Tenuta Roletto
Risvegliopopolare.it
Reale mutua

martedì 18 Giugno 2024

Il Pastore della Chiesa eporediese e canavesana ha affidato il ministero dei novelli Sacerdoti alla materna e sicura protezione della Beata Vergine Maria - 

IVREA - Padre Alessandro Codeluppi C.O. e Don Matteo Maria Bessone, Sacerdoti - Sabato in Cattedrale tanta gente ha voluto partecipare alla Liturgia di Ordinazione, presieduta dal Vescovo Mons. Edoardo Aldo Cerrato - Una sintesi della S.Messa nel VIDEO e nella GALLERY di 120 immagini - 

“Siate preti secondo il Cuore di Cristo” -

(elisa moro) – “Siate preti secondo il Cuore di Cristo”: questo l’augurio che Mons. Edoardo Cerrato ha rivolto ai due novelli sacerdoti, Don Matteo Maria Bessone e Padre Alessandro Codeluppi C.O., ordinati sabato mattina...

Hanno concelebrato Don Gianni Sabia, Parroco di Favria, Oglianico e Busano, Don Davide Kamal e Fra Gregoire Plus

RIVAROLO CANAVESE / PASQUARO Nel 251° anniversario dalla nascita delle Beata Antonia Maria Verna, tutta la Comunità unita per la preghiera, la riflessione, la festa - Celebrazione presieduta da Don Raffaele Roffino, che nell'omelia dialoga con i bambini: conoscete Madre Antonia? - La loro risposta, autentica e originale... - IL VIDEO e la GALLERY

Apprezzata la partecipazione del neo eletto Sindaco della città, Martino Zucco Chinà

Momenti di preghiera raccolta, di partecipazione gioiosa, di meditazione intensa, quelli vissuti alla Frazione Pasquaro di Rivarolo Canavese ieri, 12 giugno, 251.mo anniversario dalla nascita della Beata Antonia Maria Verna....

Celebrazione presieduta dal Vescovo di Ivrea, Mons. Edoardo Aldo Cerrato

VISCHE - La Solennità del Sacratissimo Cuore di Gesù in questo 2024 che prepara l'Anno Santo, "Un Anno della preghiera dedicato a riscoprire il grande valore e l’assoluto bisogno della preghiera nella vita personale, in quella della Chiesa e del mondo". 

 

 

Grande partecipazione di popolo anche a tutto il Triduo

Al termine di un partecipato triduo di preghiera e meditazione, è giunto, venerdì scorso, Solennità del Sacratissimo Cuore di Gesù, a compimento l’itinerario di fede e devozione offerto anche quest’anno dalle Suore di Betania...

Alla vigilia della Pentecoste, momenti di grande spiritualità e di gioiosa vita in comune

DA IVREA A VEROLENGO - Itinerario di 43 chilometri, lungo un cammino di fede e devozione mariana - Da Monte Stella al Santuario della Rovere di Realizio fino alla meta: la Madonnina - Prima edizione di un'iniziativa di grande significato pastorale che pare proprio destinata a... fare strada - IL VIDEO E LA GALLERY

Alla partenza il Vescovo Mons. Edoardo Aldo Cerrato ha voluto pregare con i pellegrini, congratularsi con loro e benedirli - Poi, in cammino, guidati da Don Valerio D'Amico

Se il buongiorno si vede dal mattino, si può proprio dire che il Pellegrinaggio dal Santuario di Monte Stella in Ivrea, a quello della Madonnina a Verolengo, toccando altresì quello si Santa Maria della Rovere a Realizio Leggi...

Le Litanie si iniziano orientando il nostro sguardo ed il nostro cuore, sui due misteri principali della nostra Fede.

IVREA - Le Litanie del Sacro Cuore di Gesù / 2 - Catechesi del Vescovo Mons. Edoardo Aldo Cerrato per conoscere meglio queste preghiere intense e bellissime - 

L’unità e la trinità di Dio, l’amore infinito delle tre Persone Divine, e l’incarnazione del Verbo eterno: il “farsi uomo” del Figlio Unigenito del Padre.

Riprende questa settimana la riflessione del Vescovo di Ivrea, Mons. Edoardo Aldo Cerrato, sulle Litanie del Sacro Cuore. Itinerario intrapreso mercoledì scorso – leggi qui l’articolo precedente – per conoscere meglio queste...

