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Le sue condizioni fisiche si erano aggravate, ma la mente restava lucida e un sorriso accompagnava ogni incontro. Si capiva che si avvicinava alla fine la sua lunga Via Crucis, segnata dalla malattia e dalle grandi sofferenze che avevano ferito la sua vita.

Carla, una delle amiche che da quando si era aggravata le facevano compagnia ogni giorno, commossa dal rapido volgere degli eventi, le chiese se era pronta. Paola con pacatezza e serenità fece un sorriso: “Ho sempre amato viaggiare. E ho viaggiato molto, ho visto tanti bellissimi posti, con Giorgio e con i figli. Siamo stati in paesi lontani, anche in Africa”. Il tempo di prendere il fiato che si faceva sempre più corto: “Adesso mi aspetta il viaggio più lungo”.

Nella mente di Paola scorrevano le immagini di una vita che, contro ogni aspettativa, era tornata a fiorire, di un nuovo cammino che si era aperto per lei e per Giorgio. Un nuovo viaggio, una nuova vita. Nel dolore per la perdita della figlia Lidia, avevano incontrato una fede che aveva cambiato il loro modo di guardare la vita.

Il suo Giorgio aveva raccontato: “Prima di questo gravissimo fatto, si viveva giorno per giorno, indaffarati, sempre di fretta, sempre col problema dei soldi, del lavoro, della salute e dei figli, ma mai un momento per noi stessi, per … chiederci se era giusto quello che si stava facendo …”

Già durante il funerale di Lidia, il 10 gennaio 1987, annunciarono la nascita della Fondazione Lidia Macchi, per mantenere vivo l’amore per l’Africa della figlia, sostenendo iniziative educative e di solidarietà, soprattutto in Uganda: il Centro giovanile Lidia Macchi a Kampala, la realizzazione di pozzi per l’acqua potabile e il sostegno a tante persone in difficoltà.

Nel 1991, insieme ad altri genitori segnati dalla morte di un figlio, diedero vita a “Famiglie in Cammino”, un’esperienza di condivisione e sostegno reciproco, nella certezza che anche il dolore più grande possa essere vissuto nella speranza cristiana. Due opere nate dallo stesso desiderio: che la vita di Lidia continuasse a generare bene, abbracciando la croce di Gesù che trasforma il dolore in un dono commosso di sé.

Paola è salita al cielo sabato 17 ottobre, accompagnata dall’amore di figli e nipoti e dall’amicizia di tanti che le hanno voluto bene.

“Solitudine e gioia dell’incontro e la comunione nella sua luce eterna” (Lidia)