Con l’estate alle porte, meteo permettendo, e la voglia di alleggerire vestiti e pensieri, ci si prepara ad una dieta utile per la cosiddetta “prova costume”, che non sempre però è rispettosa della salute in generale e, ad oggi, grazie alle ricerche scientifiche sulla nutrizione, ma anche sull’interazione tra gli alimenti ed il benessere psicofisico della persona, bisogna porre alcune attenzioni.
Quando si sperimentano diete particolarmente restrittive o che eliminano alcuni alimenti, bisogna riflettere sulle conseguenze e sui possibili danni al nostro organismo.
Abbiamo ormai familiarità con il “microbiota”, che è l’insieme di tutti quei microorganismi che sono all’interno del nostro corpo e, l’equilibrio tra questi, ci garantisce un benessere generale. Alcuni di questi organismi si trovano nell’intestino (e per questo spesso anche nelle pubblicità, troviamo il riferimento al microbiota intestinale) ed in riferimento a questo abbiamo anche imparato che esistono prebiotici e probiotici di cui alcuni alimenti sono ricchi. I prebiotici sono presenti nelle fibre, soprattutto nelle verdure e i probiotici nello yogurt.
Il microbiota si modifica con l’età ma anche con le variazioni dell’alimentazione e non ha solo funzioni di protezione dalle malattie intestinali, cardiorespiratorie o oncologiche, ha una serie di implicazioni anche nella depressione e nelle patologie neurologiche come il Parkinson e l’Alzheimer.
La psichiatria nutrizionale è quel campo della psichiatria che analizza l’influenza dell’alimentazione sulle funzioni cerebrali e sull’umore. Tutti gli studi sull’asse intestino-cervello confermano che i neurotrasmettitori attivati dal microbiota intestinale comunicano con il cervello inducendolo a regolare la propria biochimica che va ad incidere fortemente sull’umore, sul sonno e sul comportamento. Cambiare radicalmente l’alimentazione crea uno stress ossidativo e una disbiosi (l’alterazione del microbiota) che produce infiammazioni dannose per tutto il nostro organismo. Correggere gli errori alimentari, essere consapevoli di cosa, come e quando mangiamo (aiutandoci magari con un diario alimentare), accompagnare una corretta alimentazione con un’attività fisica moderata e sostenibile permette di essere in forma fisica ma soprattutto garantisce al nostro cervello una corretta funzione, lucidità e protezione dal rischio di patologie fisiche, psicologiche, neurologiche e psichiatriche.


