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Venerdì 13 marzo, il salone di Via Montenero a Rivarolo Canavese ha ospitato l’evento “Donne Sotto Assedio”, organizzato da ProximaMente APS, Associazione Agorà di Busano, SPI CGIL Coordinamento Donne di Cuorgnè e ANPI sezione di Rivarolo Canavese, Favria e Oglianico.
L’incontro, caratterizzato da una partecipazione straordinaria, ha unito la testimonianza diretta di Martina Marchiò, operatrice umanitaria di Medici Senza Frontiere e “Canavesana dell’Anno 2025”, allo sguardo critico e analitico di Roberta Lippi, giornalista, autrice e podcaster esperta di manipolazione e violenza relazionale.
Ad aprire la serata è stata Helen Ghirmu, presidente di ProximaMente APS, che ha sottolineato l’importanza di “presidiare con impegno e partecipazione” parole chiave come Femminismo, Memoria, Antifascismo, Umanità e Gioia — valori centrali del manifesto dell’associazione.
La “Gioia” di ProximaMente, ha spiegato Ghirmu, è un sentimento comunitario che si traduce in Pace, Condivisione e Comunità. Così anche Andrea Bo, presidente di Agorà APS di Busano, ha ribadito l’urgenza di affrontare temi profondi e strutturali anche nelle realtà locali, evidenziando il ruolo cruciale della partecipazione attiva.
L’intervento di Gabriella Meaglia per l’ANPI ha posto una domanda destinata a risuonare per tutta la serata: “Oltre la cronaca e la testimonianza, cosa provano le donne di cui parliamo? Cosa sentono e cosa sperano per il loro futuro e per quello delle loro figlie?”.
Il SPI CGIL Coordinamento Donne, rappresentato dalle “donne resistenti del Canavese” Maria Luisa Beltramo, Fernanda Penasso e Alda Porta, ha riportato l’attenzione sul significato storico della Giornata Internazionale della Donna e sul simbolo della mimosa, sottolineando la forza che nasce dal coordinamento femminile.
Il corpo femminile come fronte di guerra
L’evento ha approfondito il tema del corpo femminile come ultimo fronte dei conflitti mondiali, dove stupro, deprivazione sanitaria e sottomissione psicologica diventano armi di controllo sistemico. Attraverso le testimonianze di Martina Marchiò — dalle missioni a Gaza, Repubblica Democratica del Congo, Mozambico, Messico e Afghanistan — e l’analisi di Roberta Lippi, il pubblico ha potuto comprendere i meccanismi di violenza che colpiscono le donne in contesti di guerra e oppressione direttamente vissuti dalla nostra Martina: dal Mozambico con donne costrette a fuggire tra le fiamme per sfuggire a torture e prigionia, alla Repubblica Democratica del Congo con vittime di violenze atroci che causano emarginazione dalla famiglia e dalla società, all’Afghanistan, in cui dal 2021, vige privazione del diritto al lavoro, all’istruzione e alla libertà di movimento, al punto tale di non poter essere salvate dalle macerie di un terremoto perché l’uomo non può toccare la donna e al punto che tra qualche anno non ci saranno nemmeno dottoresse, infermiere, ostetriche per curare i corpi femminili; a Gaza dove impera anche la morte per infezioni a causa della mancanza di acqua e igiene, con conseguenze devastanti sulla salute femminile; fino al Messico luogo in cui sono all’ordine del giorno abusi e rischio di gravidanze forzate durante la migrazione verso gli USA.
L’incontro è stato un vero e proprio appello a non distogliere lo sguardo.
La serata ha anche avuto un risvolto concreto: grazie alla generosità dei partecipanti, sono stati raccolti 859,00€, che verranno devoluti a tre famiglie palestinesi. Un ringraziamento speciale va a Martina Marchiò e Roberta Lippi per essersi donate alla nostra comunità.
Quattro associazioni, quattro voci unite per un obiettivo comune: denunciare, riflettere e agire contro ogni forma di violenza sulle donne, anche nel Canavese.



