I servizi sociali, in Italia (ma lo stesso vale in Europa), non godono di una buona reputazione, anzi. Ci sono persone che si rifiutano di farvi ricorso per timore di possibili conseguenze negative a fronte di una richiesta d’aiuto.
La figura dell’assistente sociale sembra rappresentare un vero e proprio “demone” capace di dividere famiglie senza pietà, sottrarre bambini dal proprio nucleo familiare, mostrarsi insensibile ad ogni riflessione ed oltremodo capace di accanirsi verso quelle situazioni che appaiono più fragili, più bisognose di essere comprese in un quadro generale e dove, l’area degli affetti e dei legami dovrebbero essere tenute in maggiore conto.
I Media in generale, con l’enfasi che si estende ai social, mettono poi in rilievo sempre e solo gli interventi più critici, spesso con approfondimenti parziali sulla vicenda, ma capaci di stimolare emozioni forti e contrastanti tanto da esporre i servizi sociali a campagne denigratorie ed i propri operatori, ad episodi di violenza.
Ma è questo il lavoro dei servizi sociali? È un sistema che deve essere smantellato perché dannoso e deleterio o che va rimesso al centro di una serie di servizi che vanno tutti potenziati?
Premesso che il lavoro dei servizi sociali non si orienta esclusivamente sui minori ma comprende tantissime altre azioni ed incombenze in favore di altrettante categorie di persone, la riduzione della spesa pubblica dedicata all’operatività dei servizi sociali non favorisce il lavoro di rete e di intervento trasversale e veloce, utile anche alla comunità nel suo insieme.
In Piemonte gli utenti seguiti dai servizi sociali (report “I Servizi Sociali Territoriali in cifre”, edizione 2025 con dati riferiti al 2023) sono stati 290mila051; le sedi territoriali operative sono 179 e che, malgrado l’aumento di risorse economiche destinate al potenziamento dei servizi, sono presenti solo 9mila401 unità di personale dipendente e non dipendente e, sempre secondo il rapporto della Regione Piemonte, la sintesi del numero di abitanti per profili professionali registra 3mila457 abitanti per assistente sociale, 1359 abitanti per educatore professionale e 4mila053 abitanti per la categoria “altro personale” che comprende lo psicologo il pedagogista, il sociologo, il mediatore culturale, il terapista della riabilitazione e tanti altri professionisti.
Ridurre l’istituto e la tutela che i servizi sociali offrono è dannoso e i numeri presentati parlano da soli e la riduzione dei servizi non è auspicabile.


