Quella passata è stata una settimana agitata per gli sportivi, sia per i tifosi di calcio che per gli appassionati di tennis. La concitata confusione, almeno per i tifosi, era causata dalla necessità di conquistare un posto in Champions e dalla concomitanza a Roma della finale degli internazionali di tennis con il derby capitolino. Alla fine di un tipico rimpallo di responsabilità tra questura, tribunali e federazioni calcistiche, si è arrivati all’accordo tipicamente mediterraneo di avere la partita di calcio alle 12 e alle 17 l’ultimo atto tennistico romano, per evitare ingorghi e possibili tensioni tra delusi e vittoriosi, per due eventi che si svolgono nello stesso giorno nel complesso sportivo del Foro Italico, sul lungotevere romano.

A Milano, invece, festa per la vittoria dell’Inter che ha dominato il campionato e, coronata d’alloro, osserva i cugini lottare per un risultato importante, ma pur di consolazione. Dopo la partita con il Verona i cortei si sono conclusi con una festa in Piazza Duomo, mentre a Roma il trofeo lo vince Sinner sul danese Ruud.

Ci sono due statue della Vergine che dominano dall’alto questi eventi umani: la Madonnina del Duomo di Milano e la Madonnina di Monte Mario, il colle più alto di Roma.

La più antica è certamente la Madunina, collocata sulla guglia più alta del Duomo ambrosiano nel 1774. Per i milanesi d’ogni fede, anche calcistica, è simbolo religioso e anima stessa della città. La Madonnina veglia sul lavoro, sulle famiglie, sulla laboriosità lombarda, sulle gioie e sulle fatiche di Milano.

La Madonnina romana fu inaugurata nel 1953 come compimento di un voto. Durante la guerra i romani affidarono la città alla protezione della Vergine perché fosse risparmiata dalla distruzione. Pur dopo bombardamenti e persecuzioni, l’esercito tedesco lasciò la capitale, mentre gli alleati vi entravano, senza alcuna forma di violenza. Da quel voto nacque la Madonnina di Monte Mario, segno di gratitudine e continua protezione.

“O mia bela Madunina, che te brillet de lontan” e “Maria, Salus Populi Romani”, che vedete i vostri amati popoli affannarsi e appassionarsi (anche) per le loro squadre e i loro campioni, custoditeli sempre da ogni male in questi tempi così incerti e oscuri, eppure così desiderosi di vita e pace.