IVREA - E LA “PACE” TRA SAN MAURIZIO E BORGHETTO
Storico Carnevale di Ivrea: il racconto della terzultima domenica
(1 febbraio 2026)
Foto di Simone Gaetano Il Carnevale è iniziato con le fagiolate di Bellavista e San Giovanni che...
Celebrata la missione millenaria della Abbazia di Novalesa
Cerimonia solenne con la recita dei vespri votivi dei SS Pietro e Andrea, presieduta dal card...
De Santis, sindaco di Ingria, confermato nella Giunta regionale di Uncem
Novità interessanti per le nostre Valli dell’Alto Canavese: nell’ultima riunione del Consiglio...
Regione Piemonte e direzione regionale dei Vigili del fuoco rafforzano la collaborazione
Da oggi, martedì 3 febbraio, Regione Piemonte e Direzione regionale dei Vigili del fuoco saranno...
Ivrea. Arriva “Carnevale Kids,la missione dei timbri”. Sette storie, sette timbri e una città da esplorare
Tra le novità dello Storico Carnevale di Ivrea, debutta “Carnevale Kids – la missione dei timbri”,...
Nasce a Castellamonte il Centro del Riuso per dare valore agli oggetti e ridurre i rifiuti
Promuovere una cultura sostenibile, contrastare l’usa e getta, dare nuova vita agli oggetti ancora...
PILLOLE DI MISSIONARIETA' di FILIPPO CIANTIA
Don Bosco “risponde” alla mia lettera...
Sono rimasto turbato dai recenti fatti di violenza, soprattutto tra giovani e giovanissimi. Ho...
TESTA E CUORE di CRISTINA TERRIBILI
Manca più sicurezza o più educazione nel contesto sociale dei nostri giovani?
Diamo continuità a quanto abbiamo pubblicato la settimana scorsa in questa rubrica. Tema: c’è un...
Vietare i Social ai minori? Inutile senza un’idea di quale crescita proporre loro (di Lorenzo Iorfino)
Che Spagna e Portogallo stiano preparando un divieto di accesso ai social network per i minori di...
Per saperne di più“Il mondo salvato dai ragazzini”, il tema della XXXVIII edizione del Salone del Libro di Torino dal 14 al 18 maggio
“Non è un tema evocativo, ma una presa di posizione. Affidare il futuro alle nuove...
Per saperne di piùRomano Gazzera, il pittore dei “fiori giganti” (di Doriano Felletti)
Foto: Da sinistra: Romano Gazzera, Giorgio De Chirico, Sergio Vacchi, Corrado Cagli, Renato...
Per saperne di piùAnche il complesso tema della sicurezza diventa occasione di scontro da campagna elettorale
La guerriglia di Torino per il centro sociale Askatasuna non ha cambiato lo scenario di...
Per saperne di piùL’ex “Cena” va giù, che farne dello spazio vuoto? Risponde il Sindaco di Ivrea
Volendo riadattare la celebre “Canzon del Carnevale” di Ivrea, possiamo proclamare in coro: “Va...
Per saperne di piùEdizione 5 Febbraio 2026
ANNO CVI – N° 5 Devi eseguire l'accesso per visualizzare il resto del contenuto. Si prega Log...
Per saperne di piùRIVAROLO CANAVESE – L’Oratorio è “casa” – Tre sabati di festa per celebrare San Giovanni Bosco
(Matteo Pavani) – Nelle Parrocchie di San Giacomo e San Michele in Rivarolo Canavese, la...
Per saperne di piùLe beatitudini, “carta d’identità” del cristiano – Commento al Vangelo di domenica 1° febbraio
Gesù sale sul monte, come Mosè sul Sinai, e proclama non una legge che opprime, ma una parola che...
Per saperne di piùStorico Carnevale di Ivrea: domenica 1° febbraio – la Terzultima
Il primo appuntamento è fissato per le 9.15 presso lo studio notarile della Gran Cancelliera...
Per saperne di piùPAROLA DI DIO – Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli
Prima Lettura Dal libro del profeta Sofonìa Sof 2,3; 3,12-13 Cercate il Signore voi tutti, poveri...
Per saperne di piùCANAVESE – Al cinema nel weekend
Cuorgnè, Cinema Margherita Dal 30 gennaio al 1° febbraio PRENDIAMOCI UNA PAUSA Orario: venerdì...
Per saperne di piùSono attive online le nuove piattaforme regionali per cercare e offrire lavoro
Da lunedì 19 gennaio 2026 sono cambiate le modalità di accesso ai servizi digitali di Agenzia...
