Tenuta Roletto
Risvegliopopolare.it

venerdì 10 Luglio 2026

Reale mutua
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DIETRO LO SCHERMO di GRAZIELLA CORTESE

Toy Story 5

Ma i giocattoli veri ci sono ancora? Con queste domande sembra di essere un po’ trogloditi e...

PARTITI DA CALUSO PER FARE LA STORIA DEL JAZZ ITALIANO. PER OSCAR LA CITTADINANZA ONORARIA NEL 1978

Valdambrini, padre e figlio, pionieri della “musica moderna”

Dai locali sotto la Mole negli anni ‘20, le incisioni e le esibizioni della fine anni ‘70

(di Doriano Felletti)

Foto: Oscar Valdambrini con Gianni Basso. Torino giocò un ruolo fondamentale nello sviluppo del...

MA ANCHE IL TRISTE RACCONTO DI UGOLINA CHE PERSE IL FUTURO MARITO IN UN NAUFRAGIO IN MARE

Vendette mancate e tradimenti sfumati

Storie vere ed inverosimili delle rivalità tra Vico e Brosso in Valchiusella

(di Andrea Tiloca)

L’attento lettore ricorderà la storia del giovane Remo, il quale essendo stato allontanato da un...

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DIETRO LO SCHERMO di GRAZIELLA CORTESE

Disclosure day

Era il 1977 quando nelle sale uscì “Incontri ravvicinati del terzo tipo”, e Steven Spielberg ci...

DIOCESI DI IVREA - CONFERENZA / RITIRO PER LA COMUNITà DIOCESANA

UNA MAGNIFICA UMANITÀ

(di Mons. Daniele Salera)

Preghiera – Invitatorio per il giorno di sabato (L. Andrewes) Signore, abbi pietà di noi...

Festa di San Savino – Processione con le reliquie del Santo verso la Cattedrale di Ivrea

Questa mattina la Chiesa di San Grato a Ivrea ha ospitato la celebrazione dell’Ora Terza, presieduta da Mons. Daniele Salera, Vescovo di Ivrea. Al termine del rito liturgico si è formato il corteo processionale che, portando le reliquie di San Savino, si è incamminato verso la Cattedrale di Ivrea, meta conclusiva della processione.

La cerimonia ha richiamato fedeli e devoti, in un momento di raccoglimento che ha unito preghiera comunitaria e tradizione religiosa cittadina, nel segno della devozione al Santo patrono.

CANAVESE – Al cinema nel weekend

Cuorgnè, Cinema Margherita
Dal 10 al 13 luglio
MINIONS & MONSTERS
Orario: venerdì 21.15; sabato 17.30-21.15; domenica 17-18.30-21.15; lunedì 18.30-21.15
Ivrea, Cinema Politeama
Dal 9 al 13 luglio
MINIONS & MONSTERS
Orario: 19-21; domenica 16-18.30-21
Martedì 14 luglio
GENTE DI ROMA
Orario: 18-21
Ivrea, Cinema Splendor Boaro
Dal 9 al 13 luglio
ELECTION DAY
Orario: giovedì 21; venerdì 21; sabato 18-19.45; domenica 18-21.30; lunedì 19.45
Dal 10 al 13 luglio
L’HANGAR ROSSO
Orario: venerdì e domenica 19.45; sabato e lunedì 21.30
Sabato 11 e domenica 12 luglio
TOY STORY 5
Orario: 16
Valperga, Cinema Ambra
Dal 9 al 13 luglio
MINIONS & MONSTERS
Orario: feriali 21; sabato 17.30-19.30-21.30; domenica 17.30-19.30-21.30
Dal 9 al 13 luglio
LA CASA – IL ROGO DEL MALE
Orario: 21
Sabato 11 e domenica 12 luglio
TOY STORY 5
Orario: 18.30

Piccolo miracolo (di Graziella Cortese)

