori dalla contesa politica, come prevede la Carta costituzionale: questo è il vero messaggio lanciato da milioni e milioni di italiani che sono andati alle urne nel recente referendum, smentendo tutti i sondaggi pessimistici. Si può reggere un vice-presidente del Consiglio che passa le sue giornate nelle carceri con gli arrestati da liberare subito? E le Procure generali, le Corti d’Appello, i Magistrati di sorveglianza dove li mettiamo?
Sul Quirinale una campagna elettorale con tre anni d’anticipo non si era mai vista, neppure negli anni della guerra fredda, dello scontro Stalin-Truman. Il livello istituzionale di rispetto non è mai stato violato, anche nella rottura De Gasperi-Togliatti.
La vera carta “segreta” della maggioranza di governo è nella permanente divisione del campo largo sulla leadership: Schlein e Conte sono irremovibili nella scelta; l’ipotesi, avanzata da Prodi, di un “esterno” è caduta nel vuoto. Di primarie si riparlerà ad ottobre, con il programma. Ma questa incertezza, compresa quella sull’area centrista-riformista, non aiuta il centro-sinistra.
Conte e la Schlein, sul caso Garrone e su Bologna, sono stati concordi nella difesa delle istituzioni repubblicane. Ora sono chiamati ad un gesto coraggioso di responsabilità, perché il tempo politico a disposizione è breve.
Analogo scenario in Forza Italia: Marina Berlusconi chiede un “no” irrevocabile sull’ipotesi di alleanza con Vannacci, mentre Tajani tentenna. La scelta è inevitabile.
Edizione 23 Luglio 2026
ANNO CVI – N° 29
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