Per saperne di piùMarty Supreme (di Graziella Cortese)
Ci ha pensato Donald Trump a uccidere il sogno americano. Però ci rimangono le antiche utopie,...
Per saperne di piùNuovo CUP regionale, integrato con l’intelligenza artificiale… a fine 2026
“Proprio perché ci siamo resi conto che l’attuale CUP era un sistema ormai superato, con limiti...
Per saperne di piùCustodire voci e volti per proteggere l’umano dall’apparenza artificiale (di Lorenzo Iorfino)
Il messaggio di Papa Leone per la sessantesima Giornata mondiale delle Comunicazioni Sociali...
Per saperne di piùL’Amico di Tutti, il bollettino parrocchiale mensile (di Fabrizio Dassano)
Foto: La Banda musicale di Azeglio del 1926. Il bollettino parrocchiale di Azeglio “L’Amico di...
Per saperne di piùIl ciclone-Trump stordisce premier e maggioranza. E nel “campo largo” le cose non vanno meglio
Tra le novità emerse negli ultimi giorni nella dialettica tra le forze politiche la prima riguarda...
Per saperne di piùFerrovia Pinerolo-Torino-Chivasso: “situazione insostenibile”. Nuova linea Cuneo-Saluzzo-Savigliano: un anno di buoni risultati
Di fronte ai gravi e ripetuti disservizi ferroviari che stanno colpendo in particolare la linea...
Per saperne di piùIvrea, rinviato lo spettacolo con Raoul Bova
IVREA – A causa di impegni televisivi dell’artista, lo spettacolo “Il nuotatore di...
Per saperne di piùEDITORIALE – I “sì”, magari faticosi
Domenica si celebra la 48ª edizione della Giornata per la Vita. Come spesso succede per queste...
Per saperne di piùIl Vermouth di Torino a Torino; un successo!
Un altissimo livello di soddisfazione espresso dal Consorzio del Vermouth di Torino per...
Per saperne di piùEdizione 29 Gennaio 2026
ANNO CVI – N° 4 Devi eseguire l'accesso per visualizzare il resto del contenuto. Si prega Log...
Per saperne di piùIl 60% delle imprese piemontesi investe e cresce grazie all’export. Crescono i mercati extra UE, exploit del comparto alimentare
Nel 2025 tre imprese su cinque del sistema confindustriale piemontese hanno avuto rapporti...
Per saperne di piùIl Passaporto delle Fagiolate del Carnevale di Ivrea: una sfida tra gli assaggiatori
Per l’edizione 2026 dello Storico Carnevale di Ivrea nasce un’iniziativa che valorizza le...
Per saperne di piùIl Castello di Ivrea apre al pubblico in occasione del Carnevale
In occasione dello Storico Carnevale di Ivrea, l’Amministrazione comunale promuove l’apertura...
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Storico Carnevale di Ivrea. Iscrizione dei carri da getto alla Battaglia delle Arance – Edizione 2026
Sono 51 i Carri da getto che prenderanno parte alla Battaglia delle Arance del Carnevale di Ivrea...
Ivrea nelle “acque d’Italia”
Il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale ha inserito Ivrea tra le...
Passaporti alle Poste
Il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio ha incontrato a Roma, al ministero...
Lupi, nuovi attacchi al bestiame
Il governo ha emanato il decreto che dispone definitivamente il declassamento del lupo a specie...
Lunedì 26 gennaio alle ore 20
BORGO REVEL - In preghiera per la Giornata della Memoria
"Amando il Signore tuo Dio, obbedendo alla sua voce e tenendoti unito a lui, poiché è lui la tua vita..."
(elisabetta acide) – Durante il suo pellegrinaggio in Terra Santa, Paolo VI il 5 gennaio...
PILLOLE DI MISSIONARIETA' di FILIPPO CIANTIA
La diaspora ugandese che cantò in Vaticano
Tra i libri dello zio missionario, l’amico Alberto ne ha trovato uno intitolato “Ugandan African...
III DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A)
Il Regno dei cieli è vicino!
Commento al Vangelo di domenica 25 gennaio 2026
Gesù inizia il suo ministero proprio dove le tenebre sembrano più fitte: in Galilea, terra di...
TESTA E CUORE di CRISTINA TERRIBILI
Anche la società deve educare, le sue responsabilità sono infinite con i linguaggi, i toni, i modelli che usa le giovani generazioni è l’intera società
L’accoltellamento di un giovane ad opera di un coetaneo in una scuola di La Spezia ha...
