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SE NE PARLA IN UNA CONFERENZA MARTEDÌ PROSSIMO AL POLO INFERMIERISTICO DI IVREA, ALLE ORE 18

San Francesco a Ivrea attraverso i suoi frati

Minori conventuali, dell’Osservanza e Cappuccini, una presenza in tutto il Canavese

(di Francesco Mosetto)

Riscoprire il carisma di Francesco d’Assisi. *** Si parla molto, in questi giorni, di Francesco...

Non un idolo, ma un padre Leone XIV parla ai cuori, diverte i giovani e richiama tutti alla verità del Vangelo (di Lorenzo Iorfino)

Foto Vatican News
Diciamolo subito fuori dai denti: il Papa si è sbloccato. Intendiamoci, non che prima non lo fosse, ma finalmente adesso il mondo lo vede per com’è realmente. Lo apprezza, lo ama, ride con lui e si fida. A molti, finora era sembrato freddo, staccato. Nel suo viaggio apostolico in Spagna, immagini, parole e testimonianze raccontano tutta un’altra storia. Due importanti testate spagnole, dicono tutto: El Debate, titola: “El ‘rugido’ de León XIV”, mentre El País incornicia “León XIV se convierte en ídolo”. Un idolo? Forse.Intanto le folle lo acclamano e i giovani lo aspettano con impazienza.
Si raccontava un clima di leggera ostilità in Spagna prima del suo arrivo, dubbi sulla partecipazione del popolo. Le immagini e i numeri smentiscono. Il Papa è amato. Si impone con la forza della tenerezza, della semplicità, del saper fare il padre. Sa scherzare, resta umano e nel contempo profondamente rivolto a Cristo. Non smette un attimo di ricordarlo. E lo ha chiesto a Madrid ai giovani: “Voglio affidare a tutti voi una missione: essere umani. Sì, siate umani! Uomini e donne in carne e ossa. Non apparenze, ma volti affidabili”. E ciò che chiede lo mette in atto in prima persona. Ha un amore smisurato verso la giovane umanità che incontra: “Voi potete cambiare la storia! Fatelo con amore!”. E a Barcellona insiste: “Non smettiamo di cercare, di interrogarci e di dialogare, con Dio e tra di noi, anche nel cuore della notte”.
I momenti virali si moltiplicano e avvicinano ancora di più. Dalla battuta sul tifare il Real Madrid, al golazo al “Bernabéu”, al meme del Six-Seven, a cui il Papa si presta quando qualche adolescente glielo chiede. Insomma, il Papa finalmente “funziona” anche per il grande pubblico perché è trasversale, e non per questo meno autentico o meno deciso sulle cose che contano. Anzi, non perde occasione per essere chiaro e intransigente su ciò che importa: “può dirsi pienamente giusta una comunità che lascia nell’ombra il bambino non ancora nato, l’anziano, il malato, chi soffre in silenzio o chi dipende interamente dalla cura degli altri? – dice al Parlamento spagnolo, e continua – La difesa della vita umana è una meta di civiltà. Ogni vita umana deve essere riconosciuta e custodita dal concepimento fino al suo naturale tramonto, in ogni circostanza della sua esistenza”.
Il Papa fa il Papa, e il mondo lo apprezza per questo. Così Cristo, tramite il suo Vicario, si avvicina al suo gregge. Non è solo immagine. È sostanza. È fiducia. È governo della tenerezza. È autorità che nasce dall’essere vicino. E vedere la gente rispondere così dà speranza.