La Parrocchia di San Francesco raccoglie il "sì" degli Animatori che aiuteranno ed assisteranno i più piccoli al Centro Estivo

TONENGO, VILLAREGGIA, MAZZE' - La Solennità del Corpus Domini vissuta con grande partecipazione di popolo - Il Parroco Don Alberto Carlevato invita a presiedere la Celebrazione presso la Parrocchia di San Francesco Don Matteo Maria Bessone - IL VIDEO E LA GALLERY PER CIASCUNA COMUNITA'

Ha concelebrato, con la consueta generosa disponibilità, Mons. Lorenzo Piretto

Ci incoraggia a raccontare di queste belle giornate di fede proprio il canto di ingresso con cui si apre la Celebrazione del 1 giugno scorso a Tonengo, Parrocchia di San Francesco: una chiesa veramente gremita (così – come...

La Studiosa Valeria Breuker ha realizzato 30 interviste

LOCANA - Il paese della Valle Orco al centro di una ricerca condotta dai Ricercatori di alcune importanti Università - Le comunità locali montane presidio del territorio, ma occorre ridurre il gap con aree più agevolate nella fruizione di servizi ed attrattive in termini di qualità della vita -

Le interviste si sono focalizzate sulla relazione tra il vivere in un piccolo comune di montagna e l’impatto sul percorso scolastico, la carriera lavorativa, il fare famiglia, il benessere economico, le reti translocali -

Qual è l’impatto di vivere in un piccolo comune di montagna oggi sui percorsi di vita?  I...

Hanno concelebrato don Aldo Vallero, parroco in Pont Canavese, don Silvio Gignone, salesiano di S. Benigno, assistente il diacono Giovanni Malandrino

CASTELLAMONTE - Nella Solennità del Corpus Domini, il primo incontro di ragazzi e ragazze con Gesù Eucarestia - Partecipata Celebrazione presieduta dal Parroco Don Angelo Bianchi - IL VIDEO con tanti momenti della Liturgia - Integrale l'omelia - 

Per tutto il giorno l'adorazione eucaristica - "Stare davanti al Signore, senza tante parole, lasciandoci guardare"

(giancarlo guidetti) –  Solennità del “Corpus Domini ” sicuramente una delle solennità più sentite della comunità cristiana, che richiama la reale presenza di Cristo nell’ Eucarestia. Istituita nel 1247...

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Nel video il Sovvenire Day, ossia l'importanza di sostenere tutti insieme la missione della nostra Chiesa attraverso l'8xmille, celebrato a Vercelli nei giorni scorsi e nel quale sono riportati anche dati e
statistiche della nostra diocesi di Ivrea.

Preghiera e adorazione lungo tutta la notte tra 7 ed 8 giugno, incontro con le persone "in strada" - Al mattino, Lodi e Benedizione eucaristica con Padre Samuele Menini - 

IVREA - La lunga notte delle Chiese - Oggi 7 giugno dalle 21 fino  alle 7 di domani in S. Salvatore - Si inizia con la catechesi dettata da Sr. Serena Munari, del Monastero di Lugnacco che declinerà il tema nazionale "Trovami", evocando l'ottavo Centenario delle stimmate di San Francesco d'Assisi: "Trovami anche nelle ferite"

“La Lunga notte delle chiese è la prima notte bianca dei luoghi di culto in cui si fondono musica, arte, cultura, in chiave di riflessione e spiritualità”.

Questa sera, 7 giugno, Festa del Sacro Cuore di Gesù, avremo l’opportunità di vivere “La lunga...

Qui il testo completo delle Litanie e di altre meditazioni e preghiere al Sacro Cuore di Gesù 

QUEL CUORE TRABOCCANTE D'AMORE - La devozione al Sacro Cuore di Gesù, sorgente di Carità - “Guardiamo” il cuore di Gesù non come “spettatori”, ma contemplando, entrando nel Mistero, vedendo chi è Dio.

Nel 1875, Papa Pio IX approva la formula generale di consacrazione con l’enciclica Miserentissimus Redemptor, e il 25 maggio del 1899, Papa Leone XIII, con l’enciclica Annum Sacrum ne svilupperà i tratti  come dottrina ufficiale della Chiesa -

(elisabetta acide) – “Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai...

Messa al rogo il 30 maggio 1431 a 19 anni, proclamata santa il 16 maggio 1920, aveva fatto voto di castità

Canavesani al fianco di Jeanne d’Arc

Teodoro di Valperga combattè a Compiégne durante la cattura dell’eroina francese

(di Fabrizio Dassano)

Il 30 maggio appena passato era dedicato a Santa Giovanna d’Arco vergine, detta la pulzella...

