Roberto Arditti non cercava il centro della scena. Eppure era spesso lì, ospite nei TG e nei talk show, con uno sguardo lucido e una capacità rara di leggere le situazioni senza cedere alla semplificazione o alla sterile polemica. In un tempo di toni accesi, Roberto manteneva uno stile espositivo pacato e analitico, mai urlato.
Per me è stato un saggio collega negli anni di Expo Milano 2015. Contribuì a tenere insieme realtà e narrazione in un contesto inizialmente segnato da polemiche e scetticismo. Ripeteva che “la partita non si gioca solo dentro Expo”, sottolineando come un evento internazionale di tale portata doveva attivare energie più ampie nel Paese. Expo doveva dimostrare che l’Italia sa funzionare quando è chiamata a farlo. Non un ottimismo ingenuo, ma una fiducia esigente.
Un episodio racconta bene la sua libertà di giudizio: la visita al Meeting di Rimini del 2009. Ci arrivò, per la prima volta in carriera, scettico, ma ne uscì colpito. Alle 11 di sera uscendo dai padiglioni fieristici si accorse di una ragazza, seduta da sola su una piccola seggiola di plastica. Scrisse: “Mi saluta sorridendo e mi accompagna alla macchina. È addetta (volontaria, ndr) al parcheggio, capirai che privilegio! Sta lì, con la sua maglietta del Meeting, contenta di quello che fa”.
Da quei giorni una conclusione netta: quella realtà era “un nemico della solitudine di tanti giovani”. Laico com’era e fu fino all’ultimo, sapeva riconoscere i fatti: quella era una realtà cristiana viva, capace di rispondere a un bisogno profondo, quello della solitudine.
I giovani non cercavano né cercano soltanto divertimento o occasioni superficiali. Cercano senso, appartenenza, relazioni che tengano nel tempo. E quando incontrano un’esperienza concreta, fatta di gratuità, di lavoro condiviso, di comunità reale, sono capaci di riconoscerla per ciò che è, senza ridurla a schema ideologico.
Arditti stava nei sistemi, ma senza diventarne prigioniero. Aveva una voce controllata, uno stile asciutto, una chiarezza che rifuggiva l’enfasi. La sua eredità è nel metodo: guardare la realtà, riconoscere ciò che vale, e dirlo con misura. Senza rumore, ma, soprattutto, senza timore.
Te ne sei andato troppo presto. A Dio, Roberto!


