Foto: Di Brunhild Media – Opera propria, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=91518952

Alex Zanardi ha avuto una vita straordinaria, e forse straordinario lo è stato lui stesso sin dalle origini. A quanto si dice, sembra che una sua insegnante delle Elementari lo definisse un bambino coraggioso: la realtà è che forse sarebbe potuto diventare solo uno dei tanti campioni di automobilismo, dei quali pochi ricordano il nome a fine carriera. Eppure un evento straordinario, un incidente che ancora oggi a vederlo mette i brividi, ha permesso ad un campione “qualsiasi” di diventare l’uomo che oggi sentiamo di dover salutare.

Da quell’incidente, Alex Zanardi è uscito dalla notorietà del campione per diventare altro; il testimone di un amore indicibile verso la vita che ha continuato a “sfidare” e verso la quale si è imposto fino all’ultimo, soprattutto per l’amore che ha dedicato agli altri.

Probabilmente molti non erano a conoscenza della quotidianità di quest’uomo: di quello che aveva costruito per sé per continuare a gareggiare, ma soprattutto di ciò che rappresentava per gli altri, di come fosse capace di essere esempio, sprone, modello vivente di opportunità.

Solo un atto d’amore, verso sé stessi ed il prossimo permette di volgere lo sguardo verso le opportunità della vita e costruire una quotidianità fatta di parole di incoraggiamento per gli altri, continuando a credere nei propri sogni e facendo intravedere a chi sentiva di non avere un futuro che la vita ricomincia sempre, dopo ogni traguardo e anche dopo ogni sventura.

La straordinarietà di Zanardi non è stata solo quella delle grandi imprese ma quella delle piccole azioni di tutti i giorni, che solo alla sua morte ci sono state svelate. Zanardi non ha avuto mai paura di cadere, perché sapeva di poter contare sulle sue forze e sulla forza che riceveva dagli altri. È stato un uomo capace di chiedere aiuto, di dare fiducia, di non farsi distrarre dai suoi impegni e dai suoi obiettivi, che perseguiva meticolosamente. È stato capace di rimanere un uomo con valori solidi, con amori solidi e con uno sguardo sempre limpido.

L’eredità che lascia è l’idea che si può costruire una vita straordinaria giorno dopo giorno, che si può essere supporto alla vita degli altri, confidando che siamo destinati a qualcosa di più elevato nella nostra esistenza, consapevoli che non c’è un unico traguardo a cui giungere ma un cammino da percorrere: un cammino in cui si rischia sempre di poter perdere tutto, ma nel quale si può sempre ritrovare l’essenza di sé.