Quando ci si reca in un luogo e specialmente quando in esso si sceglie di vivere, è importante saperne la storia che, molto spesso, è racchiusa nel suo nome, anzi, nel suo toponimo.
La toponomastica in Valchiu-sella si caratterizza da una ricca stratificazione di origini celte, romane, medievali e dialettali. Il dialetto è quasi sempre stato un filtro, perché i nomi dei luoghi che noi oggi conosciamo e ricordiamo hanno sovente subito l’ultima evoluzione in italiano passando proprio dal lemma dialettale.

Come ovunque, i toponimi in Valchiusella sono centinaia, qui ne elenchiamo alcuni, premesso che la maggior parte delle spiegazioni di essi è dovuta agli studi di Charles du Cange (1610 – 1688), storico, linguista e filologo francese.

ORCHERE: (Vico Canavese)
Potrebbe essere da orcher, ossia zona ombreggiata. Ma anche dal latino orcula (barilotto, giara) per la forma dei suoi confini. Da orca (piemontese) = orcio.
Siccome a volte la L sostituisce la R e viceversa, si può supporre altresì da orcayra, olca, nome canavesano dato ai pini. Ma esiste anche il termine latino medievale “Ancia ad olca” ossia terra arativa cinta da siepi, pietraie o fossati. Un’altra ipotesi però improbabile lo fa ricondurre allo stesso toponimo del torrente canavesano Orco, che significa acqua d’oro. Ma per quest’ultima interpretazione non ci sono i presupposti in quanto detto torrente non scorre nella vallata.

TRAGHET: (Alice Superiore). Dovrebbe derivare da tragum che è una rete per pescare, un tramaglio per la pesca verticale. Tragum deriva dal latino trahere, ossia trarre, ma anche solcare.

MEZZANO: (In più paesi)
Chiaramente da terra di mezzo, Mediolanum. Si usava nel medioevo per indicare isole fluviali o territori compresi tra due corsi d’acqua. A Vico esiste una zona a sud dell’abitato che potrebbe avere la stessa derivazione, questa zona si chiama Madan.

STRUP: (Meugliano/Traversella)
Gli Strup è la denominazione del luogo in cui sorge una grangia fra gli alti pascoli in grado di accogliere molto bestiame. Il nome deriverebbe dal germanico truppus, indi dal provenzale trope entrambi significanti branco. In canavesano esiste il verbo stropar che indica l’atto di raccogliere e di ripararsi.

BIDERA: (Vico Canavese e Traversella). Ipotesi da deria, dal latino sideris = stella, costellazione. Ossia osservare le stelle per trarne presagi e auspici.

LUNGHERA o LONGORA: (Vico Canavese e Issiglio). Chiaramente di origine latina, longus = terreno lungo e stretto. Longora a Issiglio, Lunghera a Vico.

RUSET, meglio ROSET, ossia ROSSETTO: (Vico Canavese)
L’etimo potrebbe essere da “piccola rosa” o più probabilmente dal latino receptum = ricetto, che era un luogo fortificato in cui venivano raccolti i prodotti agricoli. A Vico lo attesta la vicinanza con una antica porta, la Porta dl’Era che si trovava a sud di questa località. È attestato in svariate località montane anche confinanti con la Valchiusella.

CHIOSO: (Brosso, Traversella, Succinto, Alice Superiore, Vistrorio, Drusacco, Vico Canavese). I “Clausi” romani erano terreni agricoli suburbani, nei dintorni dell’abitato. Cascine.
Il toponimo di Vico sarebbe esattamente Chioso di Cali.

CAMPIANO e CAMPEL: (Vico Canavese e Lugnacco). Nome di origine latina che designa un singolo appezzamento, stesso etimo della regione sarda Campidano = campo aperto per piantagioni.

MERLINO: (Vico Canavese)
Lembo di stoffa, tipo un amitto, atto a coprire le spalle, usato anche dai sacerdoti cattolici sotto al camice. Da qui deriva per somiglianza il nome di un terreno piuttosto fertile ma di piccole dimensioni, posto in mezzo a terreni meno produttivi. Il nome è di origine celta, infatti nei territori anglosassoni sta a indicare una collina che si sporge verso il mare.

PRELA: (Drusacco). Dal latino praelium = combattere per pignorare o impadronirsi da soli di qualcosa. Forse il luogo fu oggetto di contese.

NANT: (Vico Canavese). Rio di Nant, anticamente segnato come Unant, è un ruscello che scorre sotto la piazza principale del paese. Nant era il nome celtico per definire un corso d’acqua. Sempre a Vico un altro canale, più piccolo, che oggi scorre sottoterra, veniva denominato Nantin.

CRONNA: (Inverso). In molte mappe denominato Crone o Cronne, deriva dal germanico e significa serie di poderi che si susseguono.

TORBIERA: (Alice Superiore)
Zona acquitrinosa e umida a sud dell’abitato di Alice Superiore ricca di torba. La torba in passato veniva lavorata da gente proveniente da più luoghi del Canavese e se ne producevano mattonelle, mentre oggi, lavorata meccanicamente, diventa fertilizzante usato in buona parte nella riviera ligure per concimare piante e fiori.

