Fratelli e sorelle, è notte. Non solo fuori dal Cenacolo, ma dentro i cuori degli apostoli. Gesù ha parlato di partenza, di separazione, e quella parola ha gelato l’anima dei discepoli. È la stessa notte che a volte cala anche su di noi, quando la vita ci spaventa e il futuro ci sembra oscuro e senza approdo.
Eppure proprio in quella notte risuona la voce di Gesù: “Non sia turbato il vostro cuore”. Non è un invito a fare finta che tutto vada bene. È qualcosa di più profondo: è la promessa che c’è una casa ad attenderci, che nella casa del Padre vi sono molte dimore, e che ciascuno di noi vi ha un posto riservato. Non per merito, non per capacità, ma per amore gratuito e paterno. Ci siamo mai fermati a sentire dentro di noi che siamo davvero attesi, che c’è un posto preparato per noi?
Poi viene Tommaso, con la sua domanda scomoda, quella che in fondo vorremmo fare tutti: “Signore, non sappiamo dove vai; come possiamo conoscere la via?”. Che coraggio, Tommaso. Non finge di capire, non tace per paura di sembrare ignorante. Parla con franchezza al suo Signore.
E noi? Abbiamo il coraggio di dire a Gesù: non ti comprendo, aiutami? La preghiera vera nasce proprio lì, da quella onestà disarmata.
La risposta di Gesù capovolge tutto: “Io sono la via, la verità e la vita”. Non indica una strada da percorrere: è Lui stesso la strada. I primi cristiani si chiamavano “quelli della via“, gente in cammino dietro a un Maestro che lava i piedi, che serve, che ama fino alla fine. Stiamo camminando su questa via, o abbiamo sostituito Gesù con una mappa più comoda e meno esigente?
Gesù non è mai definitivamente afferrato. Cammina sempre un passo avanti a noi, e questo non deve scoraggiarci, ma tenerci vivi, in movimento, desiderosi.
La via è Lui: seguiamolo con cuore senza turbamento.
Gv 14,1-12
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me. Nella casa del Padre mio vi sono molte dimore. Se no, vi avrei mai detto: “Vado a prepararvi un posto”? Quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, verrò di nuovo e vi prenderò con me, perché dove sono io siate anche voi. E del luogo dove io vado, conoscete la via». Gli disse Tommaso: «Signore, non sappiamo dove vai; come possiamo conoscere la via?». Gli disse Gesù: «Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me. Se avete conosciuto me, conoscerete anche il Padre mio: fin da ora lo conoscete e lo avete veduto». Gli disse Filippo: «Signore, mostraci il Padre e ci basta». Gli rispose Gesù: «Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me, ha visto il Padre. Come puoi tu dire: “Mostraci il Padre”? Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me? Le parole che io vi dico, non le dico da me stesso; ma il Padre, che rimane in me, compie le sue opere. Credete a me: io sono nel Padre e il Padre è in me. Se non altro, credetelo per le opere stesse.
In verità, in verità io vi dico: chi crede in me, anch’egli compirà le opere che io compio e ne compirà di più grandi di queste, perché io vado al Padre».


