Nella foto alcuni dei ragazzi che parteciperanno al viaggio in Brasile, durante la Veglia di Pentecoste in Cattedrale ad Ivrea.
A pag. 16 del giornale c’è un’intervista ad alcuni partecipanti al viaggio missionario di agosto in Brasile proposto e voluto dal vescovo Daniele per i giovani della diocesi. Partono in 7 accompagnatori e 27 giovani, e nessuno di questi sembra vivere l’esperienza come una semplice occasione per vedere luoghi nuovi o accumulare ricordi da raccontare al ritorno.
Nelle loro parole emerge il desiderio di lasciarsi interrogare, cambiare, persino mettere in discussione dall’incontro con persone e realtà molto diverse dalle proprie. Oggi, la scelta di “fare vacanza” in questo modo assume un significato che va ben oltre il viaggio stesso; è il segno di una Chiesa che continua a credere nell’incontro come strada privilegiata per costruire fraternità, scoprire vocazioni, che non si limita a parlare di comunione ma la vive concretamente mettendosi in cammino.
La missione è anche disponibilità ad ascoltare, ad accogliere, a riconoscere il valore altrui, a lasciarsi insegnare “diversamente” il Vangelo. In generale chi parte riceve più di quanto offre. Per questo il viaggio dei nostri giovani rappresenta una ricchezza per tutta la nostra comunità diocesana. Essi partono a nome della nostra Chiesa locale che desidera mantenere vivi i legami costruiti nel corso degli anni con quella terra di missione e che continua a considerare l’annuncio del Vangelo come un’esperienza di reciprocità e di scambio.
Attraverso i loro occhi e il loro racconto, anche noi potremo incontrare volti, storie e comunità che ci aiuteranno a guardare il mondo con maggiore ampiezza e profondità. Mentre si avvicina il giorno della partenza, l’invito per noi è di sentirci parte di questo cammino in terra straniera.
La missione non riguarda soltanto chi sale su un aereo e attraversa un oceano, riguarda ogni comunità che sceglie di uscire da sé stessa, di allargare lo sguardo, ampliare le conoscenze, andare oltre i confini e di riconoscere nell’altro un fratello. In questo senso, il viaggio dei giovani in Brasile è già iniziato ed è un’opportunità di crescita per l’intera diocesi che per loro ha già raccolto denari per alleggerire le spese, pregato, incontrato e ascoltato con fiducia, slancio e ammirazione.