Guido Chiesa, regista torinese classe 1959, ha lavorato spesso nella sua città e anche in provincia; si è inoltre dedicato alla sceneggiatura cinematografica ed è stato critico musicale per varie testate giornalistiche. “La musica ha sempre rivestito un ruolo centrale nel mio lavoro”. In un’intervista ha raccontato come “Piccolo miracolo” sia nato da un conflitto vissuto dai protagonisti e da lui stesso: il soggetto è stato liberamente tratto dal libro “La grazia del demolitore” di Fabio Bartolomei e narra di come l’amore (o più semplicemente una storia qualunque) possa nascere dal trovare la bellezza in luoghi inaspettati.
Davide Lancia è un ricco imprenditore romano quarantenne: uomo raffinato e “arrivato”, pare non dover più chiedere nulla al destino. Ma il destino non è della stessa opinione: il padre regala a Davide per il compleanno (tra l’altro sono nati lo stesso giorno) un nuovo progetto immobiliare: dovrà demolire una vecchia palazzina abbandonata, nella periferia romana, per costruirvi un complesso residenziale.
Ma nella palazzina c’è una sorpresa: ci vive qualcuno. È un’inquilina molto particolare, Ursula (Greta Scarano), giovane donna cieca dal carattere difficile: lavora come educatrice in un centro per ragazzi in difficoltà, nel quartiere è conosciuta, si dà da fare e, soprattutto, non ha alcuna intenzione di abbandonare la sua dimora fatiscente. Davide è ora confuso, non si aspettava un simile accadimento anche perché, piano piano, comincia a provare un sentimento vero per Ursula. In questo modo deve mettere in discussione molte delle sue certezze.
Qui storia e regia di Chiesa si incontrano: nuove inquadrature, elementi non scontati nella narrazione. Nella vicenda avviene, a tutti gli effetti, un piccolo miracolo, che cerca di rendere migliori i protagonisti e crea un’emozione nuova per il pubblico.
Piccolo Miracolo
di Guido Chiesa
paese: Italia 2026
genere: drammatico
interpreti: Marco D’Amore, Greta Scarano, Giorgio Colangeli, Mariangela D’Abbraccio, Laura Adriani
durata: 1 ora e 42 minuti
giudizio Cei: consigliabile, brillante-poetico

Anche senza l’Italia il Mondiale di calcio monopolizza l’attenzione – pure dei più giovani (di Lorenzo Iorfino)

Per la terza volta consecutiva l’Italia guarda la Coppa del Mondo Fifa da spettatrice. Verrebbe da pensare che, soprattutto tra i più giovani, l’assenza degli azzurri abbia raffreddato l’interesse. I numeri raccontano invece una realtà diversa: il calcio continua a esercitare un forte richiamo anche quando la nostra Nazionale non è protagonista. Lo dimostrano gli ascolti delle partite più seguite. L’incontro Brasile-Norvegia ha raccolto su Rai 1, considerando anche RaiPlay, 6 milioni e 29 mila telespettatori, con uno share del 42,85%. Forse l’italo-centrismo è esaurito anche nello sport.
Anche il bilancio della fase a gironi va nella stessa direzione. Le diciassette partite trasmesse in chiaro dalla Rai hanno registrato una media di 3,99 milioni di telespettatori nella total audience e il 28,2% di share. E anche il pubblico giovane non è irrilevante: alla sfida inaugurale il 54,6% di share lo ha fatto la fascia 15-24 anni. Un risultato che, secondo le elaborazioni diffuse dalla stessa Rai, supera quello registrato nella fase a gironi del Mondiale del 2022, nonostante quest’anno una parte consistente del torneo sia visibile esclusivamente su Dazn.
Naturalmente gli ascolti televisivi raccontano solo una parte del fenomeno. È soprattutto sui social che il Mondiale sembra occupare uno spazio enorme. Ma questa percezione va letta con cautela. Entra infatti in gioco la cosiddetta echo chamber: gli algoritmi tendono a proporre contenuti simili a quelli che ciascun utente guarda abitualmente. Chi segue il calcio riceverà continuamente video, analisi e discussioni sul torneo, con l’impressione che l’intero dibattito pubblico ruoti attorno ai Mondiali, anche se fuori dalla propria bolla digitale l’interesse può essere meno diffuso.
Parlando con molti ragazzi appassionati di calcio emergono tre motivi ricorrenti che spiegano questo coinvolgimento. I primi due hanno un nome (anzi, un cognome) preciso: Messi e Ronaldo. Per molti tifosi questo rappresenta con ogni probabilità l’ultima occasione per vedere i due campioni sul palcoscenico mondiale. Il terzo elemento è il caso di interferenza politica che ha animato il dibattito internazionale negli ultimi giorni, contribuendo a tenere alta l’attenzione anche al di fuori dell’aspetto puramente sportivo e avvicinando al torneo – con stizza – anche chi, normalmente, segue il calcio con minore interesse.
L’assenza dell’Italia continua certamente a pesare sul coinvolgimento emotivo del Paese, ma fino a un certo punto: perché chi ama il calcio lo ama e basta, e ama vedere partite spettacolari; rimane solo quel pizzico di rammarico che è più che lecito.

