Il Signore nel vangelo di domenica, ci parla con il linguaggio semplice e disarmante delle parabole perché sa toccare il cuore prima ancora della mente. Un tesoro nascosto, una perla preziosa, una rete gettata nel mare: immagini quotidiane per dire una cosa immensa, che è arrivata la buona notizia, che il Regno dei Cieli è già in mezzo a noi. E quel tesoro, quella perla, non sono cose: sono Gesù stesso, venuto ad abitare la nostra povertà.
Ma come si spiega la forza di quell’uomo che vende tutto con gioia? Non è che prima vendette e poi cercò: prima trovò, e solo dopo, pieno di stupore, fu capace di lasciare ogni cosa. Quante illusioni, quante false profezie hanno spinto persone a vendere tutto senza aver trovato nulla, lasciando dietro di sé solo macerie e disperazione! Il Vangelo ci indica un’altra strada: bisogna prima incontrare il Signore, lasciarsi sorprendere da Lui, e allora il distacco diventa leggero, quasi naturale. Domandiamoci allora, con sincerità: abbiamo davvero incontrato Gesù nella nostra vita, o lo teniamo a distanza per timore che ci chieda troppo?
C’è però un secondo volto in questa pagina, vi sono due personaggi: uno è il ricercatore attento che trova, va, vende e compra, l’altro è il distratto e superficiale proprietario del terreno che non si accorge che nel suo campo c’è un tesoro nascosto e lo svende. Il rischio più grande non è non avere fede, ma darla per scontata, viverla con superficialità, senza più stupirci del dono ricevuto. A quale dei due personaggi somigliamo davvero? Siamo il cercatore che vende tutto con gioia, o l’uomo distratto che rischia di perdere il tesoro senza neppure accorgersene?
Mt 13,44-52
In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli: «Il regno dei cieli è simile a un tesoro nascosto nel campo; un uomo lo trova e lo nasconde; poi va, pieno di gioia, vende tutti i suoi averi e compra quel campo. Il regno dei cieli è simile anche a un mercante che va in cerca di perle preziose; trovata una perla di grande valore, va, vende tutti i suoi averi e la compra. Ancora, il regno dei cieli è simile a una rete gettata nel mare, che raccoglie ogni genere di pesci. Quando è piena, i pescatori la tirano a riva, si mettono a sedere, raccolgono i pesci buoni nei canestri e buttano via i cattivi. Così sarà alla fine del mondo. Verranno gli angeli e separeranno i cattivi dai buoni e li getteranno nella fornace ardente, dove sarà pianto e stridore di denti. Avete compreso tutte queste cose?». Gli risposero: «Sì». Ed egli disse loro: «Per questo ogni scriba, divenuto discepolo del regno dei cieli, è simile a un padrone di casa che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche».



