“Il loro sogno, come al tocco di una magica bacchetta, era fatto realtà e realtà superiore a ogni più ottimistica aspettativa”. L’arciprete don Bronzini benedisse l’edificio progettato dal perito Giovanni Poletto alla presenza del Cavalier Mario Romana, del Conte Pinchia, dell’on. Olivetti, del giudice Otello, dei Commendatori Perolin e dell’eroico garibaldino Bertola… dei rappresentanti di 12 società bandistiche consorelle… Si racconta che i lavori proseguirono febbrili fino al giorno stesso dell’inaugurazione e il portoncino d’ingresso venne posizionato mentre i primi ospiti già stavano arrivando in sede. Per l’occasione il maestro Pierino Guglielmino compose la marcia “A la Maison”. Per lungo tempo sui giornali del territorio riecheggiò il ritornello “Quel che parve sogno un dì … finalmente si compì… “.
Questi sono alcuni passi del verbale del 4 novembre 1925 della Filarmonica di Castellamonte in occasione dell’inaugurazione della sua Casa della Musica. Il battesimo artistico avvenne l’8 novembre 1925 con un concerto che vide, tra l’altro, l’utilizzo di un pianoforte gran coda “Rud Iback Sohn” della ditta Felice Chiappo che custodisce ancora oggi le firme autografe di Giacomo Puccini, Mecio Horszowski e Luigi Gallino. L’edificio, dopo gli interventi di restauro del 2010 e del 2012 è oggi al suo massimo splendore ed ha così ottenuto il riconoscimento del vincolo paesaggistico da parte della Soprintendenza ed è stato inserito nel percorso delle ville liberty piemontesi. Al suo interno si trovano una ricchissima biblioteca storica musicale, una sala insonorizzata, numerose aule studio, un salone per i concerti classici ed un salone moderno attrezzato, intitolato a Michele Romana. Sono numerosi i corsi di musica attivati (fino a 15 insegnanti attivi). Come ovvio nei suoi locali si tengono le prove della banda maggiore diretta da Dino Domatti, della Junior Band AC e della Strange Band AFC dirette da Emanuele Fontan. Non mancano le scuole di ballo (classica e moderna) nonché numerose attività “esterne” ospitate nelle sue sale, a dimostrazione della perfetta integrazione della scuola nel tessuto culturale e sociale castellamontese.
Ma facciamo un passo indietro. Come recita il titolo del volume “Correva l’anno 1822…” scritto da Michele Romana e Giacomo Spiller, edito nel 2006, e consultabile sul sito della Filarmonica (www. bandacastellamonte.it), in quell’anno avvenne la fondazione dell’“Accademia Filarmonica” di Castellamonte, con la stesura dello Statuto e l’elezione del Consiglio Direttivo alla cui presidenza venne nominato Giacomo Meuta mentre come Direttore fu chiamato il maestro Pietro Gallo da San Giorgio. Nel Salone dei Concerti della Casa della Musica è ancora oggi visibile una Tavola lignea che riporta i nomi di tutti i costituenti. Ad onore del vero va però precisato che presso la Biblioteca Nazionale di Torino esiste documentazione del fatto che già nel 1798, a Castellamonte, esistesse un corpo musicale, finanziato dal Municipio e da alcuni privati, composto da 33 elementi e diretto da un certo Bartolomeo Felizzatti.
Tornando alla nostra Filarmonica, tra le curiosità e gli eventi più significativi che caratterizzarono i suoi primi cinquant’anni di attività possiamo ricordare la visita pastorale a Castellamonte del Vescovo di Ivrea Mons. Moreno, avvenuta il 25 ottobre del 1841 e, in occasione della quale, l’Associazione ricevette un contributo di 193 lire dal Comune e, nel 1875, la partecipazione alla cerimonia di inaugurazione della Chiesa Parrocchiale di Castellamonte, come noto costruita ad inizio anni ’70 dopo l’abbandono, nel 1846, del faraonico progetto di Alessandro Antonelli.
