L’Unicef ha pubblicato la Report Card 20 “Opportunità disuguali. Bambini e disuguaglianza economica”, una ricerca in 44 Paesi ad alto reddito, in cui è analizzata la relazione tra le disuguaglianze economiche e il loro impatto sull’infanzia, esortando inoltre tutti i Paesi a garantire i diritti dei bambini che si trovano in famiglie con minori opportunità. I bambini sono condizionati dalle disuguaglianze nel reddito familiare e dal contesto di vita poco dignitoso in cui vivono. I sistemi educativi non riescono ad arginare questa condizione di povertà infantile e a volte la amplificano se sono inadeguati o se il contesto abitativo è poco sicuro.

La povertà infantile va intesa come mancanza di opportunità, ma anche di rischio per la salute fisica e psicologica. L’indagine ha valutato il rischio di obesità (27% dei bambini italiani tra i 5 ed i 19 anni provenienti da contesti socioeconomici critici sono stati classificati in sovrappeso) per l’ampio consumo di cibi ultra processati a sfavore di frutta e verdura, competenze scolastiche di gran lunga inferiori alla media e insoddisfazione per la qualità della vita (73% dei quindicenni italiani).

Lo stress economico dei genitori ha degli effetti anche sui bambini che percepiscono e assorbono il loro malessere a causa dell’instabilità economica; i bambini vivono in uno stato di allerta costante, con ansia, frustrazione ma anche isolamento, o possono sviluppare emozioni di rabbia con comportamenti aggressivi e violenti. I bambini che vivono in contesti abitativi poveri tendono a vergognarsi della propria casa, a non invitare i coetanei, creando isolamento sociale e rifiuto dei pari. In Italia il 25% circa dei quindicenni lavora prima o dopo la scuola, e per molti questa non è una scelta per arricchire il proprio mondo di esperienze, ma una responsabilità nel condividere il peso delle difficoltà economiche della famiglia.

Nel rapporto sono elencate delle azioni da intraprendere per ridurre le diseguaglianze economiche: migliorare le misure di protezione sociale, sostenere le comunità più vulnerabili senza dimenticare le azioni di educazione economica alle famiglie meno abbienti per poter fare scelte di spesa più consapevoli, utilizzare meglio le risorse del territorio attraverso l’accesso a tutti i servizi culturali, sportivi e ricreativi gratuiti che potrebbero essere di grande supporto per garantire ai bambini uno sviluppo equilibrato e dignitoso.