CALUSO – Il saluto alle Suore – La comunità FMA lascia il paese

(ferdinando zorzi) – Volge al termine l’ultracentenaria presenza delle Figlie di Maria Ausiliatrice in Caluso.
La popolazione ha salutato ufficialmente e ringraziato le suore salesiane nella Santa Messa pomeridiana di domenica 16 giugno, celebrata dall’arciprete Don Loris Cena.
Il parroco ha introdotto la celebrazione, a cui ha partecipato il Sindaco Maria Rosa Cena, ricordando le principali benemerite attività svolte dalle consorelle in un lungo periodo di tempo: il vasto edificio è stato adibito a orfanatrofio, scuola elementare, comunità di accoglienza, luogo per il catechismo, sede di gruppi e associazioni.
Nell’omelia, Don Loris Cena ha salutato l’ultima superiora Suor Luciana Prai e le altre consorelle, constatando che si tratta, è vero, di un momento di abbandono, ma questa parola, unita all’obbedienza a Dio, può diventare generativa, se chi rimane raccoglie il testimone di un annuncio che, nelle suore, si è fatto prossimità alla gente.
Così, anche in accordo con il Vangelo del giorno, la pazienza che viene chiesta alle suore e ai fedeli può trasformarsi, come il piccolo seme che si rigenera nel grande albero.
Il Regno di Dio cresce, ma deve essere accolto con generosità anche per quanto riguarda le vocazioni, altrimenti le conseguenze possono essere anche queste dolorose chiusure.
Al temine della celebrazione, la signora Loredana, a nome delle ex allieve e dei cooperatori, ha consegnato una rosa a ciascuna delle suore rimaste, con un pensiero scritto da Nicolò Agrò.
Quest’ultimo, cooperatore, regista teatrale con all’attivo numerose rappresentazioni sacre e profane, molte delle quali rappresentate negli scorsi decenni in istituto, ha letto il suo commovente discorso.
Un breve ma sentito ringraziamento e un attestato di stima per le suore, presenti e passate, che nel tempo, con discrezione, hanno avviato bellissimi progetti come il Laboratorio di Mamma Margherita e fungevano da punto di riferimento anche per la Messa domenicale delle ore 9, assai partecipata, che da molti anni e con diversi celebranti raccoglieva i fedeli dei rioni Riva, Freta e non solo.
Infine, ha preso la parola il Sindaco Maria Rosa Cena, che ha ricordato anche l’ultima generosa azione delle Figlie di Maria Ausiliatrice, che nell’ultimo anno scolastico hanno messo a disposizione alcuni locali dell’istituto come aule per la scuola pubblica, poiché l’edificio della primaria “Giacosa” era in restauro.
Il Sindaco ha poi donato un ricordo di Caluso all’ultima direttrice.
Così si è conclusa la storia della comunità religiosa locale delle Figlie di Maria Ausiliatrice, in un paese che sedici anni fa aveva dato l’ultimo saluto alle Suore di Carità dell’Immacolata Concezione e che ora rimane privo di consacrate oranti.
Le venti consorelle lasceranno progressivamente la casa in estate, per seguire la loro vocazione in sedi più vicine ai paesi d’origine.
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LOCANA FRAZIONE FEY – Festa di Sant’Antonio di Padova, presso l’amata chiesetta

Grande partecipazione di popolo alla S. Messa celebrata da Don Dario Bertone, sabato scorso, 15 giugno, presso la chiesetta situata alla Frazione Fey di Locana, dedicata a Sant’Antonio di Padova.
La devozione antoniana è sempre stata vissuta con adesione sincera all’insegnamento del “Doctor Evangelicus” in tutta la Valle Orco, ma soprattutto a Locana dove la chiesetta è custodita come un bene prezioso per tutta la comunità, che così la porta nel cuore, dove rimane anche quando le persone sono lontane e pensano a casa.
La Celebrazione eucaristica è stata animata dai canti della Corale: la riflessione comunitaria imperniata sulla massima antoniana esigente e ad un tempo essenziale: “Due cose, l’amore di Dio e del prossimo, rendono l’uomo perfetto”.
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SPORT – Buona partecipazione canavesana alla CorriBianzè edizione n. 11

Si è svolta venerdì sera, 14 giugno,  l’11.ma edizione della “CorriBianzè”, che ha visto ai nastri di partenza più di settanta partecipanti sfidarsi, chi per sana competizione sportiva chi per puro divertimento, sul tradizionale percorso tra le strade bianzinesi.
L’edizione di quest’anno ha avuto due sostanziali novità, molto apprezzate dai partecipanti: l’inserimento all’interno delle attività del “Palio d’la Fosa 2024” che ha fatto sì che diversi bianzinesi abbiano potuto partecipare, alcuni dei quali cimentandosi davvero per la prima volta, in una corsa podistica e l’affiancamento, a seguire, alla serata gastronomica con intrattenimento di giochi e musica magistralmente organizzata dall’infaticabile Pro Loco di Bianzè.

