Sono rimasto turbato dai recenti fatti di violenza, soprattutto tra giovani e giovanissimi. Ho pensato di scrivere a San Giovanni Bosco. Mi ha risposto!

Carissimo Filippo,
ho ricevuto la tua lettera e ho ben compreso l’angoscia che ti muove nel considerare i gravi disordini che oggi si manifestano tra i giovani. Sono mali che, sebbene assumano forme diverse col mutare dei tempi, affliggono ogni generazione e mettono a dura prova coloro che hanno la delicata missione di educare.

Permettimi di dirti anzitutto che l’educazione dei giovani è opera difficilissima e richiede grande prudenza e ancor più grande carità. Talvolta si rende necessaria la punizione, ma “si ricorra al castigo solo quando ogni altro mezzo sia riuscito inefficace”. Il castigo non deve mai essere il primo rimedio, ma l’ultimo, e sempre accompagnato dal desiderio sincero del bene del giovane.
“Non si punisca mai mentre si è agitati dall’ira”. Quando l’educatore perde la calma, difficilmente saprà conservare la giustizia. È quindi assai meglio rimandare la correzione che farla sotto l’impulso della passione, poiché in tal caso essa non giova, ma nuoce.

Raccomando di evitare con ogni cura le punizioni pubbliche e quelle che umiliano. Feriscono l’amor proprio e chiudono il cuore del giovane, rendendo vano ogni buon proposito. La correzione, quando è necessaria, sia fatta in privato, con parole misurate e con volto sereno, lasciando sempre al giovane la speranza del perdono.

Non perdere mai di vista il principio fondamentale di tutta l’opera educativa: “Che i giovani non solo siano amati, ma che essi stessi conoscano di essere amati”. Senza questa certezza, ogni regola pesa e ogni castigo diventa motivo di amarezza. Dove invece il giovane si sente amato, anche le correzioni più severe vengono accettate e portano frutto.

In tempi difficili come i tuoi, è necessaria la presenza continua dell’educatore, la vigilanza paterna, l’assistenza amorevole. È più facile punire che prevenire, ma la prevenzione è assai più efficace. Ricorda sempre che l’educazione è cosa di cuore, e solo chi riesce a conquistare il cuore dei giovani potrà davvero guidarli al bene.

Non ti scoraggiare. Anche nel giovane più difficile vi è sempre un punto accessibile al bene. Felice quell’educatore che sa scoprirlo e coltivarlo con pazienza e fiducia.

Tuo aff.mo
Sac. Gio. Bosco