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domenica 3 Maggio 2026

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La santa della Vespa (di Filippo Ciantia)

Quando Enrico Piaggio vide quel prototipo, non ebbe dubbi: “Sembra una Vespa!”. Giusto 80 anni fa nacque uno dei simboli italiani più amati al mondo: la Vespa, lo scooter progettato da Corradino D’Ascanio, un ingegnere aeronautico che non sopportava le moto, da lui giudicate scomode, sporche, poco pratiche. Pensò a un mezzo diverso, leggero, elegante, facile da guidare e protettivo. Una carrozzeria che difendeva i vestiti e la dignità di chi lo guidava. Anche le donne poterono così salire su uno scooter senza difficoltà. In un’epoca in cui non si indossavano pantaloni, la Vespa offriva libertà senza compromessi: niente più scomodità, niente più imbarazzi, niente più sguardi indiscreti.
Chi può dimenticare Audrey Hepburn e Gregory Peck che sfrecciano tra le strade di Roma in Vacanze romane? Oppure Nanni Moretti che, in Caro diario, attraversa Roma da solo sulla sua Vespa. E ancora, Jude Law ne Il talento di Mr. Ripley.
Ma forse l’immagine più sorprendente non viene dal cinema. È quella di Carla Ronci, giovane donna di Torre Pedrera, vicino a Rimini. Sorridente, bellissima, elegante, con abiti curati e uno sguardo limpido, in sella alla sua Vespa azzurro chiaro.
La chiamavano “la santa della Vespa”.
Carla era una ragazza di una bellezza luminosa, fatta di semplicità e autenticità. Dentro questa normalità, cresceva qualcosa di straordinario. La sua fede non era fatta di gesti eclatanti, ma di presenza quotidiana con le giovani a lei affidate. Con la sua Vespa si spostava tra le case, visitava malati, aiutava chi era solo, partecipava con entusiasmo alla vita parrocchiale.
Non predicava: viveva. Attenta, dolce, capace di ascoltare e far sentire ogni persona importante, “quando passava, diffondeva dolcezza”. Aveva scoperto di essere chiamata a “stare nel mondo”, che sarebbe stato il suo convento. Poi, improvvisamente, la malattia, che affrontò con la stessa semplicità e letizia con cui aveva vissuto: senza clamore, ma con una serenità che colpì tutti. Morì a soli 35 anni.
Lasciò una traccia fatta di sorrisi, di corse in Vespa tra le strade del paese, di incontri che hanno cambiato la vita di chi le stava accanto. La devozione popolare nei suoi confronti è cresciuta spontaneamente e nel 2007 è stata proclamata Venerabile da Papa Giovanni Paolo II, e la sua causa di beatificazione continua il suo cammino.
“Voglio fiorire dove Dio mi ha seminata”
(Carla Ronci)

La Via, la Verità, la Vita – Commento al Vangelo di domenica 3 maggio

Fratelli e sorelle, è notte. Non solo fuori dal Cenacolo, ma dentro i cuori degli apostoli. Gesù ha parlato di partenza, di separazione, e quella parola ha gelato l’anima dei discepoli. È la stessa notte che a volte cala anche su di noi, quando la vita ci spaventa e il futuro ci sembra oscuro e senza approdo.
Eppure proprio in quella notte risuona la voce di Gesù: “Non sia turbato il vostro cuore”. Non è un invito a fare finta che tutto vada bene. È qualcosa di più profondo: è la promessa che c’è una casa ad attenderci, che nella casa del Padre vi sono molte dimore, e che ciascuno di noi vi ha un posto riservato. Non per merito, non per capacità, ma per amore gratuito e paterno. Ci siamo mai fermati a sentire dentro di noi che siamo davvero attesi, che c’è un posto preparato per noi?
Poi viene Tommaso, con la sua domanda scomoda, quella che in fondo vorremmo fare tutti: “Signore, non sappiamo dove vai; come possiamo conoscere la via?”. Che coraggio, Tommaso. Non finge di capire, non tace per paura di sembrare ignorante. Parla con franchezza al suo Signore.
E noi? Abbiamo il coraggio di dire a Gesù: non ti comprendo, aiutami? La preghiera vera nasce proprio lì, da quella onestà disarmata.
La risposta di Gesù capovolge tutto: “Io sono la via, la verità e la vita”. Non indica una strada da percorrere: è Lui stesso la strada. I primi cristiani si chiamavano “quelli della via“, gente in cammino dietro a un Maestro che lava i piedi, che serve, che ama fino alla fine. Stiamo camminando su questa via, o abbiamo sostituito Gesù con una mappa più comoda e meno esigente?
Gesù non è mai definitivamente afferrato. Cammina sempre un passo avanti a noi, e questo non deve scoraggiarci, ma tenerci vivi, in movimento, desiderosi.
La via è Lui: seguiamolo con cuore senza turbamento.
Gv 14,1-12
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me. Nella casa del Padre mio vi sono molte dimore. Se no, vi avrei mai detto: “Vado a prepararvi un posto”? Quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, verrò di nuovo e vi prenderò con me, perché dove sono io siate anche voi. E del luogo dove io vado, conoscete la via». Gli disse Tommaso: «Signore, non sappiamo dove vai; come possiamo conoscere la via?». Gli disse Gesù: «Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me. Se avete conosciuto me, conoscerete anche il Padre mio: fin da ora lo conoscete e lo avete veduto». Gli disse Filippo: «Signore, mostraci il Padre e ci basta». Gli rispose Gesù: «Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me, ha visto il Padre. Come puoi tu dire: “Mostraci il Padre”? Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me? Le parole che io vi dico, non le dico da me stesso; ma il Padre, che rimane in me, compie le sue opere. Credete a me: io sono nel Padre e il Padre è in me. Se non altro, credetelo per le opere stesse.
In verità, in verità io vi dico: chi crede in me, anch’egli compirà le opere che io compio e ne compirà di più grandi di queste, perché io vado al Padre».