Tali momenti di condivisione sono stati veramante graditi dai podisti, che hanno potuto rifocillarsi e rilassarsi in compagnia al termine dello svolgimento della corsa.

Nonostante la compresenza su territorio piemontese nella stessa serata di ben sette manifestazioni podistiche, alcune delle quali con pedigree sportivo decisamente superiore, la CorriBianzè non tradisce le aspettative riuscendo a catturare partecipanti da diverse zone limitrofe, dal biellese al canavese e Monferrato, ma addirittura con partecipanti provenienti anche da Andrate, Venaria Reale e persino Alessandria, dunque ben più vicini alle altre manifestazioni ma che hanno preferito godere dei plus organizzativi della CorriBianzè, ai quali va il più sentito ringraziamento da parte degli organizzatori.

I più veloci al traguardo sono risultati essere Andrea Musa (ASD Climb Runners) e Sofia Camoriano (Atletica Vercelli 78). Per il “Palio d’la Fosa 2024” sono stati premiati i primi di ciascun rione partecipante, tra cui Cristian Bortone (4° assoluto al traguardo, risultato di assoluto prestigio considerando che non pratica il podismo), Alessia Albertone, Lorenzo Ferrarese (giovanissimo e molto promettente), Daniele Casanova, Gianni Liantonio, Paola Genovese, Elena Franchin e Giulia Gioiello.

Gruppi più numerosi: Atletica Santhià (a seguito rinuncia dei “padroni di casa” della società A.S.D. Olimpia Runners presente come gruppo più numeroso), Podistica Bairese, ASD Sesia Running e Podistica Alicese.
Menzione particolare con relativa premiazione sul palco anche per quattro bambini, che hanno deciso di mettersi alla prova nel minigiro a loro riservato.
Infine i ringraziamenti: all’Amministrazione comunale ed al neo Sindaco che ha dato il via alla manifestazione Claudio Bobba, ai compagni di viaggio della Pro Loco di Bianzè, ai componenti della Polizia Locale coordinati dal Responsabile Elena Gallo, al Gruppo comunale di Protezione Civile nonché ai preziosi sponsor che hanno contribuito alla felice riuscita della manifestazione, tra i quali Azienda Agricola Ferraris, T.S.Z. di Gallo Marco e Michele Rodighiero massaggiatore sportivo e del benessere.
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La prima carità (di Filippo Ciantia)

Anni 80. La pediatria era stracolma di bambini in condizioni gravissime a causa del morbillo. L’epidemia aveva colpito nel distretto di Kitgum nel Nord dell’Uganda, dove si consumavano vere e proprie tragedie familiari: ogni giorno morivano 3-4 bambini. Capimmo la fondatezza del proverbio locale: “Conta i tuoi figli dopo il morbillo”. I bambini arrivavano alla nostra attenzione in condizioni spesso disperate, aggravate da malnutrizione e altre infezioni, come la malaria. La soluzione alla devastazione causata dal virus non poteva essere in ospedale. Esisteva un vaccino!
Nel 1974, cinquant’anni fa, l’Organizzazione Mondiale della Sanità lanciò un programma con l’obbiettivo di vaccinare entro il 1990 tutti i bambini contro le sei malattie killer: tubercolosi, difterite, tetano, pertosse, poliomielite e morbillo. Il successo, raggiunto nel 1977 con l’eradicazione del vaiolo grazie alla vaccinazione, motivava positivamente sia le popolazioni sia le autorità sanitarie e politiche. L’autorevole rivista medica Lancet stima che le vaccinazioni siano state il fattore più importante dell’aumentata sopravvivenza pediatrica registrata nell’ultimo cinquantennio. Le vaccinazioni hanno evitato 154 milioni di decessi, tra cui 146 milioni di bambini sotto i 5 anni.
Senza esitazioni si decise di rendere realtà il programma di vaccinazione di massa. In pochi anni nel distretto di Kitgum morbillo e tetano scomparvero. Nel 2000 una commissione UNICEF in visita al nostro ospedale incontrò del personale sanitario che non si ricordava quando avesse visto l’ultimo caso di morbillo!
Al nostro gruppo di cooperanti italiani, guidato da Ivone Rizzo, in un’area tra le più povere dell’Uganda e di tutta l’Africa Sub-sahariana, rimane la gratitudine per aver dato un piccolo contributo, assieme al generoso e valido personale locale, ad un grande risultato globale.
Il grande cardiochirurgo – e uomo di fede – Giancarlo Rastelli, che con le geniali tecniche operatorie che portano il suo nome ha permesso la sopravvivenza di tanti bambini affetti da gravi cardiopatie congenite, usava dire: “Ho sempre pensato che la prima carità che l’ammalato deve avere dal medico è la carità della scienza. È la carità di essere curato come va. Senza di questo è inutile parlare delle altre carità”.

