Nel vangelo di questa domenica contempliamo un mistero che sconvolge il cuore: il Figlio dell’Altissimo, Colui per mezzo del quale tutto è stato creato, si mette in fila con i peccatori. Gesù scende nelle acque del Giordano non perché abbia bisogno di purificazione, ma perché vuole entrare fino in fondo nella nostra condizione umana.
Che lezione di umiltà!
Il Creatore si fa creatura, l’Innocente si mescola con i colpevoli, il Santo condivide la nostra fragilità.
Giovanni è turbato, come lo saremmo noi: “Sono io che ho bisogno di essere battezzato da te!”. Questo apre ad una domanda: quante volte anche noi vorremmo impedire a Dio di abbassarsi fino a noi? Quante volte ci sentiamo troppo indegni, troppo peccatori, troppo lontani? Eppure Gesù risponde con fermezza: “Lascia fare, perché conviene che adempiamo ogni giustizia”. La giustizia di Dio non è condanna, ma salvezza! Non è distanza, ma vicinanza!
Ecco l’Emmanuele, il Dio-con-noi, che non si vergogna della nostra miseria. Cristo abbraccia la nostra natura segnata dal peccato. Dio non prova disgusto di ciò che in noi non funziona: vi entra dentro per trasformarlo.
E quando Gesù esce dall’acqua, ecco il prodigio: i cieli si aprono. I cieli, chiusi dal peccato dell’origine, ora in Cristo si spalancano di nuovo. La comunione con Dio è ristabilita! E lo Spirito Santo scende come colomba: la dolcezza di Dio che viene ad abitare nell’umanità di Gesù. Poi risuona la voce del Padre: “Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento“. Il Padre rivela chi è Gesù, ma soprattutto rivela come ama: anche noi siamo suoi figli, figli nel Figlio. Ci rendiamo conto di questa dignità immensa? Con il battesimo siamo diventati tempio dello Spirito Santo, un tempio vivente.
Oggi Gesù ci insegna che la via della santità passa attraverso l’umiltà. Egli, che è Dio, non ha considerato un tesoro geloso la sua uguaglianza con Dio, ma ha svuotato se stesso. Così anche noi siamo chiamati a scendere, ad abbassarci, a farci piccoli.
Dai cieli aperti scende sempre lo Spirito su chi accoglie la volontà del Padre. E la voce dell’Amore continua a sussurrare al nostro cuore: “Tu sei amato, tu sei preziosa ai miei occhi, anche se i monti vacillassero, il mio affetto non si allontanerebbe da te“.
Viviamo da figli amati con il cuore pieno di gratitudine: Dio che si è fatto solidale con noi fino in fondo.
Mt 3,13-17
In quel tempo, Gesù dalla Galilea venne al Giordano da Giovanni, per farsi battezzare da lui. Giovanni però voleva impedirglielo, dicendo: «Sono io che ho bisogno di essere battezzato da te, e tu vieni da me?». Ma Gesù gli rispose: «Lascia fare per ora, perché conviene che adempiamo ogni giustizia». Allora egli lo lasciò fare. Appena battezzato, Gesù uscì dall’acqua: ed ecco, si aprirono per lui i cieli ed egli vide lo Spirito di Dio discendere come una colomba e venire sopra di lui. Ed ecco una voce dal cielo che diceva: «Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento».