CANAVESE – Al cinema nel weekend

Cuorgnè, Cinema Margherita
Dall’11 al 15 giugno
DISCLOSURE DAY
Orario: feriali 21.15; domenica 18-21
Dal 12 al 15 giugno
BACKROOMS
Orario: feriali 18.30; domenica 16
Venerdì 5 e domenica 7 giugno
PRINCIPESSA MONONOKE
Orario: venerdì 18.30; domenica 21.15
Martedì 9 giugno
AMICI MIEI
Orario: 21
Ivrea, Cinema Politeama
Dal 12 al 15 giugno
DISCLOSURE DAY
Orario: feriali 21.15; sabato 18-20.45; domenica 16.30-20.30
Ivrea, Cinema Splendor Boaro
Dall’11 al 15 giugno
BACKROOMS
Orario: feriali 21; venerdì 19; sabato 19.15; domenica 17.15
Dal 12 al 15 giugno
SCARY MOVIE 6
Orario: venerdì 21.15; sabato 17.15; domenica 19.30; lunedì 19
Sabato 14 e domenica 14 giugno
RUFUS
Orario: 15.30
MASTERS OF THE UNIVERSE
Orario: 21.30
Cineclub
Martedì 16 e giovedì 18 giugno
FATHER MOTHER SISTER BROTHER
Orario: martedì 15-17.10-19.20-21.30; giovedì 15.30-17.40
Valperga, Cinema Ambra
Dall’11 al 15 giugno
DISCLOSURE DAY
Orario: feriali 21; sabato 18,30-21,30; domenica 15-18-21
SCARY MOVIE 6
Orario: giovedì e domenica 21; venerdì e lunedì 19-21.30; sabato 16.30-21.30
Dal 12 al 15 giugno
DISCLOSURE DAY
Orario: feriali 19; sabato 19.15; domenica 18.30
Sabato 13 e domenica 14 giugno
MASTERS OF THE UNIVERSE
Orario: sabato 16.30; domenica 15.30

Amarga Navidad (di Graziella Cortese)

Donne sull’orlo di una crisi di nervi. Sono passati molti anni dalla celebre commedia che il regista spagnolo ci ha regalato, descrivendo notti insonni, crisi di pianto, il tutto condito dal buon sapore di pomodoro del gazpacho. Oggi gli attori sono diversi, le problematiche si sono rese più complesse, ma i protagonisti della pellicola, donne e uomini, sono sempre sul rischio di una crisi nervosa o devono affrontare problemi quotidiani assillanti.
Madrid, 2004. Elsa è una donna con molti interessi, è regista cinematografica, piuttosto apprezzata, ma gli ultimi due film non sono andati benissimo al botteghino e così ha dovuto optare per alcuni spot pubblicitari. È sentimentalmente legata a Bonifacio, giovane e fascinoso, ma la loro relazione vive un momento di stanchezza… La donna a volte tende a trascurare l’amato ed è immersa nel suo lavoro, talmente presa dalle incombenze lavorative che non riesce a presentarsi al capezzale della madre quando costei muore.
La donna inizia a soffrire di forti emicranie che la inducono ad abusare di farmaci e tranquillanti. Così decide di recarsi in vacanza a Lanzarote con l’amica Patricia (l’isola dell’arcipelago delle Canarie appare bellissima, e con un clima sempre caldo); ma tutto questo a cui abbiamo assistito è in realtà la bozza di una sceneggiatura cinematografica scritta dal regista Raùl (Leonardo Sbaraglia), che vede la possibilità di narrare al cinema le vicende di Elsa e della sua vita. “Amarga Navidad” è una storia quasi terminata, ma Raul deve ancora perfezionarla: come dice il titolo, è un Natale amaro.
La critica ha accolto tiepidamente il nuovo lavoro del regista spagnolo: ma nelle riprese possiamo ritrovare il gusto per i colori e quella diffusa malinconia propria dei cortili al sole. Anche se è quasi Natale.
Amarga Navidad
di Pedro Almodòvar
paese: Spagna 2026
genere: commedia drammatica
interpreti: Barbara Lennie, Leonardo Sbaraglia, Aitana Sanchez-Gijon, Victoria Luengo, Patrick Criado
durata: 1 ora e 51 minuti
giudizio Cei: complesso, problematico, dibattiti

