Giornata impegnativa per Confindustria Canavese, che nel primo pomeriggio di mercoledì 7 ottobre, durante l’Assemblea privata dei soci, ha nominato il nuovo presidente nella persona di Augusto Geminiani, unico candidato a succedere a Paolo Conta, e poi verso le 17,30 ha tenuto l’Assemblea Generale dell’Associazione degli imprenditori canavesani; il tutto all’Officina H di Ivrea.
Le parole del neo presidente
Augusto Geminiani, classe 1973, ingegnere, è oggi Direttore Generale di Sinterloy di Castellamonte ed è nipote di quell’Augusto che nel 1935 fu tra i primi in Italia a occuparsi di sinterizzazione del metallo duro. Le prime parole del nuovo Presidente di Confindustria Canavese sono state di ringraziamento per la fiducia accordatagli che “rappresenta per me un incoraggiamento prezioso” e di riconoscimento del territorio come una comunità imprenditoriale straordinaria che investe in energie, idee, risorse. Geminiani sottolinea la grande storia industriale del Canavese, le competenze diffuse, la capacità di innovazione e la “concretezza che da sempre contraddistingue il nostro modo di fare impresa”.
Il suo programma di presidenza passa per le relazioni, il confronto e la collaborazione perché, dice, “la forza di Confindustria Canavese risiede nella sua comunità e nella capacità di fare squadra”. Per perseguire gli obiettivi del programma promette “un confronto diretto con le realtà imprenditoriali del territorio, dalle più grandi alle più piccole: ascoltarne esigenze, progetti e difficoltà è fondamentale, perché credo che un’Associa-zione possa essere realmente efficace solo se conosce da vicino le imprese che rappresenta. È da questo confronto che possiamo individuare le priorità e costruire risposte utili”. Non poteva mancare, nelle parole del neo presidente, l’accenno ai “cambiamenti profondi e spesso molto rapidi: l’evoluzione tecnologica, il costo dell’energia, un quadro internazionale sempre più complesso, le nuove regole e la difficoltà nel reperire competenze qualificate. Tutti fattori che condizionano le scelte delle imprese e ne mettono alla prova la capacità di competere”.
A fronte di un tale scenario, Geminiani offre una prima ricetta, basata su un approccio concreto e pragmatico: “Gli obiettivi ambientali e sociali sono importanti, ma devono tradursi in percorsi sostenibili anche dal punto di vista industriale ed economico, che tengano conto della realtà delle imprese e dei tempi necessari per realizzarli”. E poi i giovani e la formazione, la competitività, le aspettative e le aspirazioni, il personale qualificato, la capacità di ascolto e di attrazione delle imprese. Tanti spunti per un percorso da presidente che durerà per i prossimi 4 anni.
Il nuovo Consiglio direttivo
L’Assemblea privata ha inoltre provveduto al rinnovo del Consiglio Direttivo dell’Associazione. Ad affiancare il Presidente Augusto Geminiani nel quadriennio 2026-2030 saranno Ettore Brunero (Bimotor SpA), Alberto Getto (ICAS SpA), Alberta Pasquero (Bioindustry Park Silvano Fumero SpA Società Benefit), Patrizia Paglia (Iltar-Italbox SpA) e Alberto Zambolin (Message SpA).
Il bilancio di Conta
Quattro anni che ieri si sono compiuti per Paolo Conta in “un percorso intenso nel quale tutta la struttura associativa ha lavorato per rafforzare il ruolo dell’Associazione come punto di riferimento per le imprese e come protagonista dello sviluppo del territorio”. Il filo conduttore della presidenza di Paolo Conta è stato quello dei cambiamenti che stanno trasformando economia, tecnologia e società. Da qui è nato il progetto “Scenari”, per comprendere le trasformazioni in atto e costruire una visione condivisa del futuro del Canavese. Un percorso poi sviluppato attraverso “CambiaMenti”, che ha guidato iniziative dedicate all’innovazione e alla digitalizzazione, al rapporto con scuola e formazione e alla valorizzazione del patrimonio culturale del territorio. Particolare rilievo ha assunto il riposizionamento strategico del Canavese, partendo dalla sua storia industriale e dalla tradizione olivettiana, con il progetto “Umanesimo Tecnologico”.
L’obiettivo che Conta si è impegnato a perseguire è stato affermare una visione nella quale la tecnologia non sia un fine, ma uno strumento al servizio delle persone, dell’innovazione sostenibile e della qualità della vita. Da questa impostazione è nata anche l’attenzione alla robotica sociale, con applicazioni in ambiti quali sicurezza sul lavoro, silver economy, sport e benessere. “Lascio l’incarico con gratitudine e orgoglio – ha salutato l’ormai ex presidente di Confin-dustria Canavese –, convinto che il futuro del Canavese non dipenderà soltanto dalle tecnologie e dagli investimenti, ma dalla capacità di mettere al centro persone, competenze, cultura del lavoro e senso di comunità”.
