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DIETRO LO SCHERMO di GRAZIELLA CORTESE

L’ultima missione

In questi giorni possiamo osservare le vicissitudini della missione spaziale Artemis (da Artemide,...

97 I PROGETTI NEL TERRITORIO CHE RICEVERANNO FONDI; PREMIO ULTERIORE A INIZIATIVE SOVRACOMUNALI

Sviluppo e Coesione: 10 milioni in Canavese

A Montalenghe la firma degli Accordi di Collaborazione tra Regione e sindaci

Articolo completo su Il Risveglio Popolare di giovedì 9 aprile. Elenco dei progetti canavesani...

Allarme gioco d’azzardo tra i minori in Italia: gli strumenti per riconoscere e affrontare il problema

L’associazione GiocoResponsabile.info, con l’obiettivo di promuovere comportamenti di gioco responsabile e di sensibilizzare contro i rischi del gioco d’azzardo, ha recentemente pubblicato un approfondimento su questo tema con particolare attenzione ai minori in Italia: il risultato rappresenta un contesto drammatico, con un fenomeno in crescita ed oltremodo preoccupante. 90mila adolescenti, di età compresa tra i 14 ed i 17 anni, giocano d’azzardo e l’Italia è al primo posto in Europa per la sua diffusione tra gli adolescenti.
L’ambiente dove i giovani giocano è quello online, dei videogiochi e dei casinò online non regolamentati dove, con strategie atte a mascherare la reale identità di chi gioca, è possibile registrarsi e sperare in vincite clamorose ed irrealistiche o trovare qualcosa di raro o prezioso nei pacchi a sorpresa dentro i videogiochi.
Gli studi fatti mettono in luce che i giovani figli di genitori che giocano (uno o entrambi) al gratta e vinci o alle scommesse online, raddoppiano il ri-schio di diventare a loro volta giocatori perché ciò viene considerato “normale” nel contesto familiare; sono a rischio i ragazzi che vivono in contesti di reddito familiare basso o vicino la soglia di povertà perché ritenuto uno dei modi per uscirne e diventare ricchi facilmente. Anche la scarsa educazione finanziaria e la mancata comprensione del valore del denaro portano il giovane a non valutare il rischio delle perdite reali e di porre l’attenzione solo ed esclusivamente sulle vincite che gli appaiono come guadagni.
Nell’approfondimento si trovano indicazioni per rendersi consapevoli se un familiare ha cominciato ad entrare nella spirale della dipendenza e per capire come affrontare un discorso sul tema del gioco d’azzardo in famiglia. Esplorare il rischio, far emergere criticità e fragilità permette – grazie all’aiuto di esperti – di poter intervenire ed uscire da una trappola insidiosa con conseguenze sul piano sociale ma anche psicologico e fisico.
Alla pagina https://giocoresponsabile.info/ludopatia-minorile/ c’è un questionario per i genitori per comprendere se il proprio figlio corre dei rischi con il gioco d’azzardo ed i servizi a cui potersi rivolgere in caso di problemi. Per approfondire ulteriormente il tema si rimanda anche al Rapporto Istisan – dell’Istituto Superiore di Sanità – “Dipendenze comportamentali nella Generazione Z: uno studio di prevalenza nella popolazione scolastica (11-17 anni) e focus sulle competenze genitoriali” che illustra i risultati dello studio.

CANAVESE – Al cinema nel weekend

Cuorgnè, Cinema Margherita
Dal 23 al 27 aprile
MICHAEL
Orario: feriali 21.15; sabato 17-21.15; domenica 16.15-18.30-21; lunedì 18.30-21.15
Due Città al Cinema
Martedì 28 aprile
L’AGENTE SEGRETO
Orario: 21.15
Venerdì 24 e domenica 26 aprile
SUPER MARIO GALAXY
Orario: venerdì 18.30; domenica 14.30
Sabato 25 aprile
PORCO ROSSO
Orario: 19
Mercoledì 29 aprile
IL DIAVOLO VESTE PRADA 2
Orario: 18.30-21.15
Ivrea, Cinema Politeama
Dal 24 al 27 aprile
MICHAEL
Orario: feriali 21; sabato e domenica 16-18.30-21
Effetto Cinema
Mercoledì 29 e 30 aprile
CHIEDIMI CHI ERA MIA MADRE
Orario: mercoledì 15-17.30-21; giovedì 19-21.30
Ivrea, Cinema Splendor Boaro
Dal 23 al 26 aprile
FINALE: ALLEGRO
Orario: feriali 21; sabato 17-21.30; domenica 19-21.30
Dal 24 al 27 aprile
SUPER MARIO GALAXY
Orario: feriali 18.30; sabato 15-19.30; domenica 15-17
Lunedì 27 aprile
I NOSTRI ANNI
Orario: 21
Mercoledì 29 aprile
IL DIAVOLO VESTE PRADA 2
Orario: 18.30-21
Valperga, Cinema Ambra
Dal 23 al 27 aprile
MICHAEL
Orario: giovedì 21; feriali 19-21.30; sabato 16.30-19-21.30; domenica 15-17-21.30
Dal 24 al 27 aprile
IL FIGLIO DEL DESERTO
Orario: feriali 19.30; sabato 19.15; domenica 15-19.30
LEE CRONIN – LA MUMMIA
Orario: 21.30
Giovedì 23 aprile
LA VITA DA GRANDI
Orario: 21
Sabato 25 e domenica 26 aprile
SUPER MARIO GALAXY
Orario: sabato 17; domenica 17.30
Domenica 26 aprile
THE DRAMA
Orario: 19.30

