In questi giorni possiamo osservare le vicissitudini della missione spaziale Artemis (da Artemide, la dea Diana dell’antichità greca), che sta portando alcuni astronauti intorno alla luna e ha come obiettivo a lungo termine di verificare la possibilità di stabilire sul nostro satellite le “basi lunari”, che dovrebbero permettere la sopravvivenza della nostra specie.
La domanda che ogni tanto risuona è: ma perchè non ci siamo più andati per 50 anni? Le risposte sono molte: in primo luogo un’esplorazione spaziale della luna ha perso di interesse poiché le condizioni storiche sono molto cambiate: Usa e Urss rappresentavano le super potenze politico-economiche che lottavano per un primato (oggi preferiscono la guerra più tradizionale); questo tipo di missioni spaziali ha un costo enorme e i problemi finanziari fanno volgere altrove l’attenzione, occorre una politica stabile che conduce ad un’economia stabile, e queste risorse non sono così semplici da ottenere.
Il sottotitolo del film è: “Project Hail Mary”, cioè “Progetto Ave Maria”, e indica con le parole iniziali della preghiera un’invocazione, forse una speranza. È tratto dal titolo del romanzo di Andy Weir, statunitense, pubblicato nel 2021.
Il libro e anche il film dei registi americani Miller e Lord raccontano una storia nuova e moderna, che però ha ragioni e origini antiche, poiché accompagna quello che è da sempre un desiderio e un progetto dell’essere umano: volare nello spazio più profondo e, chissà, trovare un altro posto dove vivere che non sia il pianeta Terra.
La storia è ambientata nel periodo attuale. Il signor Ryland Grace ha gli occhi chiusi e crede di stare dormendo all’interno di un letto d’ospedale. In realtà quando si risveglia non ricorda quasi nulla, ma dopo poco tempo si rende conto di essere all’interno di un’astronave… Una cosa che oggi potrebbe succedere…
L’ultima missione
di Christopher Miller e Phil Lord
paese: Usa 2026
genere: fantascienza
interpreti: Ryan Gosling, Sandra Hüller, Milana Vayntrub, Ken Leung, James Ortiz
durata: 2 ore e 37 minuti
giudizio Cei: consigliabile, semplice, dibattiti


