Da Ivrea ai confini del mondo

I diari di viaggio dei giovani salesiani del “Cagliero”
Dieci libretti manoscritti degli anni ‘30 custoditi in direzione

Comincia con questo numero del nostro giornale la pubblicazione a puntate di questi speciali “diari di viaggio” scritti negli anni ’30. Grazie alla preziosa collaborazione di don Enrico Bergadano, direttore dell’istituto salesiano “Cagliero” di Ivrea abbiamo rintracciato dieci piccoli quaderni custoditi gelosamente nell’archivio della Direzione. Copertina nera, come si usava allora. Ogni quaderno è composto di un centinaio di paginette su cui è scritta, in bella grafia, l’inizio dell’avventura in terra di missione dei giovani salesiani che partivano dall’istituto “Cagliero” di Ivrea per raggiungere terre lontane e avvolte nel mistero. Queste pagine, piccolo tesoro storico-documentario, testimoniano, di volta in volta, la trepida attesa della partenza, il commovente distacco dall’amata “casa” di Ivrea, il lungo viaggio in nave e l’arrivo nella sconosciuta terra di missione. Era l’India, la Cina, il Giappone, il Brasile, l’Argentina…
I giovanissimi missionari (18-25 anni) avevano fatto una promessa ai loro compagni rimasti ad Ivrea: quella di mandare il resoconto degli avvenimenti e delle sensazioni vissute in quei mesi favolosi che li avevano visti protagonisti e apripista del metodo educativo di don Bosco in un sogno sognato e poi realizzato: attraversare il mondo e tentare di cambiarlo in meglio. Salgari scriveva romanzi ambientati in terre lontane senza mai muoversi da Verona o da Torino. Questi ragazzi (alcuni di loro diventeranno personaggi importanti e testimoni formidabili del messaggio evangelico in Asia e Sud America) ci hanno lasciato il segno dell’inizio della loro vita ai confini del mondo e del loro entusiasmo giovanile nelle righe di dieci piccoli quaderni. Con la copertina nera, come si usava allora…iniziamo con il “diario dei Madrassesi”cioè da Ivrea a Madras in India. Il libretto ha una specie di introduzione che gli autori indirizzano personalmente ai loro “cari compagni”e poi alcuni divertentissimi “cenni biografici degli eroi di questo diario qui”(cioè gli autori stessi) senza risparmiarsi ironie e punzecchiature reciproche che, nell’ambiente difficile dell’India contribuivano evidentemente a tenere su il morale. Con la prossima puntata entreremo nel viaggio vero e proprio, nel 1935, da Pracharbon fino a Madras, passando ovviamente per Ivrea, Torino, Genova, Napoli, l’isola di Candia, Port Said, Aden, e poi il pieno Oceano sulla motonave Victoria… Buon viaggio, dunque, a tutti i nostri lettori!

Cari Compagni!
Ci sembra di sentire qualcuno di voi esclamare: “Oh finalmente!”. Qualche altro dire almeno tra sé: “Resurrexit!”. Gli uni e gli altri hanno pienamente ragione… Tuttavia siamo contenti di assicurarvi che non abbiam fatto questo ritardo per volontà o negligenza. Sulla nave non ci fu possibile, causa la navigazione un po’ movimentata; al Noviziato ci trovammo subito impegnati nei nostri presenti doveri di Novizi… Come fare allora? Ecco. I sommari appunti presi durante il viaggio ci sono serviti per rievocarlo a puntino; l’abbiamo poi steso in bella durante i pochi istanti liberi dalle nostre occupazioni… Il nostro diario, cari compagni, vuol farvi cosa gradita nel darvi le nostre novità. Avremmo voluto saper scrivere per benino, a fine di riprodurvi al vero certi fatterelli, certi quadretti che vi terrebbero proprio allegri… Ma voi, tuttavia, gradite le nostre notizie come abbiamo potuto e saputo darvi; e scusateci se non appaghiamo in tutto i vostri gusti e desideri, la vostra aspettativa!…
W Gesù e Maria!
W Don Bosco Santo!

 

Tirupattur, 18 gennaio 1936 –XIV E.F.
Vostri aff.mi Compagni Madrassesi
Ch.co Leopoldo Lupi
Ch.co Seravino Piero Colombo
Ch.co Vittorio Uboldi

Cenni Biografici degli Eroi di questo Diario qui
Uboldi, come sapete, nacque in un paese nei pressi di Saronno. Alla sua nascita le campane suonarono a distesa, annunciando a tutto il mondo la venuta del grande e multiforme uomo… I suoi primi diciotto anni li trascorse dentro le sue scarpe; adesso poi in quelle della Missione invece… Quando da occidente ad oriente sentì eccheggiare una voce che lo chiamava, egli lasciò ciò che aveva tra mano e rispose: “Adsum!”. Ed eccolo ora in lontana Missione per compiere in tutto e per tutto la sua volontà! Bonus tamen probusque.

Segue per faccia e multiformità di testa l’illustrissimo Signor, per non dire Commendator Colombo Serafino, il quale non si sa in qual oscura casa della città della Bovisa nacque… Egli, come già è noto a tutti, è insigne per la sua grande agilità e memoria (esempio pratico, il fatto della lettura in Refettorio. Anche ora continua ad essere quello di prima)… Ora avvenne che un giorno passando dal Duomo vi entrò casualmente, e vi sentì una buona parola. Essendo questo giovane molto sensibile, quelle parole fecero il loro effetto, sicché pensò bene di farsi Missionario alla verde età di 31 anni. Ed ora nella Missione in cui si trova, sparge a larghe mani la fame del suo ingegno. Bonus tamen probusque.

Infine ecco il feroce Lupi, che per le sue grandi capacità in ogni campo industriale è stato definito, con grande sua gioia, “Colui che guasta tutto”. Egli nacque pressappoco nel paese in cui nacque Uboldi. I suoi primi 18 anni li spese tutti nel far poco, per non dir niente, e per far disperar la gente di buon senso…

Poi, non sapendo più che cosa fare, pensò bene di farsi Missionario, sperando di trovarsi meglio. Ma anche qui è un guastamestieri e un rompiscatole a tutti quanti!… Bonus tamen probusque.

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