Questo lungo periodo, certamente caratterizzato da crescenti successi, è altresì segnato da un momento di sbandamento: nel 1857 avviene, infatti, la scissione della banda musicale di Spineto ed un tentativo operato nel maggio del 1864 dal consigliere della Filarmonica castellamontese Sig. Pianetti di arrivare ad una fusione delle due società fallisce miseramente.
Anche durante i primi anni del Novecento si alternano eventi positivi e negativi: accanto alla definitiva consacrazione di un validissimo coro e di un’orchestra d’archi, infatti, la Filarmonica subisce una solenne deplorazione ecclesiastica per aver prestato servizio durante un funerale civile, mentre vanno citati i dissapori con il parroco a causa della partecipazione della Filarmonica al carnevale di Castellamonte che, come tradizione, si svolge il mercoledì delle ceneri, primo giorno di Quaresima. In occasione dei festeggiamenti per il centenario dell’Associazione, nel 1922, cominciò a farsi strada l’idea di costruire una casa della musica. L’iniziativa si concretizza il 20 febbraio del 1923, quando il consiglio della Filarmonica prospetta ai sottoscrittori le difficoltà di reperire i fondi e di individuare un’area sulla quale costruire la Casa; pochi giorni dopo il colpo di scena: durante la seduta del 3 marzo, viene data lettura della lettera inviata dal Commendator Camillo Romana che recita, tra l’altro… “ed io sarò felice se con il mio concorso renderò più facile l’esecuzione del progetto”… Nel ringraziare il Commendatore per il nobile gesto il presidente, Lodovico Mattioda, gli comunica, a nome di tutta l’associazione, la nomina a presidente onorario e l’intitolazione della Casa della Filarmonica al padre Francesco Romana. Dopo alcune vicissitudini il terreno sul quale realizzare l’opera viene donato dal Comune di Castellamonte: si tratta di un’area situata in Piazza Umberto I, attuale Piazza della Repubblica, e la progettazione e costruzione, grazie al consistente contributo economico del Commendator Romana, vengono portate avanti molto rapidamente, arrivando all’inaugurazione, come già detto, il 4 ottobre 1925.
Nel frattempo, nell’assemblea del 7 marzo 1925 viene ufficializzata la nuova denominazione “Società Filarmonica Castellamonte – Scuola di Musica “Francesco Romana” e viene approvato il nuovo statuto. Nella riunione il Presidente evidenzia anche l’esigenza che all’Associazione venga attribuita personalità giuridica. Tale desiderio si concretizza con l’emanazione del Regio Decreto n. 1707 del 1° settembre 1925 a firma del Re Vittorio Emanuele III con il quale la Società Filarmonica Castellamonte – Scuola di Musica “Francesco Romana” è istituita in Ente Morale e se ne approva lo Statuto che rimarrà immodificato fino al 2000. Dopo i danni subiti a seguito dell’occupazione dei suoi locali durante la II Guerra mondiale, l’entusiasmo dei musici riporta rapidamente la Casa alla piena operatività: tra di essi si distingue il nuovo direttore, Mario Nubola, che manterrà l’incarico fino al 1986, per essere poi eletto presidente nel 1987 segnando, in modo indelebile, la storia della Filarmonica nel XX secolo.
In tempi più recenti la Filarmonica raggiunge nuovi traguardi: ad aprile del 2004 la “prima volta” all’estero con una cinque giorni in Repubblica Ceca e nel 2006 il pieno coinvolgimento nelle Olimpiadi invernali di Torino con l’apoteosi del 25 febbraio, a Torino, ad aprire la sfilata delle bande lungo via Garibaldi e via Roma in occasione della festa per la chiusura dei giochi. Ed ecco che i festeggiamenti per i primi 100 anni della Casa della Musica diventano momento di riflessione su quanto è stato fatto, ma anche trampolino di lancio verso traguardi sempre più ambiziosi.



