Barbara e Francesco iniziano l’album dei ricordi del loro 50° anniversario di matrimonio con la lettera di licenza matrimoniale, datata 6 maggio 1976, concessa al sottotenente degli alpini del Battaglione “Vicenza” della Brigata “Julia”, nella caserma di Tolmezzo. In Friuli, la sera di quel giovedì di 50 anni fa per “59 tragici secondi Il tempo si fermò”. 59 secondi, una durata enorme per un terremoto di magnitudo 6,5 della scala Richter.

A Tolmezzo i danni furono minimi, mentre la distruzione e il lutto, con quasi 1000 morti, fu devastante nei paesi al di là del Tagliamento.
Il giorno dopo, Francesco volle recarsi alla caserma di Gemona. La vista dei morti e dei soccorritori – giovani soldati come lui, che a mani nude cercavano di raggiungere i sopravvissuti di cui si udivano le voci da sotto le macerie – lo turbò profondamente.

A casa, a Venegono, alle ore 21, si riunirono gli amici, in preghiera per i terremotati, senza avere ancora notizie da Francesco. Padre Gianni decise di partire per cercarlo: si fermerà per tutta l’estate a Braulins, tanto da non riuscire a partecipare al matrimonio.
La mattina dopo, sabato 8 maggio arrivò la telefonata di Francesco, sano e salvo, in partenza per tornare a casa.

Alle 11 del 9 maggio, Barbara e Francesco si sono sposati nella Chiesa parrocchiale, circondati dagli amici. Più che voglia di festa, c’era grande commozione: il sacramento fu reso puro e semplice. Il primo bacio se lo erano scambiato qualche anno prima al Castello dei Missionari Comboniani.

Incoraggiati da don Giancarlo, ragazze e ragazzi cresciuti in parrocchia si erano legati ai comboniani aprendo i loro orizzonti a tutto il mondo. Una vera amicizia tra tanti giovani che, grazie all’esperienza vissuta in quegli anni di entusiasmo e passione, hanno poi dedicato la propria vita al Vangelo dell’accoglienza, della carità, della preghiera, dell’unità e del servizio agli altri.
Un’amicizia che continua ancora oggi, fresca come agli inizi, testimoniata in modo speciale dall’affetto che lega gli sposi ai loro testimoni: Vilma per Barbara e Angelo per Francesco.

L’amicizia è davvero vera quando attraversa il tempo senza consumarsi e, dopo cinquant’anni, sembra ancora appena cominciata: perché è costruita sull’Amico che non ci lascia più da soli.