Assemblea di fine anno pastorale

CHIVASSO – Sabato 6 giugno il Teatro dell’Oratorio Carletti di Chivasso ha ospitato l’Assemblea diocesana di fine anno pastorale, convocata dal vescovo Daniele Salera e rivolta ai Consigli pastorali parrocchiali, sacerdoti e laici di movimenti e associazioni ecclesiali. L’incontro è stato dedicato alla verifica del cammino compiuto durante l’anno e alla raccolta delle riflessioni maturate nelle comunità, nel quadro di una pastorale fondata sul discernimento comunitario e sulla capacità di leggere le sfide della vita quotidiana alla luce del Vangelo.
Numerosa la partecipazione dei delegati delle vicarie della diocesi, chiamate a condividere esperienze, valutazioni e proposte a partire dalla Lettera pastorale del settembre 2025. I contributi raccolti costituiranno una base importante per la programmazione del prossimo anno pastorale, che sarà inaugurato sabato 26 settembre in Cattedrale a Ivrea.
Nel corso dell’assemblea sono stati inoltre ricordati alcuni appuntamenti diocesani dei prossimi mesi: a partire da quello di sabato prossimo, 13 giugno, a Vische la presentazione dell’enciclica di Papa Leone XIV, Magnifica humanitas, con l’intervento di don Andrea Cavallini e una meditazione del vescovo Daniele Salera; la celebrazione il 15 agosto della solennità dell’Assunta, patrona della diocesi; e il tradizionale pellegrinaggio diocesano a Oropa, che da quest’anno anziché ad agosto si svolgerà nel mese di settembre, precisamente sabato 5.
L’Assemblea diocesana si è aperta con un momento di preghiera e di silenzio meditativo, secondo il metodo del discernimento comunitario. Introducendo i lavori, il vescovo Daniele ha ricordato il significato dell’incontro: “Un momento di sintesi, di verifica e di condivisione sul cammino che abbiamo vissuto insieme, ponendoci in ascolto gli uni gli altri”. L’assemblea è stata anche l’occasione per rileggere la Lettera pastorale alla luce dell’esperienza maturata. “I passi compiuti – ha osservato il vescovo – sembrano aver seguito in gran parte quelle indicazioni, trasformando in vita ciò che ci eravamo detti all’inizio del percorso”.
La testimonianza delle sette vicarie
Le sette vicarie della diocesi hanno preso la parola attraverso i loro rappresentanti, offrendo testimonianze, riflessioni e proposte. Ne è emerso un quadro ricco di luci e con qualche criticità da superare, poi soddisfazioni e fatiche, ma soprattutto la consapevolezza di un cammino che continua a generare crescita e confronto. Riconosciuto il valore della Lettera pastorale come strumento capace di orientare il percorso delle comunità; sono rinati i Consigli pastorali parrocchiali e anche quello diocesano. Si sono rafforzati il dialogo e la collaborazione tra le diverse realtà ecclesiali, è cresciuta l’attenzione verso le persone più fragili e si è sviluppata una maggiore sensibilità nei confronti della formazione delle nuove generazioni.
Accanto ai segni di speranza, non sono mancate le difficoltà. Costruire una Chiesa realmente sinodale richiede infatti di superare abitudini consolidate: la tendenza ad affermare le proprie posizioni più che ad ascoltare, a difendere le proprie ragioni più che a ricercare la comunione, a restare fermi nelle proprie convinzioni invece di muoversi incontro agli altri.
Le comunità hanno evidenziato il peso di risorse umane sempre più limitate. Molti operatori pastorali sono chiamati a conciliare il servizio ecclesiale con gli impegni del lavoro e della famiglia, mentre le richieste e le necessità continuano ad aumentare. Da qui emerge l’esigenza di individuare priorità chiare, concentrare le energie sugli obiettivi essenziali e sostenersi reciprocamente attraverso proposte semplici, concrete e realmente praticabili.
In riferimento alla dimensione missionaria della Chiesa è emersa la necessità di evitare che l’organizzazione di attività assorba gran parte delle energie, facendo perdere di vista la finalità originaria dell’azione pastorale: l’annuncio del Vangelo e l’incontro con le persone, soprattutto con coloro che vivono ai margini della vita ecclesiale. È stata sottolineata l’importanza di fondare ogni percorso pastorale sulla relazione con il Signore, testimoniando la fede con maggiore coerenza nella vita quotidiana. È stata ribadita l’urgenza di superare divisioni e incomprensioni, favorire l’accoglienza reciproca e valorizzare quei piccoli gesti di attenzione e vicinanza che costruiscono autentiche relazioni comunitarie.
Guardando al futuro, l’assemblea ha indicato di rafforzare il legame tra fede e vita; curare maggiormente la liturgia; creare nuove occasioni di incontro, servizio e collaborazione; sviluppare una Chiesa capace di uscire dai propri confini per incontrare le persone nei luoghi della vita quotidiana e condividere con loro la speranza del Vangelo. In questa prospettiva è stata sottolineata anche l’importanza di superare la logica della parrocchia isolata, valorizzando il cammino delle unità pastorali e il lavoro di rete tra le comunità. Se dei vuoti permangono, l’assemblea li ha individuati nella fragilità della testimonianza personale, nelle difficoltà a costruire concordia e nella persistenza di una mentalità che si rifugia ancora nel consueto “si è sempre fatto così”. Proprio da queste consapevolezze nasce però la sfida del prossimo futuro: continuare il cammino con fiducia, custodendo quanto di buono è germogliato e aprendosi con coraggio alle conversioni che il Vangelo continua a chiedere alle comunità cristiane.
 