"Il popolo che camminava nelle tenebre ha visto una grande luce"
PAROLA DI DIO - Letture dalla Liturgia nella III Domenica del Tempo Ordinario - "Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino" - Commento a cura della prof.ssa Acide Elisabetta
"Vi esorto, fratelli, per il nome del Signore nostro Gesù Cristo, a essere tutti unanimi nel parlare"
Prima lettura Is 8,23b-9,3 Salmo 26 (27) Seconda Lettura 1Cor 1,10-13.17 Vangelo Mt 4,12-23 Ancora...
Domenica i carri da getto e la seconda Alzata degli Abbà
Articolo completo su Il Risveglio Popolare di giovedì 5 febbraio.
Foto di Vincenzo Demasi
Storico Carnevale di Ivrea. Iscrizione dei carri da getto alla Battaglia delle Arance – Edizione 2026
Sono 51 i Carri da getto che prenderanno parte alla Battaglia delle Arance del Carnevale di Ivrea 2026. Nei giorni 15 e 16 gennaio 2026 sono pervenute 52 domande di iscrizione di carri da getto a fronte dei 54 carri aventi diritto in seguito alla fase di pre-iscrizione.
Come previsto dal regolamento, la Fondazione ha svolto le necessarie verifiche sulla documentazione presentata, operando alla presenza dei rappresentanti dell’Associazione Aranceri dei Carri e dell’Associazione Albo Conducenti Carri da Getto e tenendo conto delle indicazioni fornite in relazione ai rispettivi associati. Ove necessario, sono state richieste specifiche integrazioni e ulteriori verifiche documentali. Non è stata invece accolta la domanda di iscrizione del Carro n. 33. Dall’analisi della documentazione è infatti emersa la mancanza del requisito previsto dall’art. 6, primo comma, del vigente Regolamento che stabilisce l’obbligo di iscrizione all’Associazione Albo Conducenti Carri da Getto per lo svolgimento del ruolo di conducente. Nessuno dei conducenti indicati nella domanda risulta iscritto all’Associazione, come confermato dal Presidente della stessa.
Vietare i Social ai minori? Inutile senza un’idea di quale crescita proporre loro (di Lorenzo Iorfino)
Che Spagna e Portogallo stiano preparando un divieto di accesso ai social network per i minori di 16 anni mi trova, in linea di principio, favorevole. Non perchè mi illuda che basti una legge a risolvere un problema così complesso, ma perché finalmente si oggettiva una realtà: i social non sono spazi neutri, né innocui. Sono ambienti culturali che finiscono per orientare comportamenti, catturare attenzione, costruire visioni ideologiche del mondo. Lasciare bambini e preadolescenti da soli dentro questi ecosistemi presuppone implicitamente chiedere loro una maturità che ancora non hanno.
Il mio favore, però, non è acritico. Il primo punto di scetticismo è molto concreto: come si rende effettivo un limite di questo tipo? Pensare che un quindicenne non sia in grado di aggirarlo significa non aver compreso la nativa competenza digitale delle nuove generazioni. Le proposte di sistemi di verifica più stringenti aprono a loro volta interrogativi enormi su privacy, controllo e responsabilità delle piattaforme. È probabile che il divieto resti più dichiarato che messo in pratica.
Un secondo nodo riguarda la formazione. Vietare non basta, reprimere non è tutto; sarebbe più lungimirante educare a un uso consapevole dei social, sviluppare spirito critico, capacità di lettura tra le linee dei contenuti, una sorta di anticorpi culturali. Ma chi dovrebbe farsene carico? Le famiglie, sempre più sole, fragili e diseguali? La scuola, già caricata di funzioni che vanno ben oltre l’istruzione, senza risorse adeguate né personale formato? Parlare di educazione digitale sulla carta è puro volo pindarico, e per questo poco utile.
In Italia, dove una “maggiore età digitale” non esiste, il problema assume una forma forse ancora più insidiosa. Che i social sostituiscano la vita relazionale dei giovani è parzialmente vero, anche se ci ricordiamo solo gli estremi catastrofici. Sempre più spesso però diventano il loro principale, se non unico, strumento di informazione. Per un bambino in formazione questo significa imparare come funziona il mondo attraverso algoritmi che sottobanco strutturano la visione del mondo, semplificano la complessità, trasformano le piattaforme in megafoni di polarizzazione e in imbuti di ideologie, da ingurgitare rigorosamente a stomaco vuoto, com’è d’altronde quello di un bambino.
