Clonazione: non basta che funzioni…

Grande scalpore e inquietudine ha suscitato la notizia della clonazione di due scimmie.
E’ questo un lungo passo avanti, rispetto alla clonazione della pecora Dolly, verso la clonazione dell’umano.

Ed è a mio parere illusorio pensare che questo non avverrà solo perché non serve, come preconizza il genetista Giuseppe Novelli, rettore dell’università Tor Vergata di Roma, o perché non è eticamente corretto.

E’ invece molto più probabile che avvenga, come avverte Antonio Scurati, non appena questo sarà possibile.

Gli scienziati cinesi che hanno portato a termine con successo la clonazione delle scimmie accampano motivi etici riguardanti la sperimentazione; non penso che questa sia la motivazione prima, è invece del tutto plausibile che sia stato fatto semplicemente perché è stato possibile farlo.

E’ opinione comune che la tecnica con le sue innovazioni, sia sostanzialmente neutra, rimandando all’utilizzo delle stesse l’atteggiamento eticamente corretto. Il tecnicismo porta fuori dalle categorie di bene e male.

La tecnica, secondo Umberto Galimberti, che lo si voglia o no, non è più uno strumento a nostra disposizione, non agisce secondo un fine, uno scopo, ma semplicemente “funziona”. In questo funzionamento crea l’ambiente nel quale viviamo. Quindi la tecnica stessa diventa il fine che di volta in volta sposta l’asticella delle proprie conquiste sempre un po’ più in alto.

(continua a pag. 2)

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