La biografia di un grande scrittore come Fëdor Dostoevskij racconta come non siano stati semplici gli esordi della sua attività letteraria: la famiglia viveva all’interno dell’ospedale dei poveri (dove il padre prestava servizio), ma la capacità e lo stile del narratore lo porteranno presto ai primi romanzi. Nel film di questa settimana il mondo è quello attuale e molte cose sono cambiate, ma l’antico afflato dell’arte ogni tanto si presenta, in modo perentorio.

Parigi, oggi. Paul Marquet ha 42 anni, è un fotografo di successo e la sua esistenza sta scorrendo tranquilla, quando una serie di eventi gli fanno cambiare idea su molte cose e su quelle che si definiscono “le certezze della vita”. La moglie lo abbandona per andare a vivere in Canada, e trasferendosi porta con sé i due figli ormai grandi; quasi contemporaneamente Paul decide di lasciare la propria professione; per poter mangiare cerca lavori sulle rubriche del giornale e qui scopre il mondo della precarietà e del disagio: è un uomo libero, ma è una libertà che costa cara.

Da sempre desidera intraprendere la carriera di scrittore, ma anche questa si rivela una scelta difficile. Paul si trova di fronte molte persone che non si fidano di lui e, inoltre, inaspettatamente scopre che la società è diventata violenta e indifferente. La famiglia di origine è ora molto critica nei suoi confronti: come si può lasciare un lavoro stabile per inseguire un sogno quasi irrealizzabile?

Il protagonista non si perde d’animo e soprattutto non cambia il proprio atteggiamento nei confronti della vita, rimane se stesso conservando la propria gentilezza. La regista ha affermato che Bouillon ha interpretato il personaggio in modo perfetto, come aveva in mente da tempo. La pellicola è basata sul romanzo di Franck Courtès e ha vinto il premio per la miglior sceneggiatura alla Mostra del Cinema di Venezia nel 2025.

La mattina scrivo

di Valérie Donzelli
paese: Francia 2026
genere: drammatico
interpreti: Bastien Bouillon, André Marcon, Virginie Ledoyen, Adrien Barazzone
durata: 1 ora e 32 minuti
giudizio Cei: consigliabile, problematico, per dibattiti