Guido Chiesa, regista torinese classe 1959, ha lavorato spesso nella sua città e anche in provincia; si è inoltre dedicato alla sceneggiatura cinematografica ed è stato critico musicale per varie testate giornalistiche. “La musica ha sempre rivestito un ruolo centrale nel mio lavoro”. In un’intervista ha raccontato come “Piccolo miracolo” sia nato da un conflitto vissuto dai protagonisti e da lui stesso: il soggetto è stato liberamente tratto dal libro “La grazia del demolitore” di Fabio Bartolomei e narra di come l’amore (o più semplicemente una storia qualunque) possa nascere dal trovare la bellezza in luoghi inaspettati.

Davide Lancia è un ricco imprenditore romano quarantenne: uomo raffinato e “arrivato”, pare non dover più chiedere nulla al destino. Ma il destino non è della stessa opinione: il padre regala a Davide per il compleanno (tra l’altro sono nati lo stesso giorno) un nuovo progetto immobiliare: dovrà demolire una vecchia palazzina abbandonata, nella periferia romana, per costruirvi un complesso residenziale.

Ma nella palazzina c’è una sorpresa: ci vive qualcuno. È un’inquilina molto particolare, Ursula (Greta Scarano), giovane donna cieca dal carattere difficile: lavora come educatrice in un centro per ragazzi in difficoltà, nel quartiere è conosciuta, si dà da fare e, soprattutto, non ha alcuna intenzione di abbandonare la sua dimora fatiscente. Davide è ora confuso, non si aspettava un simile accadimento anche perché, piano piano, comincia a provare un sentimento vero per Ursula. In questo modo deve mettere in discussione molte delle sue certezze.

Qui storia e regia di Chiesa si incontrano: nuove inquadrature, elementi non scontati nella narrazione. Nella vicenda avviene, a tutti gli effetti, un piccolo miracolo, che cerca di rendere migliori i protagonisti e crea un’emozione nuova per il pubblico.

Piccolo Miracolo

di Guido Chiesa
paese: Italia 2026
genere: drammatico
interpreti: Marco D’Amore, Greta Scarano, Giorgio Colangeli, Mariangela D’Abbraccio, Laura Adriani
durata: 1 ora e 42 minuti
giudizio Cei: consigliabile, brillante-poetico