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Il Pd perde pezzi, Vannacci incombe sul destra-centro I 2 poli tra scissioni, paure e leadership incerte

Quattro dimissioni “pesanti” hanno scosso la leadership della Schlein nel Pd: hanno lasciato le deputate Furlan e Madia e le europarlamentari Gualmini e Picierno in dissenso con la linea della segreteria, ritenuta radicale di sinistra, poco attenta alla storia plurale del partito, nato dalla fusione tra i Ds e la Margherita. Le “dimissionarie”, tutte provenienti dall’area riformista della Margherita, segnalano la scarsa attenzione per la cultura popolare e liberaldemocratica: il “tiepido” europeismo per l’alleanza con i Pentastellati, “neutrali” sull’Ucraina, la scelta prioritaria della Cgil a scapito di Cisl, Uil e Autonomi, il limitato dibattito interno con la voce “unica” della segreteria… Le onorevoli Furlan e Madia scelgono Italia Viva di Renzi, la Gualmini Azione di Calenda, la Picierno, vice-presidente del Parlamento europeo, fonda il movimento “Spazio pubblico”; a livello europeo tutte collocate nel gruppo liberal-democratico guidato da Macron.
Questa non è l’unica tensione nell’area riformista, come ha sottolineato il presidente dei Popolari, Castagnetti, che ha chiesto alla Schlein il rispetto dei valori dei due partiti fondatori; secondo il Corriere Romano Prodi, critico sulla segreteria Schlein, si riserverebbe un’iniziativa per la quarta gamba del “campo largo”; indispensabile per battere il destra-centro. In realtà anche l’area riformista appare divisa in quattro posizioni: la componente guidata dal presidente del Pd Bonaccini appoggia la segreteria, la corrente catto-dem guidata dall’ex ministro Delrio, in minoranza, è orientata alla battaglia interna; sono per la nuova Margherita i Renziani con Casa riformista, i Prodiani, il Movimento “Più Uno” del professor Ruffini; infine una quarta componente sta con Azione, fuori dai due Poli.
Un panorama politico complesso che sembra dar ragione, a posteriori, alla previsione dell’onorevole Bodrato, già collaboratore di Moro e Zaccagnini: meglio la federazione Ds-Margherita, anziché la fusione di due partiti, vicini ma diversi.
Intanto nel “campo largo” resta aperta la questione della leadership tra Schlein e Conte. Con quali primarie: aperte a tutti o riservate ai segretari?
Se il centro-sinistra ha il problema della frammentazione, il destra-centro teme la bomba Vannacci e la crisi irreversibile della Lega. Salvini, ridotto al 6%, cerca un salvagente dai leader del Nord, Zaja, Fedriga, Fontana; ma questi chiedono un cambio della linea nazionale, di destra, ed un ritorno alla “Lega del Nord”. Soprattutto porte chiuse al generale Vannacci, come ha dichiarato in tv l’onorevole Molinari, capogruppo alla Camera.
Sul generale, tuttavia, la porta è lasciata aperta dalla Meloni, colpita dai sondaggi che collocano l’ultra-destra al 5%. Qui si apre un grave problema politico perché Futuro Nazionale è incompatibile con qualsiasi coalizione di governo: anti-Europa, filo-Putin, sovranista come i Maga di Trump, anti-palestinese e pro-Netanyahu, contro gli immigrati, al limite del razzismo… La sua presenza al Governo romperebbe ottant’anni di vita democratica e ci collocherebbe fuori dall’Europa.
Nel destra-centro sono contro Futuro Nazionale non solo i leghisti, ma soprattutto Forza Italia, sotto la spinta di Marina Berlusconi, impegnata sulla linea europeista dei Popolari. Secondo alcuni media, la Berlusconi potrebbe anche spingere gli Azzurri su una posizione autonoma neo-centrista, contro l’estrema destra.
Le fratture (e la confusione) nei Poli sono state registrate dai sondaggisti, con due note: cresce l’incertezza e l’astensione, permane l’ipotesi del “pareggio” anche nell’ipotesi della nuova legge elettorale “Stabilicum”.
In un panorama politico così complesso (a partire dalle guerre infinite), appare semplicistico voler risolvere i nodi parlamentari con artifici legislativi; sarebbe preferibile dedicare i mesi che ci separano dal voto ad un impegno comune sui molti temi aperti: politica estera, stagnazione, lavoro, immigrazione…

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