Quale grazia ci viene donata attraverso la testimonianza del Battista raccontata nel vangelo di questa domenica!
Giovanni ci indica Gesù con parole che squarciano il velo: “Ecco l’agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo“. Non un agnello qualsiasi, ma “l’Agnello”: quello vero, quello definitivo.
Riflettiamo: l’agnello pasquale che liberò Israele dalla schiavitù, il servo sofferente che porta su di sé le nostre iniquità, simbolo di mansuetudine e innocenza. Tutto questo si compie in Cristo!
Egli arriva nel punto più basso della nostra miseria per risollevarci, si lascia trafiggere pur di convincerci del suo amore, dona la vita per salvare la nostra.
E noi, riconosciamo davvero in Gesù questo Agnello che ci libera? O ci siamo assuefatti alle parole che il sacerdote pronuncia prima della comunione, lasciando che scivolino via “nell’acqua della banalità”?
Giovanni annuncia anche che Gesù “battezza nello Spirito Santo“, ci immerge nella vita intima di Dio. Questo cambia tutto!
La vita cristiana non è uno sforzo morale, ma innanzitutto vita nuova nello Spirito. È Dio che trasforma il cuore, rinnova desideri e azioni.
Quando ci scoraggiamo nel cammino di conversione, riduciamo forse la fede a sporadici sforzi volontaristici? Invochiamo con fiducia questo dono dello Spirito, oppure contiamo solo sulle nostre forze?
C’è poi un altro aspetto che tocca il cuore della testimonianza: Giovanni non porta a sé, ma a Gesù. Giovanni è come un dito puntato verso il cielo, un segnaposto del “Totalmente Altro”.
E noi? Nelle nostre relazioni, sappiamo farci da parte quando necessario? O cerchiamo di legare a noi chi ci è affidato, diventando ostacolo anziché ponte verso Cristo?
Gv 1,29-34
In quel tempo, Giovanni, vedendo Gesù venire verso di lui, disse: «Ecco l’agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo! Egli è colui del quale ho detto: “Dopo di me viene un uomo che è avanti a me, perché era prima di me”. Io non lo conoscevo, ma sono venuto a battezzare nell’acqua, perché egli fosse manifestato a Israele».
Giovanni testimoniò dicendo: «Ho contemplato lo Spirito discendere come una colomba dal cielo e rimanere su di lui. Io non lo conoscevo, ma proprio colui che mi ha inviato a battezzare nell’acqua mi disse: “Colui sul quale vedrai discendere e rimanere lo Spirito, è lui che battezza nello Spirito Santo”. E io ho visto e ho testimoniato che questi è il Figlio di Dio».