LAGO DI ABIOGLIO: (Meugliano). Nella foto nel 1924. Nome ormai caduto in disuso per indicare il lago di Meugliano. Il nome deriva dall’aggettivo latino betelleus = betulla, biola in piemontese. Il termine ha origini celte. La zona vedeva una folta presenza di queste piante. L’etimo è lo stesso del paese di Bioglio che sorge nel biellese. Un tempo in dialetto veniva appunto chiamato Le d’Abieuj (Le ossia lago) poi deformatosi ironicamente, per assonanza, in Le dij pieuj (lago dei pidocchi).

MARSA: (Alice Superiore). Il toponimo di questo luogo collinare di accesso alla vallata potrebbe derivare da marchant o mercier, ossia mercante. Giordano e Olivier lo fanno invece derivare da zona limacciosa e ricca d’acqua, come in effetti appare, poiché ricca di fontane naturali: “locus cavus per quem acquae decurrunt”. Altra idea ha invece il Du Change che pensò invece a zona sparsa e ampia alle pendici delle colline. Questo nome è presente in Canavese anche a Pavone, Palazzo, Lombardore, Volpiano, San Giorgio, Rivarolo e Salassa.

LIME: (Vico Canavese)
È questa la zona in cui sorge la scuola media di tutta la Valchiusella e dove ha sede la centrale di teleriscaldamento. Fu una zona paludosa, appunto limacciosa, attraversata da rogge e piccoli canali. Trovandosi alla periferia dell’abitato verso levante, divenne per lungo tempo il luogo dove si svuotavano le deiezioni presenti nei gabinetti dei paesi di Vico e Meugliano. Per la sua bonifica vennero piantati ontani e pioppi. Qui vi si trovava la leska, un giunco il cui nome scientifico è falasco o anche carice. Questo giunco era impiegato per intrecciare i fiaschi del vino e anche le sedie.
Nell’antico Canavese queste zone venivano chiamate lesqueto, come segnato sulle antiche mappe al Borghetto di Ivrea, a Romano, Palazzo, San Giusto e Foglizzo.
Saudino ne fa invece una diversa interpretazione, in quanto a suo parere il nome deriverebbe dal latino limen, ossia luogo ai limiti dell’abitato, ma è anche molto plausibile che derivi sempre dal latino limus (a sua volta risalente al greco leimon) ossia stagno, palude. Lo stesso etimo del lemma germanico lehm.

AIRALI: (presente in quasi tutti i paesi della valle). Terreno all’interno di un borgo o di un possedimento, ma anche territorio comunale destinato al deposito dei covoni, essiccatoio, o di carbone. Secondo il Serra infatti sarebbe stata un’aia. In tutto il Canavese si favoleggiava fosse il luogo di incontro delle masche durante i rituali satanici.
A Vico, col medesimo etimo, esiste la località Porta dl’Era, che era un importante accesso a nord del concentrico con adiacente zona adibita a ricovero di prodotti agricoli. La zona è infatti adiacente al mulino principale, detto Mulinàs. In Piemonte troviamo alcuni centri con la medesima radice, Realizio e Airasca e alcuni antroponimi come Allera e Allaira.

La A iniziale di Airali è una vocale anaptittica d’appoggio (ossia l’aggiunta di un suono) sviluppatosi nel nord Italia con la caduta delle vocali atone che incontrano consonanti sonore. Due esempi in piemontese possono essere le parole ricco = aris e ribattere = arbatte e ancora risuonare = arsunè o arsunar, parola che poi ha preso significato di salutare. In Lime, fino a pochi anni fa, esisteva un centro studi dei laser all’avanguardia in tutta Europa, di proprietà Fiat, Olivetti e Finmeccanica nato nel 1966, denominato R.T.M.

TRUC: (nome presente in molti paesi). Truc, con la C dura, accompagnato da un altro etimo (Truc ‘d Castel, Truc ‘d Barber, Truc‘d Selva, Truc dël dur, eccetera) è solitamente una collinetta con ottima esposizione e difatti deriva dal latino trucus, altura, poggio.

SASSET: (Traversella). Dal latino sascum, ossia terreno costituito da ciottoli di origine alluvionale, cestino.

SIMBOLA: (Meugliano). Sìmbola, sulle antiche mappe Simola dal diminutivo di sedimen = fondo rustico edificato. Su alcune mappe era segnato invece come Simolla, e quindi potrebbe derivare da super mollicia, con evidente riferimento alla zona paludosa sottostante.

GHEIA e GHIUN: (Vico Canavese). Alpi, isole amministrative di Vico all’interno del territorio montano di Traversella. Il loro nome deriva dal longobardo ghea o gaida e gherone = punta di lancia. Infatti le zone hanno forma triangolare, tipo la punta di una lancia. Sono un triangolo di terra coltivata tra le pietre.

Oggi, troppo spesso, perdiamo questi toponimi e queste etimologie, ma riscoprirle è una forma di rispetto verso il nostro passato e quindi verso noi stessi, perché se nel “villaggio globale” odierno perdiamo la nostra storia personale, saremo solo degli inutili numeri.