È qui che la discussione dovrebbe concentrarsi. Non solo su cosa vietare, ma su quale idea di crescita, di responsabilità adulta e di mediazione siamo disposti a sostenere. Perché lasciare tutto com’è, oggi, non è una posizione neutra. È già una scelta, e purtroppo vincente per chi detiene il controllo di questo nuovo mondo.
“Il mondo salvato dai ragazzini”, il tema della XXXVIII edizione del Salone del Libro di Torino dal 14 al 18 maggio
“Non è un tema evocativo, ma una presa di posizione. Affidare il futuro alle nuove generazioni significa riconoscere che il cambiamento nasce da uno sguardo libero, non addomesticato. È una responsabilità adulta ascoltare quella voce, e una scelta politica darle spazio. La letteratura ci ricorda da sempre che sono i giovani a vedere l’essenziale prima che venga nascosto dall’abitudine: è da lì che può ripartire l’idea stessa di futuro. La nostra missione è ascoltare i giovani, che non è un atto simbolico: è la condizione necessaria per costruire il futuro” ha detto l’assessore regionale alla Cultura in sede di presentazione del Salone.
Il Salone del Libro è il risultato di un grande lavoro di sistema, costruito insieme al Comune di Torino, all’Associazione Torino La Città del Libro, al Circolo dei Lettori e alla Fondazione per la Cultura. In questo quadro la Regione Piemonte assume un ruolo centrale, con gli spazi rinnovati e fortemente identitari – dall’Arena Piemonte allo Spazio Biblioteche, dallo Spazio Argento allo Spazio Editori, dall’area Nati per Leggere allo Spazio Arancio – luoghi che accolgono storie, libri e visioni provenienti da tutto il mondo. Paese ospite quest’anno sarà la Grecia.
Romano Gazzera, il pittore dei “fiori giganti” (di Doriano Felletti)
Foto: Da sinistra: Romano Gazzera, Giorgio De Chirico, Sergio Vacchi, Corrado Cagli, Renato Guttuso e Antonio Porcella a Roma nel 1975, in occasione della mostra “Omaggio a De Chirico”.
“In questa casa, sulla terrazza del Canavese, ove incontrò le nuvole e le ginestre, Romano Gazzera dipinse e scrisse serenamente per la felicità del mondo. Il Comune e i cittadini di Andrate con gratitudine. 2 agosto 1992”. La targa che riporta queste parole è ad Andrate; la casa in questione è Villa Gazzera. “Ad Andrate Gazzera acquistò una splendida casa e ne fece la sua principale dimora. Scoprì il ridente centro dell’alta Serra negli anni cinquanta. Lo frequentò dapprima d’estate, poi vi abitò quasi stabilmente, fatta eccezione per qualche breve periodo dell’anno trascorso a Torino. I cieli alti della Serra, sulla dorsale in cui il più grande baluardo morenico d’Europa divide il Biellese dal Canavese, gli alberi e i fiori della collina lo affascinavano” (Eco di Biella, 30 luglio 1992).
Romano Gazzera nacque a Ciriè il 18 agosto 1906 da Bianca Gerardi, proveniente da una famiglia ciriacese di origini francesi, e da Pietro, Generale dell’Esercito italiano, nato a Bene Vagienna l’11 dicembre 1879 che, dopo aver studiato alla Regia Accademia Militare, frequentò la Scuola di guerra di Torino. Partì volontario per la Guerra italo turca e si meritò la medaglia d’argento al valor militare “per l’abilità e l’ardimento spiegati nella condotta della batteria in ripetuti combattimenti”. Prese parte al primo conflitto mondiale in seno al Comando supremo e ciò gli permise di entrare in contatto con Pietro Badoglio che lo scelse tra i plenipotenziari italiani che trattarono con l’Austria Ungheria l’armistizio di Villa Giusti che pose fine alla guerra.
Nel 1929 fu nominato Ministro della Guerra, incarico che mantenne fino al 22 luglio 1933 quando fu costretto alle dimissioni da Benito Mussolini che intese avocare a sé il controllo dei ministeri militari. Il 30 ottobre 1933 fu nominato senatore del Regno e ricoprì importanti incarichi in diverse commissioni parlamentari. Nel 1938 fu inviato in Etiopia nella veste di Governatore del Galla e Sidama e nel 1940 assunse il comando delle forze armate delle colonie durante la Campagna dell’Africa Orientale Italiana; nel luglio 1941, dopo essere stato per alcuni mesi viceré d’Etiopia, si arrese alle truppe inglesi e belghe e si consegnò come prigioniero di guerra. Fu rimpatriato nel settembre 1943, dopo la firma dell’armistizio di Cassibile. Sottoposto all’Alta Corte di giustizia per le sanzioni contro il fascismo, fu prosciolto dalle accuse; morì a Ciriè il 30 giugno 1953.
