Domani

Salvo improbabili ripensamenti dell’ultima ora davanti alla difficile applicabilità del passaporto verde, segnalata da ormai molti imprenditori e lavoratori, domani – unici al mondo – bisognerà essere dotati di apposita tessera per ottemperare a quel diritto al lavoro che sta in testa alla nostra Costituzione.

Sembrava non fosse il caso di arrivare fin qui, davanti ad una situazione epidemiologica alla quale prestare sempre attenzione, ma certamente non così grave e migliore di tanti altri Paesi che hanno allentato la morsa di obblighi e limitazioni.

Ieri nella nostra Regione i nuovi casi erano 195 (pari all’1% dei tamponi eseguiti) a fronte di 227 guariti, 1 decesso, 19 ricoverati in terapia intensiva e 173, in diminuzione, nei reparti. Oggi, è la severa realtà, bisogna fare i conti con un clima che si è surriscaldato, con tensioni evidenti, con proteste (quelle pacifiche e legittime) che non intendono cedere al passare del tempo.

Non ci era sfuggito, nei mesi scorsi, partendo anche dalle nostre piccole esperienze familiari, di quartiere, di comunità, il pericolo di conflitti. E oggi, purtroppo ci siamo dentro. Chi se ne sta accorgendo chiede al governo di guidare la pacificazione, un serio lavoro per allentare le tensioni e ritrovare l’unità nel Paese.

Fino a ieri i green pass scaricati dalla piattaforma nazionale gestita dal Ministero della Salute erano circa 93 milioni, di cui 70 milioni da vaccinazione, 2,1 milioni da certificato di guarigione (validi sei mesi) e quasi 20 milioni da tampone (validi 48 ore). Eppure, solo poco più della metà degli italiani, il 56%, ritiene che il certificato verde sia una misura efficace a ridurre il rischio di contagi e dunque utile nella lotta alla pandemia da Covid-19. Un po’ più ampia (60%) la quota dei cittadini che vede nel green pass uno strumento di responsabilità sociale.

È quanto emerge da una rilevazione dell’EngageMinds Hub, Centro di ricerca dell’Università Cattolica a Cremona, su un campione di oltre 6mila italiani, rappresentativo della popolazione per sesso, età, appartenenza geografica e occupazione.

Per taluni domani sarà il giorno in cui verrà fatto un passo avanti verso la normalità: anche se – ricordiamolo – per andare a cinema, teatro, stadio, la normalità era andarci col biglietto, non con il green pass.

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