PAROLA DI DIO – “Come un granello di senape “

Ez 17, 22-24
Dal libro del profeta Ezechièle
Così dice il Signore Dio:
“Un ramoscello io prenderò dalla cima del cedro,
dalle punte dei suoi rami lo coglierò
e lo pianterò sopra un monte alto, imponente;
lo pianterò sul monte alto d’Israele.
Metterà rami e farà frutti
e diventerà un cedro magnifico.
Sotto di lui tutti gli uccelli dimoreranno,
ogni volatile all’ombra dei suoi rami riposerà.
Sapranno tutti gli alberi della foresta
che io sono il Signore,
che umilio l’albero alto e innalzo l’albero basso,
faccio seccare l’albero verde e germogliare l’albero secco.
Io, il Signore, ho parlato e lo farò”.
Sal 91
RIT: È bello rendere grazie al Signore.
È bello rendere grazie al Signore
e cantare al tuo nome, o Altissimo,
annunciare al mattino il tuo amore,
la tua fedeltà lungo la notte.
  RIT: È bello rendere grazie al Signore.
Il giusto fiorirà come palma,
crescerà come cedro del Libano;
piantati nella casa del Signore,
fioriranno negli atri del nostro Dio.
  RIT: È bello rendere grazie al Signore.
Nella vecchiaia daranno ancora frutti,
saranno verdi e rigogliosi,
per annunciare quanto è retto il Signore,
mia roccia: in lui non c’è malvagità.
  RIT: È bello rendere grazie al Signore.
2 Cor 5, 6-10
Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi
Fratelli, sempre pieni di fiducia e sapendo che siamo in esilio lontano dal Signore finché abitiamo nel corpo – camminiamo infatti nella fede e non nella visione –, siamo pieni di fiducia e preferiamo andare in esilio dal corpo e abitare presso il Signore.
Perciò, sia abitando nel corpo sia andando in esilio, ci sforziamo di essere a lui graditi.
Tutti infatti dobbiamo comparire davanti al tribunale di Cristo, per ricevere ciascuno la ricompensa delle opere compiute quando era nel corpo, sia in bene che in male.
Mc 4, 26-34
Dal Vangelo secondo San Marco
In quel tempo, Gesù diceva [alla folla]: “Così è il regno di Dio: come un uomo che getta il seme sul terreno; dorma o vegli, di notte o di giorno, il seme germoglia e cresce. Come, egli stesso non lo sa. Il terreno produce spontaneamente prima lo stelo, poi la spiga, poi il chicco pieno nella spiga; e quando il frutto è maturo, subito egli manda la falce, perché è arrivata la mietitura”.
Diceva: “A che cosa possiamo paragonare il regno di Dio o con quale parabola possiamo descriverlo? È come un granello di senape che, quando viene seminato sul terreno, è il più piccolo di tutti i semi che sono sul terreno; ma, quando viene seminato, cresce e diventa più grande di tutte le piante dell’orto e fa rami così grandi che gli uccelli del cielo possono fare il nido alla sua ombra”.
Con molte parabole dello stesso genere annunciava loro la Parola, come potevano intendere. Senza parabole non parlava loro ma, in privato, ai suoi discepoli spiegava ogni cosa.
***
UN PENSIERO SULLA PAROLA, A CURA DELLA PROF. ELISABETTA ACIDE
Ezechiele, la “sentinella”, chiamato a “vegliare” sugli ebrei della prima deportazione babilonese (prima lettura).
E Ezechiele è profeta di speranza, volge lo sguardo indietro, ma per guardare al futuro.
Voce di profeta nell’esilio babilonese: il popolo deve sapere che Dio non abbandona, l’alleanza non è terminata, come quegli alberi che devono essere, se infruttuosi donati, così il popolo, anche nell’infedeltà, ha conservato un “piccolo resto”, rimasto fedele.
