Dotati d’amore, se non di talenti

(Cristina Terribili)

Cara piccola Kashe,

che bello aver visto il tuo sorriso, la tua vitalità, la tua gioia e tutte le cose che sai fare e che già conosci! Che bello vedere i tuoi genitori impegnati a farti giocare, rispondere alle tue domande, osservatori sicuramente un po’ stupiti del genio che a due anni già sei e che ti ha consentito di entrare nel club Mensa. L’intelligenza, d’altro canto, è proprio questo: la capacità e la velocità di elaborare una serie di informazioni per generare altre conoscenze.

L’intelligenza non è la mera collezione di informazioni, non è sapere tutto di un unico argomento: l’intelligenza è la somma di una serie di abilità mentali e della creatività che le accompagna. Non è sempre semplice accorgersi dei bambini plusdotati – o con Alto Potenziale Cognitivo (APC), come si dice da noi – e il tuo pediatra è stato bravo a cogliere i segnali che gli hai inviato e a consigliare i tuoi genitori sul da farsi.

Per qualsiasi genitore il proprio figlio è migliore degli altri e detiene un talento assoluto. In realtà, cara Kashe, i bambini come te, sono pochi nel mondo. Io che valuto le capacità cognitive di bambini e di adulti da tanti anni, ho conosciuto solo due bambini come te. Ora sono grandi, stanno completando gli studi, anche se non è stato sempre facile e stanno trovando il loro posto nel mondo. La cosa più difficile e faticosa è stata proteggerli da un contesto che non li comprendeva, che faticava a mettersi al loro passo, che non sapeva bene come valorizzare i loro talenti per farne dono anche agli altri.

Forse, cara Kashe, quello che mi ha commosso di più nel vederti nel video, è stato l’impegno dei tuoi genitori ad aprire un piccolo spazio dove farti giocare con altri bambini, permettendo a te che sei un piccolo genio, di essere anche una bambina di soli due anni. Insieme ai tuoi amichetti vi divertirete a scoprire, imparare, conoscere.

Caro genitore,

(non di Kashe ma) di quel bambino che hai portato a forza nel mio studio per farlo esaminare, perché convinto che picchiasse gli altri, rispondesse male agli insegnanti, dormisse in classe, si muovesse in continuazione soltanto perché dotato di abilità superiori, e quindi incompreso… spero che aver visto il video della piccola Kashe (e dei suoi genitori) ti abbia aiutato a capire la differenza.

Il tuo è sicuramente un bambino speciale, bellissimo e bravissimo come per ogni genitore ogni figlio dovrebbe essere: ma se ti ostini a cercare in lui un talento che non ha, invece di aiutarlo lo metti in difficoltà. Svilup-pare il potenziale di ogni bambino è sicuramente parte del lavoro della famiglia e della scuola, però l’importante è rendersi conto dei suoi tempi e dei suoi bisogni. Ho visto il tuo bambino esausto per tutte le lezioni che era costretto a frequentare, per il divieto a fare un giro in bicicletta o a partecipare ad una festa dei compagni perché non poteva saltare un incontro che tu ritenevi improcrastinabile.

Ho visto il suo volto triste, gli occhi spenti, la fatica di farsi carico delle tue (non sue) aspettative, gli ho visto negare le sue difficoltà oggettive…

Forse vale la pena capire che il “Mensa” (l’associazione internazionale senza scopo di lucro nata il 1° ottobre 1946 a Oxford, e della quale “possono essere membri le persone che abbiano raggiunto o superato il 98° percentile della popolazione mondiale del QI”) nasce a protezione di chi ha talento, per favorire scambi e socializzazioni, anche matrimoni.

È un posto in cui si parla di cose che alla stragrande maggioranza delle persone non interessano, ma serve anche per studiare, per confrontarsi e per fare amicizia.

Riconoscere e amare ciò che si è, è il primo passo per essere dotati. Magari di amore, e al di là di qualunque quoziente intellettivo.

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