Romano subì fin da subito le pressioni dei propri genitori e fu costretto ad iscriversi alla facoltà di Giurisprudenza al fine di intraprendere la professione forense, attività che svolse in modo saltuario, tanto che il padre lo minacciò di togliergli l’appannaggio mensile in quanto scoprì che non frequentava lo studio dove avrebbe dovuto svolgere il praticantato.
La sua passione per la pittura intervenne infatti fin dall’età adolescenziale, quando iniziò a ritrarre i familiari ed i compagni di scuola. Nel 1933 conobbe Giorgio De Chirico che affermò: “di quanti pittori ho conosciuto in Italia o fuori, egli è uno dei pochi che mi hanno dato il senso del pittore completo in cui talento, capacità ed intuizioni artistiche, temperamento pittorico, volontà di progresso, sforzo verso il meglio e verso il più bello, si fondono in un’unica volontà creativa. Il grande merito di Romano Gazzera è ch’egli veramente e sinceramente ama la grande pittura”.
Nel 1930 sposò la cantante lirica Graziella Valle e negli stessi anni iniziò la sua attività espositiva, anche se la prima affermazione avvenne nell’anno 1941 a Milano, in occasione di una sua esposizione di varie opere quali sequenze di favole, ritratti e nature morte di densa ispirazione romantica, in antitesi con le correnti ufficiali del Nove-cento pittorico.
Nel 1950 organizzò, insieme a Giorgio De Chirico, la prima Anti biennale, ospitata negli spazi del padiglione della società di canottieri Bucintoro di Venezia e dove espose ritratti di personaggi orientali e scene di battaglie. In tale occasione, i due artisti si trovarono in disaccordo a causa della divisione degli spazi espositivi e interruppero i rapporti per otto anni. Nello stesso anno abbandonò i toni scuri e decise di rappresentare elementi floreali e vegetali di grandi dimensioni con la tempera ad olio; l’idea, maturata durante gli anni trascorsi da sfollato nella casa dei suoceri a Pescia, permise a Gazzera di diventare il caposcuola della pittura neo floreale.
Negli anni Cinquanta del Nove-cento avviò la produzione dei “fiori giganti”, rifugiandosi a dipingere in Costa Azzurra e ad Andrate; il successo arrivò grazie alle mostre di Roma nel 1957 e di New York nel 1959. Divenne famoso anche come ritrattista: posarono per lui, tra gli altri, Papa Paolo VI, Carolina di Monaco, il cancelliere tedesco Ludwig Erhard, Vir-ginia Mondadori, René Clair, Cesare Zavattini, Herbert Marcuse, Danny Kaye, Paolo Stoppa, Memo Benassi, Sergio Pininfarina e Giorgio de Chirico.
Espose in numerose località europee; l’ultima mostra personale fu nel 1984, nei saloni di Palazzo Graneri a Torino, in occasione dei XV Stati Generali dei Comuni d’Europa. Nel 1974 Gazzera pubblicò l’autobiografia “Una vita per un fiore”, dove descrisse il proprio percorso personale e artistico.
Separatosi da Graziella Valle, sposò in seconde nozze Clara Ronco, simboleggiata nelle sue opere da una rosa gigante e che ispirò il libro “La rosa di Clarissa” del 1990: “devo a Clarissa se negli ultimi dieci anni la mia carriera è progredita più che in tutto il resto della mia vita. Non è soltanto la mia guida intelligente nelle mostre, ma con i suoi capelli di fiamma ardente, con il suo giovane portamento snello, con la sua statura longilinea, è modella ideale che suscita in me l’immagine di una divinità greca”.
Romano Gazzera morì il 24 maggio 1985 nel suo appartamento di piazza Vittorio Veneto a Torino, dove oggi ha sede la Fondazione a lui intitolata. Clara Ronco fu promotrice dell’attività artistica del marito e allestì svariate mostre a lui dedicate, sia in Italia, sia in Francia, fino alla sua morte sopravvenuta nel 2013.
La mosca cieca, dipinto di Romano Gazzera presso la Reggia di Venaria Reale



