Una Chiesa più missionaria, capace di dialogo e vicina alle ferite del mondo. È questo il messaggio che emerge dalla sessione primaverile del Consiglio Episcopale Permanente della Conferenza Episcopale Italiana, conclusasi mercoledì 25 marzo sotto la presidenza del cardinale Matteo Zuppi. Al centro dei lavori, uno scenario globale segnato da conflitti, tensioni sociali e crisi di speranza, soprattutto tra le nuove generazioni. I vescovi parlano di “ferite profonde” che attraversano il mondo contemporaneo e chiamano la Chiesa a rispondere con uno stile di prossimità, fraternità e ascolto. I presuli denunciano il rischio che la guerra diventi uno strumento ordinario per risolvere le controversie e mettono in guardia dall’assuefazione a un linguaggio che la giustifica.
L’invito è chiaro: educare alla pace, sostenere la diplomazia e rafforzare il diritto internazionale. In questo contesto, viene rilanciato anche il ruolo dell’Europa come soggetto capace di promuovere giustizia, libertà e tutela dei diritti. Non manca una denuncia esplicita dello “scandalo degli armamenti”, con l’appello a una presa di coscienza collettiva e a percorsi educativi orientati a una “pace disarmata e disarmante”.
Uno dei passaggi più significativi riguarda i giovani. I vescovi li descrivono come segnati da inquietudine e precarietà, spesso incapaci di immaginare il futuro, ma al tempo stesso profondamente alla ricerca di punti di riferimento. Le nuove generazioni – si legge nel documento finale – chiedono parole credibili, adulti autorevoli e una presenza capace di accompagnare e orientare, offrendo ragioni di speranza davanti alle difficoltà del presente.
Tra le decisioni più rilevanti, il Consiglio Permanente della Cei ha dato il via libera alla proposta di proclamare il beato Rosario Livatino patrono dei magistrati. La proposta dovrà ora passare al vaglio della prossima Assemblea Generale e, successivamente, ottenere la conferma del Dicastero vaticano competente. I vescovi hanno sottolineato l’attualità della sua testimonianza: un giudice ucciso dalla mafia, simbolo di giustizia vissuta come vocazione e fede.
Ampio spazio è stato dedicato anche al Cammino sinodale e alle priorità future: conversione missionaria, trasmissione della fede e corresponsabilità ecclesiale. Sul piano concreto, i vescovi hanno avviato uno studio per la revisione dell’iniziazione cristiana; approvato nuove linee su padrini e madrine e definito un documento sulla gestione dei fondi 8xmille basato su trasparenza, tracciabilità e rendicontazione.
Da questa sessione della CEI emerge un indirizzo chiaro: in un tempo segnato da guerre, divisioni e smarrimento, la Chiesa italiana vuole rafforzare il proprio ruolo come spazio di incontro, speranza e responsabilità.