La fedeltà che ri-costruisce la storia, perché ogni vicenda umana può essere ri-generata, ri-costruita perché Dio è Colui che rinnova, che rialza, che soccorre, che è fedele nel tempo ed oltre il tempo, che rinnova la speranza con la sua fedeltà, che mantiene le promesse.
L’albero infruttuoso deve essere reciso e tagliato, un grande cedro, eppure “senza frutti”, ma lo sappiamo, anche se il “taglio” è doloroso, quando reciso, ri-prende vita.
Un albero, il cedro, immagine della stabilità e della fermezza, ma anche dell’arroganza e della superbia.
L’albero ha radici profonde, “scende” nel terreno, come quella sapienza e quella giustizia che si radica per potersi innalzare.
“Umilio e innalzo…”
Un ramoscello piantato che avrà radici profonde e sarà grande, piantato sul monte…un albero visibile da lontano, un albero dove gli uccelli possono dimorare, nidificare e riposarsi.
Ma questo albero nasce da un seme (Vangelo).
Ancora un discorso alla folla… ancora immagini “comprensibili”, “parabole”, “frontiere di Vangelo”…: lo “sguardo di Gesù sul mondo” per annunciare il Regno.
Sguardi di Gesù sulla “terra”, sui “semi”… sguardi di “Dio”.
Storie di terra, storia di Dio.
Terra buona, seme abbondante.
Il granello… così piccolo…
E l’attesa.
Saper attendere.
Dio all’opera nella terra.
Nel più piccolo angolo, nello spazio più profondo… in un “grembo” che pian piano germoglia… perché la vita è un fiorire e rifiorire, una crescita lenta, silenziosa, ma inarrestabile.
Non su un monte, ma nell’orto di casa, nella terra, con il vento che porta e disperde, ma diventa grande… ed anche qui gli uccelli potranno nidificare e trovare riparo sotto i suoi rami.
Un umile inizio ed una crescita enorme.
Le cose “buone”, le “cose di Dio”.
In quel piccolo granello c’è tutto Dio: Incarnazione e Risurrezione.
Dio nella sua grandezza e potenza che si fa piccolo per crescere: per condividere, per salvare.
In quel piccolo granello c’è tutto l’uomo: nascita, vita, morte. C’è il cristiano che agisce come Gesù: farsi piccolo per portare il “grande”, per annunciare la Parola, per arrivare a tutti affinchè possano “costruire nidi” e dimorare, affinchè tutti siano salvati.
La realtà di Dio proiettata nella realtà degli uomini.
Germogliare e crescere il ritmo del seme.
Dormire e svegliarsi, il ritmo della vita.
Accoglienza, custodia per la vita nuova.
Il Regno che “germina” e “muore” per crescere, come la Parola che ascoltata, penetra in profondità, germoglia, fruttifica… diventa vita vissuta e testimoniata.
“Fratelli, sempre pieni di fiducia e sapendo che siamo in esilio lontano dal Signore finché abitiamo nel corpo – camminiamo infatti nella fede e non nella visione –, siamo pieni di fiducia e preferiamo andare in esilio dal corpo e abitare presso il Signore.” (seconda lettura).
In attesa, in preparazione, come quel seme che si prepara a crescere, ci prepariamo alla visione finale di Dio e lo facciamo con la nostra azione, in conformità a Cristo.
Gesù ha usato il piccolo seme della senape, un piccolo granello nero che produce una pianta della senape, i cui semi venivano per il loro aroma in abbondanza in Palestina. Diffuso lungo le sponde del mare di Galilea, poteva raggiungere altezza di circa tre metri e invadere orti e giardini, per il suo carattere prolifico.
Aveva chiesto… “a che cosa possiamo paragonare il Regno di Dio?”
Attesa, pazienza, speranza, certezza.
Amore.
E sguardo: osservo il seme e vedo l’albero.
Realtà di Dio.
E allora:
“E’ bello rendere grazie al Signore
annunciare al mattino il tuo amore,
la tua fedeltà lungo la notte” (salmo 90/91)

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