(elisabetta acide) – Riportata al suo interno ad un restauro che ne esalta la bellezza,grazie all’impegno del priore della festa patronale, la Chiesetta di S. Rocco della frazione di Borgo Revel, si è animata mercoledì 16 agosto, giorno della festa del santo, di devozione, con la partecipazione dei parrocchiani della comunità di Borgo Revel, alla S. Messa, celebrata alle ore 10,30.

Il santo co-patrono della comunità, sarà ricordato in occasione della festa patronale nei giorni 25-28 agosto 2023, con S.Anna, ma in occasione della memoria liturgica del santo, i parrocchiani, si sono riuniti per la celebrazione della S. Messa.
Istituita per onorare San Rocco, pellegrino di Montpellier, diretto verso Roma, venerato, per le sue vicissitudini personali come protettore contro le malattie infettive e la pestilenza, la festa ha radici antiche, tanto che proprio a Borgo Revel una cappella a lui dedicata, esisteva prima ancora che la borgata diventasse parrocchia.

Così caro ai parrocchiani, che nel periodo della pandemia da Covid 19, la comunità, nelle occasioni consentite, invocava la sua intercessione per le difficoltà nelle quali versava il mondo: la preghiera di una piccola comunità, per il mondo intero .

San Rocco, esempio di impegno per gli ammalati di peste, invocato come una traduzione nella vita del Vangelo della carità e del sostegno ai sofferenti. I santi, tra i quali s. Rocco, ci ricordano questo: l’esempio in vita, vissuto alla sequela e imitazione di Cristo nella vita, testimonianza di Cristo e della fede.

Al posto dell’antica statua, il priore della festa, Silvano Zanlorenzi, ha fatto dono di una nuova statua, ora collocata nella nicchia al santo dedicata nell’antica nuova statua di S Rocco

Ancora una volta, la festa di San Rocco non è solo un momento di devozione religiosa, ma anche un’occasione per rafforzare il tessuto sociale di una comunità, ogni anno, infatti, i parrocchiani devoti, si riuniscono per pulire e sistemare per l’occasione, la chiesetta in occasione della celebrazione della santa Messa

Al termine, la benedizione del “pane di S. Rocco”, in ricordo della vita del santo.

Nell’agiografia di San Rocco si racconta che mentre ritornava a piedi da Roma alla nativa Montepellier, Rocco contrasse la peste mentre assisteva alcuni ammalati e per non rischiare di contagiare altre persone, si ritirò in una grotta sul fiume Trebbia.

Rocco, solo, senza acqua e senza cibo, stava per morire, ma, secondo la vicenda narrata, venne soccorso da un cagnolino che ogni giorno gli portava un pezzo di pane sottratto alla mensa del suo padrone.

Il proprietario del cane, un giorno, seguì l’animale e trovò Rocco lo curò e, secondo alcune fonti, ne divenne un sostenitore, fino al punto da ritirarsi lui stesso nella grotta per una vita di preghiera e meditazione.
Per questo San Rocco, nella tradizione popolare, è considerato il santo che protegge dalle epidemie e santo dei pellegrini e dei cani.

Anche le statue del santo, infatti, sono sempre “accompagnate” da un cane, posto ai suoi piedi, con un tozzo di pane in bocca.

I “sacramentali”, come questa benedizione, ricorda il CCC al 667, secondo La santa Madre Chiesa “… sono segni sacri per mezzo dei quali, con una certa imitazione dei sacramenti, sono significati e, per impetrazione della Chiesa, vengono ottenuti effetti soprattutto spirituali.

Per mezzo di essi gli uomini vengono disposti a ricevere l’effetto principale dei sacramenti e vengono santificate le varie circostanze della vita” e prosegue al 1668 “ sono istituiti dalla Chiesa per la santificazione … di circostanze molto varie della vita cristiana, così come dell’uso di cose utili all’uomo…Comportano sempre una preghiera, spesso accompagnata da un determinato segno, come l’imposizione della mano, il segno della croce, l’aspersione con l’acqua benedetta (che richiama il Battesimo).”

Ogni benedizione, dunque è lode a Dio, è dono e aiuto al cristiano nel suo cammino di fede.

San Paolo chiamava “santi” i fedeli cui scriveva, “santi” perché resi tali dal Battesimo, dalla Grazia dello Spirito e dalla Parola di Dio: tutti noi,allora, siamo “santi”, chiamati a manifestare tale condizione con tutta la nostra vita, proprio sull’esempio di chi ha vissuto con radicalità il messaggio di Cristo.


pala d’ altare della chiesa di S Rocco con i santi patroni

Sull’esempio di Rocco, allora, la comunità, rinvigorisca nella fede, rinnovi la speranza e sia fervida nella carità, perché i santi siano sempre esempio di vita cristiana.