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«Stupido è chi lo stupido fa», diceva a Forrest Gump sua madre. Tra essere stupidi e agire stupidamente il confine è sottile. Ma chi è, allora, lo stupido?

Per Carlo Maria Cipolla, storico ed economista, è stupido chi con le proprie azioni provoca un danno a un’altra persona o a un gruppo senza ricavarne alcun vantaggio. A volte danneggia anche se stesso. Cipolla ne ha scritto nelle sue riflessioni sulla stupidità umana, dove ne indica la pericolosità anche sul piano economico.

La stupidità non dipende da titolo di studio e classe sociale

Nelle sue leggi, ricorda il testo, la stupidità è trasversale: non dipende dal livello culturale né dalla condizione sociale. Cipolla mette in guardia soprattutto da due cose. I comportamenti stupidi sono imprevedibili, e si diffondono.

La questione è complessa e non ammette risposte definitive. Alcuni atteggiamenti però possono alimentare la stupidità. Aderire senza riflettere a stereotipi e condizionamenti irrigidisce il pensiero, e a forza di non mettersi in discussione si smette di farlo.

Stupidità e conformismo vanno spesso a braccetto. Dire «tutti fanno così» o «si è sempre fatto così» è comodo. Permette di non usare il pensiero critico, di superare le insicurezze e di sentirsi forti perché c’è un gruppo alle spalle.

Lo stupido, scrive l’autore del testo, liquida in fretta ogni osservazione costruttiva e rifiuta il confronto con chi potrebbe saperne più di lui. Frequenta chi la pensa come lui o chi ne sa meno, e così la sua idea di essere superiore resta intatta. Gli mancano empatia e capacità metacognitiva, cioè la possibilità di riflettere sui propri processi mentali.

Per questo è inutile contraddirlo o spiegargli dove sbaglia. Resterà fermo sulle sue posizioni e vi farà perdere le staffe. E ai suoi occhi sarà solo un’altra prova della vostra incapacità. Mai della sua rigidità.

Come difendersi dalla stupidità

Per l’autore si può fare. Bisogna prendere coscienza di capacità e limiti, imparare a dire «non lo so» e ammettere i propri errori.

A tutti capita di fare stupidaggini. La differenza sta nel rendersene conto.