Diceva Marcel Proust che “il vero viaggio non consiste nel cercare luoghi nuovi, ma avere nuovi occhi“: e Marco Marcarelli, torinese, ha messo in pratica questo pensiero proponendo, con i suoi biglietti ferroviari dipinti, nuove visioni della vita.

La vita che è un viaggio non sempre agevole, molte volte faticoso e laborioso; sta a noi cercare compagni che ci prendano per mano e consentano di attraversare i guadi più impervi.

Il pittore ha esposto, alla biblioteca “Nelson Mandela” di Castagneto, 300 opere assai gradevoli.

Macchinista delle Ferrovie dello Stato, dopo essere passato per l’esperienza dei lavori grandi, ha deciso di dedicarsi a piccole cose, quei lavori che si fanno in poco tempo: ciò che si dipinge mette più a fuoco la realtà.

Così ha riciclato i biglietti di colore ocra che andavano di moda anni fa e li ha fatti diventare piccoli capolavori.

Il biglietto ha in sé una carica emotiva e concettuale legata al tempo inteso come percorso, come movimento, nella metafora del viaggio della vita.

La mostra è divisa in più sezioni: natura, persone, passaggi, voli, città e corpi.

Sulla dimensione orizzontale prendono vita scorci di Torino, Venezia, Roma, Parigi, ma anche corpi aggrovigliati nella lotta e persone sedute sulle panchine del parco che meditano sulla loro esistenza, uccelli e insetti che si librano nel cielo.

La natura è lo sfondo su cui si inseriscono le storie.

E le storie esprimono una tensione verso l’alto, verso il Divino.

Una mostra che trasporta, che fa riflettere sulle persone che abbiamo intorno e a cui spesso non diamo il giusto peso perché anche noi, presi dalla frenesia della vita, non abbiamo tempo di ascoltare chi vorrebbe raccontare le proprie esperienze.

f.s.