A Chivasso da inizio anno già 52 donne si sono rivolte al Centro Antiviolenza

Lo spettacolo “Da lui mi sciolsi”, portato in scena venerdì scorso dalla compagnia Teatro a Canone è stato l’occasione per illustrare la preoccupante presenza della violenza sulle donne nel nostro territorio, rilevata grazie ai dati diffusi dal Centro Antiviolenza di Chivasso, coordinato da Lina Borghesio.

Nel 2018 sono state 110 le donne del chivassese che hanno chiesto aiuto al Centro: quest’anno, nel solo periodo compreso fra il 1° gennaio e l’8 marzo, le richieste d’aiuto sono già state 52.

“La fragilità di queste donne deve diventare patrimonio di tutti – ha detto Lina Borghesio rivolgendosi al foltissimo pubblico che ha affollato il Teatrino Civico -. Lo spettacolo ci presenta le storie di donne coraggiose che hanno voluto condividere con noi questo percorso. Le richieste che ci giungono sono tante e ci stiamo attrezzando per accoglierle nel miglior modo possibile. Hanno fatto scalpore le ultime sentenze che parlano di ‘tempesta emotiva’, che hanno un suono strano che ci riporta indietro al delitto d’onore. La tempesta c’è ed è quella alzata da un vento conservatore che soffia negli ultimi mesi, e che sembra aver scoperchiato un simbolico vaso di Pandora da quale esce il peggio della nostra società.

Vivere in armonia e nel rispetto della dignità altrui significa vivere tutti meglio: e dobbiamo ricordarci che i diritti non sono scritti e acquisiti una volta per sempre, ma dobbiamo di nuovo fare rete per riaffermarli con forza. La sensazione è che ci vogliano fare ritornare indietro, e dobbiamo fare in modo che ciò non accada”.

L’assessore alle Politiche sociali, Claudio Moretti, è intervenuto manifestando la gratitudine di tutta l’Amministrazione per l’impegno in favore del mondo femminile, e più in generale dei diritti delle persone più fragili, di chi come Lina Borghesio che si occupa quotidianamente di donne in difficoltà.

“L’8 marzo ci deve ricordare che la battaglia non è ancora finita – ha detto Moretti – e durerà fino a quando ogni donna potrà declinare la propria esistenza come desidera”.

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