Per decenni, nella seconda metà del XX Secolo, la musica “seria”, quella che pretendeva di dire qualcosa di vero, è stata identificata con il rock. Chitarre, band, autenticità: un sistema culturale prima ancora che musicale. Col nuovo millennio di è però diffuso un altro paradigma musicale, originale e nuovo: il cosiddetto “pop globale” – interpretato da Rihanna, Beyoncé, Taylor Swift, Lady Gaga – che mescola lingue e attraversa culture.
Pochi giorni fa, dopo aver interpretato la sua canzone De Madrugá (all’alba), la cantante catalana Rosalía ha lasciato il palco per un malore. La “sua resa” sul palco del Forum di Assago mi è sembrata un’icona suggestiva del suo messaggio. L’inquietudine che ci comunica è una tensione costante tra corpo e spirito, tra desiderio e ricerca di qualcosa che lo superi. Non è mai risolta: resta una ferita aperta, che attraversa le sue canzoni. La mancanza di una vera risposta genera la forza della sua musica e provoca un’attrazione irresistibile e drammatica in tanti giovani fan.
Uno dei brani più enigmatici del progetto legato al suo ultimo album “Lux” (che fa da titolo anche alla sua tournée mondiale che tocca Europa e Americhe) è la canzone “Focu ‘ranni”, un brano mistico, sorprendentemente in lingua siciliana. Ci parla del grande fuoco del desiderio e del suo impossibile compimento: “Focu ’ranni mi ‘ncrucia lu cori / Mi chiamasti e persi la via / Santa o fimmina, cu sugnu? / “Bruciu e nun mi consumu” (“Un grande fuoco mi attraversa il cuore / Mi hai chiamata e ho perso la strada / Santa o donna, chi sono? / Brucio ma non mi consumo”).
L’uso della lingua siciliana rende evidenti i riferimenti alla figura di Santa Rosalia, la protettrice di Palermo e della omonima cantante.
Al di là di possibili ambiguità commerciali (santa o peccatrice) ed esistenziali (tra eros e agape, tra istinto e fede), Rosalía interpreta con potenza espressiva il desiderio di infinito di ogni essere umano: “Ci hai fatti per te, o Signore, e il nostro cuore è inquieto finché non riposa in te” (Sant’Agostino).
La Settimana Santa è detta autentica perché mostra la risposta del Dio che è Amore all’originale desiderio altrimenti disperato dell’uomo.
Esiste una strada e una risposta all’inquietudine del cuore, che, se non trova risposta, diventa angoscia e facilmente preda del male.
“In Cristo Risorto e nei suoi santi tutto può diventare grazia” (Papa Leone XIV)
Buona Pasqua.


