Foto: Il Genio Ferrovieri, foto tratta da fsnews.it.
Come sanno tutti gli eporediesi, e non solo, sono in pieno svolgimento i lavori di elettrificazione della tratta ferroviaria Ivrea-Aosta.
La linea Chivasso – Aosta, come noto, venne realizzata a partire dalla metà dell’Ottocento: nel 1858 fu completato il primo tratto da Chivasso (sulla linea Torino – Milano) a Caluso (22 maggio 1858) seguito a distanza di poco tempo dal tratto Caluso – Ivrea (5 novembre 1858). Il tratto da Ivrea ad Aosta era da molto tempo agognato, come si può desumere da un piccolo volume, Aperçu sur l’utilité d’établir un chemin de fer d’Aoste à Ivrée, pubblicato nell’estate del 1855 ad Aosta. Fu solamente nel 1865, con la legge nº 2279, che la sua costruzione e successiva gestione fu affidata alla Società Ferrovia-ria Alta Italia, da poco fondata. Bisognerà però aspettare il 5 luglio 1886 per vedere il primo treno proveniente da Ivrea giungere nel capoluogo valdostano.
L’intera linea, da Chivasso ad Aosta, come tutte le altre fino ad allora affidate a società convenzionate con lo Stato, nel 1905 passò sotto la gestione delle Ferrovie dello Stato a seguito della nazionalizzazione della rete ferroviaria (e questa fu quasi certamente una decisione che contribuì a determinare la caduta del Governo Giolitti, il 12 marzo di quello stesso anno). Nel 1915 la linea passò al Genio Ferrovieri che ne curò la gestione fino al 2000. Tale passaggio di gestione è probabilmente da mettere in relazione alla realizzazione ad Aosta, alla vigilia della I Guerra mondiale, da parte della Società Ansaldo, su sollecitazione delle Autorità Militari, di uno stabilimento chiamato a realizzare una produzione strettamente connessa alle esigenze belliche. Nel 1975, per ricordare il 60° anniversario di tale avvenimento, il Risveglio popolare pubblicò due articoli (23 e 30 marzo) che illustravano nei dettagli la storia del Genio Ferrovieri, “…sorta come semplice Compa-gnia, CEL (Compagnia Esercizio Linee), nel 1855, durante la guerra di Crimea, quando per la prima volta un’unità del Genio venne impiegata in lavori di armamento ferroviario. (…) Ma fu nel 1873 che vennero formate le prime due Compagnie ferrovieri alle quali fu affidato l’esercizio della linea ferroviaria Torino – Torre Pellice – Barge…” .
Nel 1885 le due Compagnie vennero trasformate in una Brigata ferrovieri autonoma e, nel 1910, la Brigata venne trasformata in Reggimento comprendente due Battaglioni ferrovieri ed una Compagnia esercizio linee, alla quale, appunto nel 1915, fu affidata la linea ferroviaria Torino – Chivasso – Ivrea – Aosta.
Il 1° luglio 1965 venne creato il Battaglione Genio Ferrovieri, con sede a Chivasso, ma sempre dipendente dal Reggimento Genio di Castelmaggiore (Bologna). L’8 novembre dello stesso anno, il Comando di detto Battaglione venne trasferito a Torino presso la Caserma “Cavour” in Corso Brunelleschi e diviso in due Compagnie: Compagnia addestramento di stanza a Torino e Compagnia Esercizio di stanza a Chivasso … “Caserma ‘Giordano’ ex Distretto, ed anche la sua forza venne maggiorata: da 450 unità, venne portata a 650 unità. Il Battaglione in parola è formato da giovani militari, volontari e di leva, qualificati, in relazione alle specifiche mansioni ed esigenze di servizio ferroviario, con compiti di capi stazione, sottocapi, assistenti di stazione, capitreno, telegrafisti, macchinisti, aiutomacchinisti. manovratori, frenatori, deviatori, manovali e servizi vari ed ha per motto, molto significativo: “Fervidis Rotis ad Metam” (Con ruote infuocate, alla meta) …”.
I militari destinati alla gestione della linea ferroviaria Chivasso – Aosta provenivano da un concorso che il Ministero della Difesa promuoveva annualmente a livello nazionale. I giovani ritenuti idonei venivano poi chiamati a Torino, in sede di Battaglione e, dopo una ulteriore selezione, secondo i requisiti, le attitudini e le richieste personali, venivano ripartiti in due grandi categorie: movimento e trazione. Attraverso poi i corsi interni, tenuti da Ufficiali e Sottufficiali del Genio e Funzionari ingegneri delle Ferrovie dello Stato, i giovani venivano ulteriormente formati e successivamente inviati in linea a seconda delle loro mansioni.
Come ci ricorda ancora il Risveglio popolare del 30 marzo 1975 “… A tutti è possibile constatare come questi giovani militari, dai 17 ai 20-22 anni, lavorino ai loro rispettivi posti di responsabilità, con compitezza, abilità, senso civico-militare del dovere. I meritevoli poi vengono promossi caporali, cap. Magg. Quelli forniti di documenti di studio convenienti (licenza media, inf. o sup., diplomi, ecc.) ed hanno dimostrato buona volontà e buona condotta possono essere promossi sergenti: nel qual caso oltre alle trasferte ferroviarie vengono pure retribuiti militarmente; così i capitreno, macchinisti ed aiutomacchinisti…”.
Generalmente, dopo alcuni anni di servizio (di norma da 3 a 4), a richiesta, venivano assunti dalle ferrovie dello Stato, dove mantenevano esattamente le stesse mansioni. Da rilevare, quindi, che tale organizzazione svolgeva anche un notevole ruolo sociale, contribuendo ad inserire annualmente nel mondo del lavoro circa 250 giovani.
Non va dimenticato, inoltre, come ancora ci ricorda il Risveglio popolare del 23 marzo 1975, che “…È bene rilevare che questi giovani militari ferrovieri, vengono richiesti, in seguito alla loro non comune preparazione, anche come sussidio in altre stazioni ferroviarie importanti d’Italia e consta, con piacere, che ovunque vanno disimpegnano il loro servizio con lodevole risultato…”. Come già anticipato l’anno 2000 fu quello della svolta per la tratta ferroviaria Chivasso – Aosta.
Il Risveglio popolare del 14 gennaio 2000 ne dà notizia “… Tra le grandi novità, una conseguente all’altra, l’entrata in funzione del sistema di sicurezza CTC (Controllo Traffico Centralizzato) e l’allontanamento dei militari del Genio Ferrovieri…”.
Come noto il CTC è un sistema di sicurezza telecomandato che impedisce ad un treno di avviarsi su un binario già occupato: tale delicatissimo controllo era demandato, fino ad allora, agli uomini del Genio Ferrovieri e quindi si comprende come il loro utilizzo sulla tratta, anche a fronte di costi di gestione ormai insostenibili, avesse necessariamente i giorni contati.
Già ad inizio 2000 vennero abbandonate le stazioni di Montalto, Tavagnasco e Quincinetto mentre, dopo numerosi rinvii (come nella migliore tradizione italiana) il 31 dicembre 2000 giunse a scadenza la convenzione tra i Ministeri dei Trasporti e della Difesa. La progressiva sostituzione del personale militare con quello civile si protrasse per gran parte dell’anno successivo e la stazione di Ivrea venne abbandonata dagli uomini del Genio Ferrovieri il 27 settembre 2001.



