Nonostante le incertezze sui costi energetici e le tensioni geopolitiche, il sistema produttivo del Canavese mostra segnali di tenuta. Secondo l’Indagine Congiunturale pubblicata da Confindustria Canavese, le aziende del territorio puntano alla crescita e alla diversificazione nel quarto trimestre del 2026.

L’analisi dei Saldi Ottimisti-Pessimisti (SOP) evidenzia un leggero calo delle aspettative sulla Produzione, che passa da +3,8 a +2,6. Tuttavia, gli Ordini totali hanno registrato un balzo a +6,6. Questo miglioramento è trainato principalmente dal mercato interno, mentre l’Export mostra un arretramento, passando da +4,6 a +3,3.

La redditività resta invece il nodo più critico. Il valore del SOP è peggiorato arrivando a -10,5, a causa dell’incidenza dei costi energetici e delle materie prime. Quest’ultimi sono segnalati in crescita dal 68,8% degli intervistati, mentre i costi per la logistica e i trasporti coinvolgono il 71% delle realtà produttive.

C’è un segnale positivo sull’occupazione: l’indice sale a +6,6, con il ricorso alla Cassa Integrazione che scende al 9,3%. Per quanto riguarda gli investimenti, il 75% delle imprese ne programma per i prossimi 12 mesi, con il 31,1% che li definisce “significativi”.

I ritardi nei pagamenti interessano il 24,7% delle aziende, con una media di 69 giorni. L’utilizzo degli impianti si attesta mediamente al 76%, con una percentuale più alta nel settore dei servizi (80,1%) rispetto a quello industriale (72,8%).

«I dati della nostra indagine confermano la capacità di tenuta del sistema produttivo canavesano in una fase ancora complessa», ha commentato il presidente di Confindustria Canavese, Augusto Geminiani. «Le imprese del territorio continuano a dimostrare capacità di adattamento e volontà di investire».