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CAPPELLANO MILITARE, DOPO L’8 SETTEMBRE SI RIFIUTÒ DI SCHIERARSI CON I TEDESCHI E I REPUBBLICHINI

Don Tapparo, diari di guerra e prigionia

Saranno presentati giovedì 9 aprile a Ivrea, a cura della Giovane Montagna

Foto: Il tenente cappellano don Ernesto Tapparo, ritratto a Srebreno, in terra dalmata, ai confini...

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Ancora a proposito del raggiungimento della intenzionalità e responsabilità nei giovani (di Cristina Terribili)

A fronte dei tanti punti interrogativi nell’articolo della settimana scorsa sull’intenzionalità dei giovani, appare utile, attraverso lo studio delle neuroscienze, comprendere come si sviluppa il cervello e verso quali stimoli si orienta, per prendere decisioni che successivamente diventano azioni e comportamento.
Nell’adolescenza il cervello di un individuo subisce importanti trasformazioni ed è sicuramente ancora in una fase di sviluppo che si completerà intorno ai 25 anni, con il consolidamento della corteccia prefrontale, zona in cui risiedono le funzioni cognitive superiori che consentono la piena attivazione di abilità di pianificazione, di autoregolazione emotiva etc.
Nell’adolescenza dobbiamo però tener conto che il cervello è estremamente sensibile a quel sistema che gestisce la “ricompensa”, cioè che ricerca una gratificazione dai rinforzi positivi che possono esser materiali o sociali. I giovani, inoltre, raggiungono una gratificazione maggiore se ricevono l’approvazione attraverso il consenso del gruppo dei pari, dei coetanei.
Il gruppo, infatti, è talmente importante che la ricerca di connessione emotiva con gli altri potrebbe indurre i soggetti maggiormente isolati o fragili socialmente a mettere in atto comportamenti anche pericolosi, ma tali da ricevere approvazione. Se la ricerca di approvazione può generare comportamenti discutibili può, di contro, essere il volano di comportamenti altruistici e prosociali, ancora una volta se condivisi con il gruppo di coetanei.
Occorre comprendere come solo attraverso l’incoraggiamento, l’approvazione, il coinvolgimento in attività positive e offrendo opportunità in cui il giovane può sviluppare responsabilità sempre maggiori, sia possibile modificare un destino, orientare un percorso di sviluppo, creare un futuro gruppo di adulti socialmente ed emotivamente competenti.
Di contro, l’esposizione a modelli e contenuti non adeguati, la mancanza di dialogo come ponte per poter analizzare le proprie ed altrui emozioni, sono elementi che vanno ad incidere su quello sviluppo cerebrale che nel giovane si va completando.
Forse l’età dell’innocenza dovrebbe terminare con l’età della consapevolezza, con la capacità di sviluppare ipotesi, comprendere le conseguenze di un’azione, collegare situazioni allo stato emotivo provato da chi è direttamente coinvolto dai comportamenti messi in atto e quali sono i pensieri che a queste emozioni si associano. Lasciando dunque ai giuristi la possibilità di valutare quando si perde o si acquista la capacità di intendere e di volere, come comunità educante dobbiamo far tesoro di alcune conoscenze per affiancare i giovani verso un cammino di crescita verso l’autodeterminazione e la responsabilità.

CANAVESE – Al cinema nel weekend

Cuorgnè, Cinema Margherita
Dal 9 al 13 aprile
SUPER MARIO GALAXY
Orario: giovedì 18.30; venerdì 21.15; sab. 16.30-21.15; lun. 18.30-21.15; domenica 15-16.45-18.30
Dal 9 al 14 aprile (no lunedì 13)
THE DRAMA
Orario: giovedì e domenica 21.15; feriali 18.30
Mercoledì 15 aprile
PRIMA DELL’ALBA
Orario: 21.15
Due Città al Cinema
Martedì 14 aprile
HAMNET
Orario: 21.15
Ivrea, Cinema Politeama
Dal 10 al 14 aprile
SUPER MARIO GALAXY
Orario: feriali 18-21.15; sabato 17.15-19.15-21.15; domenica 15.30-17.25-19.20-21.15
Martedì 14 aprile
PORTE APERTE
Orario: 18-21
Effetto Cinema
Mercoledì 15 e giovedì 16 aprile
DUSE
Orario: mercoledì 15-17.30-21; giovedì 19-21.30
Ivrea, Cinema Splendor Boaro
Dal 9 al 13 aprile
FINCHÈ MORTE NON CI SEPARI 2
Orario: feriali 21; sabato 17-21.30; domenica 19.30-21.30
Dal 10 al 13 aprile
… CHE DIO PERDONA A TUTTI
Orario: feriali 18.30; sabato 19.15; domenica 15-17.15
Cineclub
Martedì 14 e giovedì 16 aprile
BUGONIA
Orario: martedì 15-17.10-19.20-21.30; giovedì 15.30-17.40
Valperga, Cinema Ambra
Giovedì 9 aprile
SKI – IL PIÙ GRANDE SKI TOUR DI SEMPRE
Orario: 21
Dal 9 al 13 aprile
FINCHÈ MORTE NON CI SEPARI 2
Orario: giovedì 21; venerdì 21.30; sabato 16.30-21.30; domenica 18.30-21.30; lunedì 19-21.30
Venerdì 10 aprile
BANANA
Orario: 17
Dal 10 al 13 aprile
SUPER MARIO GALAXY
Orario: venerdì 19-21; sabato 16.30-18.45-21; domenica 15-17.15-19.30-21; lunedì 19
Dall’11 al 13 aprile
… CHE DIO PERDONA A TUTTI
Orario: sabato 19; domenica 16; lunedì 21.30

