Elisa Vanin ed Elena Piretto, già ideatrici della rassegna “Immaginando” del Cai chivassese, propongono in questo scorcio di fine inverno (o troppo incipiente primavera) la serie di incontri “Quattro chiacchiere in sede” su diversi argomenti.

Lo scorso venerdì si è tenuto il primo, cui ha partecipato un numeroso pubblico, molto attento e interessato.

D’altra parte sia la relatrice che l’argomento erano accattivanti: Laura Rebora, veterinaria e operatore naturalistico e culturale del Cai, ha parlato… di zecche nella conferenza che aveva per titolo, appunto, “Le zecche: conoscerle bene per evitarle al meglio”.

Le zecche sono artropodi parassiti che si stanno propagando in maniera esponenziale, viste le condizioni climatiche attuali.

Come tutti gli insetti, hanno un’evoluzione: uovo, larva, ninfa, adulto e deposizione uova.

Si nutrono di sangue, non saltano, non volano, vivono fino a 1800 metri di quota, sull’erba e gli arbusti; aspettano pazientemente l’ospite per attaccarsi.

Si conoscono circa novecento specie di zecche nel mondo, in Italia se ne contano trentasei.

Comunemente si parla di zecche del cane e del bosco.

Temperatura, umidità, stalle, pascoli e ricoveri degli animali sono gli elementi migliori per la propagazione dei fastidiosi insetti.

La puntura di una zecca è indolore, perché la saliva dell’insetto contiene un principio anestetico, ma è pericolosa per l’uomo perché può provocare malattie che non tutti i medici sanno diagnosticare.

La relatrice ha presentato alcune malattie che possono svilupparsi: la Borrelliosi o malattia di Lyme, la Rickettsiosi o febbre bottonese, l’En-cefalite virale o Tbe, l’Ehrel-chiosi e l’Anaplasmosi e la Tularemia.

Tutte presentano gli stessi sintomi: malessere, spossatezza, febbre e cefalea; in alcune si osservano macchie cutanee, in altre problemi gastrointestinali e infiammazioni delle ghiandole linfatiche con evidenti cisti che devono essere rimosse chirurgicamente.

La Tularemia si può sviluppare anche ingerendo alimenti infetti, come acqua, latte crudo e carne non perfettamente cotta.

Laura ha poi offerto informazioni sul vestiario da indossare, in condizione di rischio zecche: pantaloni chiari e gambiere infilate nelle calze; e poi il controllo della pelle e soprattutto l’esplorazione delle zone più calde e umide del corpo, come ascelle ed inguine; lo scuotimento e la spazzolatura accurata degli abiti.

Nel caso in cui ci si accorgesse di essere stati vittima di una zecca è necessario rimuoverla con una pinzetta, andando il più vicino possibile alla pelle, senza schiacciare l’insetto che deve essere conservato in carta stagnola nel freezer per poterlo analizzare nel caso in cui si sviluppi la malattia, disinfettare ma non con liquidi colorati (come Betadine o Eosina) per poter controllare la zona del morso.

Molte sono state le domande del pubblico, soprattutto riguardo agli animali domestici che talvolta accompagnano gli escursionisti.

Il prossimo incontro si terrà venerdì 10 marzo, mentre oggi, 3 marzo, tempo permettendo si effettuerà la salita in notturna del sentiero Berruti.

Per informazioni www.caichivasso.it. franca sarasso

 

Redazione Web