Debiti e famiglie in difficoltà: cresce l’allarme per il fenomeno del sovraindebitamento, ma una via d’uscita esiste (di Cristina Terribili)

Il 14 aprile scorso si è tenuta a Roma la 25a edizione del Forum Confcommercio 2026 che, grazie all’analisi dell’Ufficio Studi della Confcommercio, ha presentato i dati sulla crisi internazionale, sul ruolo del terziario e del capitale umano. Nello scenario storico e sociale odierno si vanno ad inserire criticità mai risolte nel nostro Paese che incidono sulla poca crescita economica che si sta prospettando, con un effetto non marginale sulle spese che le famiglie dovranno sostenere. Questo possibile scenario ci conduce ai dati sul sovraindebitamento rilevati dallo sportello metropolitano della città di Torino, che ha sostenuto 499 richieste al 31 dicembre 2025, prevedendo un trend in costante crescita.
Uscire dal sovraindebitamento è possibile, grazie alle norme e alle procedure previste dalla legge 3/2012, nota come legge “Salva Suicidi”, che è stata inglobata nel Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza che interviene sulla ristrutturazione dei debiti del consumatore o in casi specifici fargli ottenere la cancellazione dei debiti. Lo sportello accoglie due giorni a settimana, solo su appuntamento scrivendo a sovraindebitamento@cittametropolitana.torino.it. Ulteriori informazioni si trovano su https://www.cittametropolitana.torino.it/istruzione-e-sviluppo-sociale/sviluppo-sociale/sportello-sovraindebitamento.
Lo sportello fa parte di una serie di servizi che confluiscono ne “La Rete contro il Debito” che la Città Metropolitana di Torino ha istituito fin dal 2023, e che raccoglie istituzioni pubbliche, private ed associazioni del terzo settore, pronti ad accogliere ed intervenire sulle persone che si trovano in una condizione di fragilità economica e per contrastare il rischio di usura e di estorsione. L’accesso ai servizi a contrasto del sovraindebitamento consentono, soprattutto al debitore di potersi affrancare da una condizione di fallimento per poter intraprendere un percorso in grado di assicurare una seconda possibilità evitando una pericolosa emarginazione sociale che coinvolgerebbe tanto la persona sopraffatta dai debiti, quanto la sua famiglia.
Essere consapevoli che non si deve mai cedere alla disperazione di non riuscire a trovare più credito (col sempre presente rischio di avviarsi di conseguenza verso percorsi illegali), che avere dei problemi finanziari non è una vergogna ma una condizione che può essere stata causata da una molteplicità di fattori che possono essere analizzati e corretti, è fondamentale per evitare gesti insani o rischiare di essere minacciati per riscossioni di prestiti divenuti esorbitanti.

CANAVESE – Al cinema nel weekend

Cuorgnè, Cinema Margherita
Da 30 aprile al 4 maggio
IL DIAVOLO VESTE PRADA 2
Orario: feriali 21.15; venerdì 17-21.30; sabato 18.30-21.30; domenica 10.30-17-21.30
Da 30 aprile al 4 maggio
MICHAEL
Orario: feriali 18.30; sabato 16.30; venerdì e domenica 14.50-19.15
Due Città al Cinema
Martedì 5 maggio
SENTIMENTAL VALUE
Orario: 21.15
Ivrea, Cinema Politeama
Dal 1° al 4 maggio
MICHAEL
Orario: venerdì e lunedì 21; sabato e domenica 16-18.30-21
Effetto Cinema
Mercoledì 6 e giovedì 7 maggio
MONSIEUR AZNAVOUR
Orario: mercoledì 15-17.30-21; giovedì 19-21.30
Ivrea, Cinema Splendor Boaro
Dal 30 aprile al 4 maggio
IL DIAVOLO VESTE PRADA 2
Orario: feriali 18.30-21; venerdì e sabato 16.30-19-21.30; domenica 16-18.30-21
Cineclub
Martedì 5 e giovedì 7 maggio
GIOIA MIA
Orario: martedì 15-17.10-19.20-21.30; giovedì 15.30-17.40
Valperga, Cinema Ambra
Dal 30 aprile al 3 maggio
MICHAEL
Orario: giovedì 21; venerdì e sabato 18.30-21; domenica 16.30-21
Dal 30 aprile al 4 maggio
IL DIAVOLO VESTE PRADA 2
Orario: giovedì 21; venerdì e sabato 16.30-19-21.30; domenica 16-18.30-21; lunedì 19-21.30
Dall’1 al 3 maggio
SUPER MARIO GALAXY
Orario: venerdì e sabato 16.30; domenica 19
Lunedì 4 maggio
JURASSIC PARK
Orario: 21
Giovedì 7 maggio
WILD DAYS
Orario: 21

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