L’assemblea generale
Dopo le 17, l’Assemblea Generale a Officina H di Ivrea (apertasi con l’Inno nazionale e quello europeo suonati dalla Banda musicale di Ivrea) che ha avuto come titolo “Il sorpasso: scuola guida nell’era dell’AI” e dove imprese, università ed esperti hanno discusso le trasformazioni che la nuova tecnologia sta portando nella nostra vita privata, nel mondo del lavoro e della formazione.
Quale rapporto si sta delineando tra l’essere umano e l’intelligenza artificiale? Come cambieranno la formazione, il lavoro, la leadership e i processi decisionali nelle imprese? Sono state le domande a cui hanno dato delle risposte gli invitati e i partecipanti, autorevoli rappresentanti della ricerca e dell’impresa, della finanza e del mondo accademico, per riflettere sulle profonde trasformazioni generate dall’intelligenza artificiale e sulle competenze necessarie per governare il cambiamento. L’intelligenza artificiale non rappresenta soltanto una rivoluzione tecnologica, ma una trasformazione culturale che coinvolge sistemi educativi, organizzazioni e comunità, è stato più volte ribadito.
Con questa Assemblea Confindustria Canavese ha voluto offrire un’occasione di confronto autorevole e concreto per comprendere come affrontare il cambiamento e coglierne le opportunità. L’evento è stato aperto dai saluti istituzionali di Maurizio Marrone, vicepresidente della Regione Piemonte, del vicesindaco della Città Metropolitana di Torino, Jacopo Suppo, del Sindaco di Ivrea Matteo Chiantore e del Presidente della Camera di commercio di Torino Massimiliano Cipolletta.
Al microfono poi l’ormai ex presidente Paolo Conta che simbolicamente ha passato il testimone al suo successore Augusto Geminiani per i saluti istituzionali.
Dibattiti e discussioni
L’Assemblea è entrata nel vivo della tematica con una prima sessione di lavori, intitolata “Intelligenza Artificiale e Formazione. Il nuovo modello educativo”, che ha visto intervenire Elena Maria Baralis, Prorettrice del Politecnico di Torino, Raffaele Oriani, Dean della LUISS Business School, e Marco Pironti, Vicerettore per l’Innova-zione e la valorizzazione delle conoscenze dell’Università di Torino. Il confronto ha approfondito l’impatto sempre più significativo dell’intelligenza artificiale sui sistemi educativi e le trasformazioni che sta introducendo nei processi di apprendimento, con particolare attenzione alle competenze richieste dal mercato del lavoro, dove la collaborazione tra persone e tecnologie intelligenti sarà sempre più centrale.
Il dibattito è proseguito con “La sindrome di Messi”, un dialogo tra il giornalista Angelo Boccato e Cesare Pozzi, professore ordinario di Economia Industriale ed Economia Politica alla LUISS Guido Carli. Al centro della conversazione, le potenzialità di un modello di sviluppo economico fondato soprattutto sulle qualità maturate nella storia economica e sociale italiana, piuttosto che sull’imitazione di modelli statunitensi o cinesi.
A seguire, “Imprenditore e AI: copilota o sostituto?” che ha affrontato il rapporto tra tecnologia e leadership aziendale. Giovanni Giamminola, esperto di AI Transformation & Governance for CEOs and Boards e Affiliated Fellow UCL CSB, ha sottolineato come considerare l’intelligenza artificiale esclusivamente come uno strumento di efficientamento aziendale rappresenti una visione limitante delle sue potenzialità.
Le sfide del futuro
Le conclusioni sono state affidate ad Alessandro Balboni, Responsabile Innovation Business Development di Intesa Sanpaolo Innovation Center, che ha portato il punto di vista di una realtà impegnata ad accompagnare imprese ed ecosistemi nell’adozione dell’innovazione, mettendo in relazione nuove tecnologie, competenze e bisogni del sistema produttivo.
“Il confronto di oggi – ha sottolineato Balboni – ha evidenziato come, per cogliere pienamente le opportunità offerte dalle nuove tecnologie e, in particolare, dall’Intelligenza Artificiale, sia fondamentale accompagnarne l’adozione con un investimento altrettanto importante sulle persone, sulle competenze e sul change management. La sfida sarà formare persone che sappiano usare queste tecnologie per potenziare ulteriormente le competenze distintive che il mondo ci riconosce: il codice è e sarà sempre più una commodity, ma il patrimonio di dati, conoscenze ed esperienza accumulato dalle aziende rappresenta un valore strategico da preservare e valorizzare”.