Alla festa della rivoluzione (di Graziella Cortese)

Siamo prossimi alla festa del 25 Aprile e l’eco della Resistenza è ancora vicina… I sussulti patriottici della classe politica attuale a volte fanno pensare che per il nostro Paese sia un patrimonio comune. Ma la storia narrata nel film di Arnaldo Catinari va più indietro, ci porta all’interno di un Paese giovane, a cavallo tra le due guerre mondiali.
Parigi, 1919. Alla conferenza di pace il Regno d’Italia è un tassello della ricostruzione geopolitica dell’Europa. E il Paese vive momenti difficili con territori contesi e un generale fermento politico. La città di Fiume, lungo le coste del mare Adriatico, si trova in una fase di transizione e di continuo subbuglio poiché è contesa tra l’Italia e contemporaneamente dal Regno dei Serbi, dei Croati, e Sloveni e, insieme, da alcune frange ribelli dell’esercito Regio Italiano. Oggi Fiume è la città di Rijeka, in Croazia.
Nella pellicola di Catinari possiamo assistere alla narrazione cinematografica di queste vicende: Fiume viene annessa con la forza grazie all’impresa capeggiata dal poeta italiano Gabriele D’Annunzio (interpretato da Maurizio Lombardi). Beatrice, giovane donna ingaggiata come spia dai servizi segreti russi, si prefigge come missione quella di proteggere la vita del vate ed entra in contatto con il medico di guerra Giulio. L’uomo è in realtà un disertore vicino agli ambienti anarchici. Anche Pietro (Riccardo Scamarcio), capo dei servizi segreti, cerca di scoprire chi sono i veri nemici della Rivoluzione, che sta avvenendo in un clima difficile, ma che piano piano prende forma.
Il film è stato in parte criticato alla sua uscita: si è sottolineato il tentativo di creare un feuilleton e una sorta di spy story, invece di evidenziare gli avvenimenti reali e drammatici dell’epoca. Festa e disillusione sono i temi principali della narrazione e forse del momento storico stesso.
Alla festa della rivoluzione
di Arnaldo Catinari
paese: Italia 2025
genere: storico
interpreti: Valentina Romani, Nicolas Maupas, Maurizio Lombradi, Riccardo Scamarcio,
Darko Peric
durata: 1 ora e 38 minuti
giudizio: interessante

Oltre il consenso: il viaggio in Africa rivela la missione gentile e tenace di Papa Leone (di Lorenzo Iorfino)

Foto: Vatican News
Il viaggio del Papa in Africa consegna un’immagine limpida e, per taluni più scettici, inattesa del suo pontificato. Non per ciò che aggiunge, ma per ciò che lascia emergere con naturalezza: una missione che affonda nel Vangelo e si esprime con una fermezza gentile, quasi silenziosa. Le parole pronunciate alla partenza per l’Algeria sugli attacchi da ricevuti da Trump hanno avuto un’eco significativa, hanno fatto crescere il suo gradimento. Eppure soffermarsi su questo dato fa sorridere, come se il consenso fosse la misura più adeguata per leggere un ministero che si muove su un altro piano.
Ci sono due immagini, tra le molte di questi giorni, che restituiscono con precisione il tratto più autentico del Papa. La prima è sull’aereo, nel passaggio dall’Algeria al Camerun. Prende il microfono e parla. Il video circola rapidamente. A occhi chiusi, senza riconoscerne la voce, si potrebbe pensare a un parroco sull’autobus che, al ritorno da un pellegrinaggio, aiuta i suoi a rileggere quanto vissuto. C’è la stessa prossimità, la stessa cura nel dare un senso alle cose. Il Papa accompagna i giornalisti, e attraverso di loro tutti noi, dentro il significato del viaggio.
Le radici agostiniane affiorano senza ostentazione. Parla di Dio, dei popoli incontrati, dei testimoni della fede. Con una tenerezza che disarma, perché non concede spazio a interpretazioni forzate, riporta tutto all’essenziale. Certo, così i giornalisti faticano di più: mancano le frasi ad effetto, le dichiarazioni da titoloni di prima pagina, le parole che si impongono da sole. Rimane un discorso che cerca il cuore e rifugge il rumore. Il mondo, lentamente, sembra accorgersene. Certo, così i giornalisti lavorano di più perché sono sparite le dichiarazioni da titoloni in prima pagina.
La seconda immagine è ad Algeri. Nella casa delle agostiniane si ferma davanti a una bancarella di artigianato. Osserva con attenzione, sceglie una collanina di corallo. Alle donne musulmane che presidiano la bancarella dice con semplicità: “Non è per me, è per mia nipote”. In quel gesto c’è una familiarità che sorprende. L’immagine dello zio vestito di bianco. Di nuovo, la tenerezza disarmante.
Questo viaggio restituisce anche un volto dell’Africa che sfugge agli stereotipi. Affiora la vita di popoli che testimoniano una gioia concreta nel credere, talvolta difficile da comprendere per uno sguardo occidentale. Il Papa si inserisce in questa trama e la illumina. Trasmette l’impressione di una pazienza tenace, di chi continuerà a indicare la strada finché non sarà riconosciuta.

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