Forse non eravamo più abituati a vedere Brad Pitt in un ruolo così avventuroso, in luoghi così impervi e selvaggi (dai tempi di “Sette anni in Tibet”). La pellicola, benché racconti del Canada e dei suoi boschi, è stata girata in Nuova Zelanda all’interno di una natura selvaggia e spettacolare. E il bravissimo interprete non umano, il cane Odino, è stato affiancato e sostituito a volte da vere e proprie controfigure: i suoi figlioli Ryker, Hondo e Seeka.
James Belmont è stato sergente delle Forze speciali dell’esercito statunitense e ora vive isolato in Alaska insieme a Odino, un pastore tedesco che è stato addestrato come “cane da guerra”. Insieme hanno combattuto in Iraq e Afghanistan, entrambi soffrono di quello che si può definire disturbo da stress post-traumatico: i loro sogni sono tormentati da visioni di momenti in guerra, il fuoco e l’artiglieria, lo scoppio delle bombe, la sofferenza e la paura…
Ora la vita è più tranquilla, le giornate trascorrono in modo più semplice; finché un giorno, durante un viaggio di ricognizione sul piccolo idrovolante, James e Odino sono colti da una tempesta improvvisa. Sembra tutto terminato, l’uomo si piega sulla cloche dei comandi, forse ferito: scopriremo in seguito che ha avuto un infarto. Tutto precipita, il grande fiume accoglie i superstiti. Da questo momento si tratta di lottare per la sopravvivenza, poiché la civiltà è lontana e bisogna selezionare le provviste. James si ritrova ferito, ma dentro di lui prevale lo spirito del combattente. Odino è un cane speciale e spesso aiuta il suo amico-padrone umano, in un legame che appare a tratti imperituro e commovente.
La pellicola si rivela un omaggio agli amici a quattro zampe e alla loro fedeltà e bravura. Roberto Gervaso diceva: “Recita come un cane…, ma tutti cani che ho visto recitare erano bravissimi”.
Heart of the beast
di David Ayer
paese: Usa 2026
genere: avventura, azione
interpreti: Brad Pitt, J. K. Simmons, Anna Lambe, il cane Uber
durata: 1 ora e 41 minuti
giudizio: bello


