Mettere alla prova Gesù è il gioco di chi cerca un appiglio per accusare. Il dottore della Legge vuole una classifica dei precetti, ma il Maestro non cade nel tranello: trasforma la trappola in dono e ci conduce al cuore della Legge, che è amare.
Notiamo anzitutto il verbo: “amerai”. È un futuro, un’azione mai conclusa, che dura quanto il tempo. Non è una scelta momentanea, un nobile optional, un po’ sì e un po’ no. Ci chiediamo: il nostro amore è una stagione o una fedeltà? Quante volte abbiamo detto “ti voglio bene” e poi, alla prima fatica, ci siamo fermati?
Poi la sorpresa: il dottore chiede un comandamento, Gesù ne offre due. La novità non è aggiungere il prossimo, ma fare delle due parole una sola: il secondo è simile al primo. Il fratello ha volto, voce e cuore simili a Dio. Allora ci domandiamo: ascoltiamo il grido di chi ci sta accanto come parola di Dio? Il suo volto è per noi una pagina del libro sacro, o una pagina che saltiamo?
C’è poi quasi un terzo comandamento: “come te stesso”. Gesù ci invita ad amarci come prodigio della mano di Dio, scintilla divina. Ma attenzione possiamo amarci male, desiderando il male e non il bene, il vizio e non la virtù. Povero chi è amato così! Ci chiediamo: ci amiamo nella verità, come Cristo ci ama, o ci lasciamo guidare dai nostri capricci?
Infine, quella piccola parola: “tutto”. Senza il tutto l’amore diventa convenienza, tornaconto, possesso. Amiamo finché ci conviene, finché ne abbiamo voglia, e doniamo il cuore a cose di poco conto. Un amore a metà non scalda nessuno, nemmeno chi lo dona. Dove abbiamo messo il nostro cuore? Che cosa amiamo a metà, e che cosa dovremmo amare per intero?
Guardiamo come Cristo ama, attingiamo a Lui, fonte dell’amore, per esserne riflesso: non una volta ogni tanto, ma sempre. Non è uno sforzo da eroi, ma la grazia di lasciarci amare per primi. Che cosa ci impedisce di cominciare oggi?
Mt 22,34-40
In quel tempo, i farisei, avendo udito che Gesù aveva chiuso la bocca ai sadducèi, si riunirono insieme e uno di loro, un dottore della Legge, lo interrogò per metterlo alla prova:
«Maestro, nella Legge, qual è il grande comandamento?». Gli rispose: «“Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente”.
Questo è il grande e primo comandamento. Il secondo poi è simile a quello: “Amerai il tuo prossimo come te stesso”. Da questi due comandamenti dipendono tutta la Legge e i Profeti».


