Qualche anno fa il chimico Carlo Barbante ha pubblicato il libro “Scritto nel ghiaccio”: la nostra vita è come una scalata sul ghiaccio, questo è uno degli insegnamenti; le descrizioni della sua vita, poi, raccontano di scelte estreme… come quelle dei protagonisti del film di questa settimana.
Un gruppo di scienziati italiani si stabilisce in Antartide per esami ed esperimenti scientifici molto importanti: si tratta di trovare soluzioni contro il riscaldamento globale del pianeta, e tentativi di sopravvivenza in condizioni estreme. Il capomissione è Fulvio Cadorna (Silvio Orlando), che ha un carattere conciliante e l’esperienza necessaria per portare a termine la missione in modo proficuo. La base operativa può accogliere altri scienziati ed effettuare numerosi studi: ecco infatti che giunge Maria Medri, scienziata molto preparata (schiva, ma dalle trovate geniali) che forse somiglia un po’ a Fulvio per determinazione e volontà nella ricerca.
L’aggiunta del sottotitolo, “Quasi una fiaba”, regala al lungometraggio un alone magico; mentre osserviamo alcune tartarughine che muoiono durante gli esperimenti, oppure gli scienziati che litigano e mal si sopportano all’interno di spazi tanto ristretti, possiamo comprendere come si tratti di un mestiere molto difficile, quasi una vocazione. Per arrivare fino a qui occorre rinunciare a molte cose. Che emozione, però, scoprire che il microscopio ha analizzato qualcosa di diverso, forse una nuova vita.
La regista romana Lucia Calamaro, dopo un’esistenza dedicata alla passione del teatro, ha deciso di spendersi per il cinema e la sceneggiatura, e così si è posizionata dietro la cinepresa. Del resto, come ha scritto lo stesso Barbante di cui abbiamo parlato all’inizio, nel nostro futuro c’è molto del nostro passato.
Antartica
di Lucia Calamaro
paese: Italia 2026
genere: drammatico
interpreti: Silvio Orlando, Barbara Ronchi, Valentina Bellè, Simone Liberati,
Lorenzo Balducci
durata: 1 ora e 33 minuti
giudizio: interessante-bello