L’ultima missione (di Graziella Cortese)

In questi giorni possiamo osservare le vicissitudini della missione spaziale Artemis (da Artemide, la dea Diana dell’antichità greca), che sta portando alcuni astronauti intorno alla luna e ha come obiettivo a lungo termine di verificare la possibilità di stabilire sul nostro satellite le “basi lunari”, che dovrebbero permettere la sopravvivenza della nostra specie.
La domanda che ogni tanto risuona è: ma perchè non ci siamo più andati per 50 anni? Le risposte sono molte: in primo luogo un’esplorazione spaziale della luna ha perso di interesse poiché le condizioni storiche sono molto cambiate: Usa e Urss rappresentavano le super potenze politico-economiche che lottavano per un primato (oggi preferiscono la guerra più tradizionale); questo tipo di missioni spaziali ha un costo enorme e i problemi finanziari fanno volgere altrove l’attenzione, occorre una politica stabile che conduce ad un’economia stabile, e queste risorse non sono così semplici da ottenere.
Il sottotitolo del film è: “Project Hail Mary”, cioè “Progetto Ave Maria”, e indica con le parole iniziali della preghiera un’invocazione, forse una speranza. È tratto dal titolo del romanzo di Andy Weir, statunitense, pubblicato nel 2021.
Il libro e anche il film dei registi americani Miller e Lord raccontano una storia nuova e moderna, che però ha ragioni e origini antiche, poiché accompagna quello che è da sempre un desiderio e un progetto dell’essere umano: volare nello spazio più profondo e, chissà, trovare un altro posto dove vivere che non sia il pianeta Terra.
La storia è ambientata nel periodo attuale. Il signor Ryland Grace ha gli occhi chiusi e crede di stare dormendo all’interno di un letto d’ospedale. In realtà quando si risveglia non ricorda quasi nulla, ma dopo poco tempo si rende conto di essere all’interno di un’astronave… Una cosa che oggi potrebbe succedere…
L’ultima missione
di Christopher Miller e Phil Lord
paese: Usa 2026
genere: fantascienza
interpreti: Ryan Gosling, Sandra Hüller, Milana Vayntrub, Ken Leung, James Ortiz
durata: 2 ore e 37 minuti
giudizio Cei: consigliabile, semplice, dibattiti
 

Il rischio oscuro dell’assuefazione alla violenza che diventa indifferenza (di Lorenzo Iorfino)

Di storie assurde, in questi giorni, ne abbiamo lette diverse, e non serve per forza andare a cercarle sul profilo Truth di Trump: basta guardare le nostre piccole realtà. A Biella il bambino che rapina l’ufficio postale con la pistola giocattolo, a Ivrea i giovani che si picchiano fuori dalla stazione, nel bergamasco il ragazzo che accoltella l’insegnante… tutto accompagnato da un velo di indignazione degli adulti verso questa “perversa” generazione.
Questa reazione mi sembra abbastanza, e purtroppo, scontata da parte di quella generazione che può permettersi di guardare il mondo dall’alto della propria età ed esperienza. Ma noi, noi giovani, noi quasi coetanei dei fautori di tali violenze, come ci poniamo a riguardo? Una prima, triste risposta, che non vale per tutti sia chiaro, è l’indifferenza: abbiamo un reticolo neuronale talmente esteso virtualmente, ai confini del cosmo e oltre, che queste piccole cose ci passano sopra senza nemmeno scalfirci. È il callo: come quando la scarpa fa male e, dopo un po’, ci si abitua; così ci si abitua alla violenza nel mondo.
E come ci si abitua alle piccole cose che succedono attorno a noi, ci si abitua ben presto, e ancora più facilmente in quanto distanti, ai grandi disastri del mondo. Qualche testa più pensante indaga poi sulle cause di queste violenze: c’è chi parla di disturbi riconducibili alla pandemia e al lockdown nei più fragili, chi delle difficoltà nel socializzare, chi della mancanza di educazione all’affettività…
In ogni caso, la mera età anagrafica sembra non essere sempre e automaticamente sintomo di maturità. A me fa bene rileggere questa situazione in ottica pasquale e portare il messaggio del Cristo Risorto dentro queste dinamiche sociali. Penso che chi si professa cristiano – aggiungendo poi magari “non praticante”, “a modo mio” o “all’acqua di rose” – non dovrebbe rischiare di indurire il cuore, di chiudersi nell’indifferenza e di smettere di guardare il mondo, sostituendolo con una propria proiezione. Si sta nel mondo, non lo si abbandona, non ci si isola da esso. Soprattutto, non si finge che tutto vada bene e non si chiudono gli occhi davanti alla violenza, sia essa una quisquilia minuscola o qualcosa di scala devastante a livello mondiale.

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