Foto: di Phyrexian – Opera propria, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=114639846
Sono stato invitato a raccontare la mia storia nella parrocchia di Annone di Brianza, presso Lecco. Il paese di sole 2mila anime è dominato dalla chiesa di San Giorgio che si scorge anche nell’oscurità della sera, perché ben illuminata e imponente.
L’attuale parroco, don Maurizio, prestò il suo ministero per molti anni nel mio paese. Arrivò come coadiutore nella parrocchia di San Giorgio di Venegono Superiore appena due settimane prima della mia partenza per l’Uganda e potemmo incontrarci allora una sola volta, per pochi minuti. Dopo 45 anni ci siamo rivisti per la seconda volta!
L’incontro è stato preceduto da una bella cena in compagnia del gruppetto che più strettamente collabora con il sacerdote. Ma prima di qualunque altra attività i nuovi amici e don Maurizio hanno voluto mostrarmi il tesoro custodito nell’antica chiesa. Curatissima e perfettamente restaurata, ha una pianta a croce latina, e le sue origini risalgono all’XI secolo, quando sul luogo sorgeva un piccolo oratorio. Tra Quattrocento e Cinquecento l’edificio fu oggetto di significative ricostruzioni che hanno portato all’attuale impianto architettonico.
Il tesoro è un Polittico della Passione, straordinaria pala d’altare commissionata dalla casata nobile milanese degli Annoni, che si legò al territorio lecchese attraverso acquisizioni di terreni e proprietà e, molto probabilmente, assunse il nome proprio da Annone di Brianza. Il polittico, realizzato nelle botteghe di Anversa e composto da più tavole dipinte e scolpite che narrano gli episodi della Passione di Cristo, testimonia gli intensi scambi artistici tra la Lombardia e il Nord Europa e anche l’interesse raffinato per la bellezza di questa nobile famiglia.
Nel viaggio ad Annone, mi hanno accompagnato Daniela ed Antonio, che con don Maurizio hanno condiviso un’indimenticabile vita di parrocchia. Anche la loro meraviglia per la scoperta di questo gioiello e della bellezza del paesino dimostra non solo lo splendore e l’unicità del posto, ma anche che con l’omonimo lago sono, ingiustamente, tra i luoghi meno noti della Brianza.
Ma la scoperta più bella consiste nel fatto che dopo 45 anni dal primo incontro, dopo tanti anni in cui si è servito Il Signore e la sua Chiesa, ci si trova amici e fratelli come se ci fossimo frequentati assiduamente. Da San Giorgio a San Giorgio.
Anche questo fa parte della promessa del centuplo.