Astensione in crescita, poli confusi: la politica ritrovi concretezza per recuperare credibilità

La positiva novità del referendum sulla giustizia è svanita: l’astensione dal voto riprende a crescere. Un elettore su due (sondaggio La Stampa) non intende partecipare alle prossime consultazioni Politiche. È un giudizio critico sulle forze partitiche, che dovrebbero riflettere su questa diserzione.
Anzitutto non regge questo clima di perenne campagna elettorale ad un anno dalle urne, con una contrapposizione sistematica su tutto, sempre ben oltre il merito dei temi in discussione.
Ci sono poi le confusioni, le incertezze programmatiche e politiche nei poli, a cominciare dalla politica estera. Emblematica la vicenda della riunione Nato, ad Ankara: la premier Meloni è giunta all’ultimo minuto per non incontrare Trump, che continua ad attaccarla senza ritegno. Ma la vicenda ormai supera la questione personale (disgustosa per Trump) perché coinvolge la pretesa della Casa Bianca di aver rapporti di dominio su tutti i Paesi Nato, a cominciare dall’Italia. Palazzo Chigi ha detto no (dopo le aperture iniziali alla dottrina Maga), ma la nuova collocazione resta incerta, anche per la linea diversa di Salvini, filo-Trump e filo-Putin, anti-Europa. Sull’Ucraina il sostegno dell’Italia si è fatto più debole, ed ora si apre il fronte francese con la candidatura presidenziale di Marine Le Pen, sovranista, anti-Bruxelles, sostenuta dal Carroccio.
Un segnale di imbarazzo si è colto ancora una volta sul tema drammatico dell’immigrazione: il Governo è rimasto silenzioso di fronte al forte appello di Papa Leone da Lampedusa, mentre aveva preso posizione contro gli insulti di Trump. Probabilmente Palazzo Chigi non vuole rompere definitivamente i ponti con il generale Vannacci, teorico della “remigrazione”, trumpiano e putiniano. Ed anche sulla nuova legge elettorale la Lega (aiutata da Tajani) frena: contraria sulle preferenze, ostile al nome della Meloni sulla scheda…
Complessivamente il destra-centro, caduto l’ombrello di Trump, è alla ricerca di un nuovo equilibrio geo-politico, che per ora non si intravede; per questo Fratelli d’Italia punta sulla persona della Meloni. E il programma?
Nel campo largo la verità l’ha indicata Conte: le trattative sul programma cominceranno ad ottobre, terminate le consultazioni popolari del M5S. Nel frattempo ogni partito “viaggia da solo”. Lo si è visto proprio sulla politica estera: Pentastellati e Alternativa Verdì-Sinistra sono contrari a nuovi aiuti a Kiev, il Pd a favore (con prudenza), i Centristi manifestano pieno sostegno a Zelensky. Il neutralismo nel conflitto russo-ucraino “de facto” favorisce Putin che conduce in Europa la politica disgregatrice avallata da Trump nei colloqui in Alaska. Si può ignorare l’alleanza effettiva tra la Casa Bianca e il Cremlino?
Il centro-sinistra ha poi sempre aperta la quesitone del leader (Schlein, Conte o un esterno?) mentre cerca una difficile coabitazione tra radicali e riformisti. Dopo la regia a quattro, senza Renzi, (Schlein, Conte, Bonelli, Fratoianni), ambienti vicini alle segreterie Dem e M5S cercano di varare una o due formazioni centriste, con l’assessore romano Onorato e il professor Ruffini. Ma siamo lontani dallo spirito fondativo dell’Ulivo e del Pd, con l’impegno di Prodi per una presenza pluralistica delle culture di riferimento.
Infine il Terzo Polo di Calenda continua ad oscillare tra il 3 e il 4 per cento, pur con adesioni autorevoli di Centristi. Resterà autonomo anche dopo il voto, o sarà disponibile ad un appoggio alla Meloni in funzione anti-Vannacci? Non è una questione da poco.
La debolezza dei Poli e la crescente astensione rende difficile per i sondaggisti raggiungere la soglia maggioritaria del 42% prevista dal ddl governativo. In ogni caso sarebbe giusto consegnare per cinque anni il potere ad una coalizione votata da un quinto degli italiani? Sarebbe rispettata, nella sostanza, la dimensione democratica della Carta Costituzionale? Per questo, anziché logorarsi sulla legge elettorale, il Parlamento farebbe meglio a dedicare quest’ultimo anno della legislatura ai temi più urgenti, a cominciare dalle guerre aperte.

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