Oltre metà delle strutture che hanno aderito a Fabbriche Aperte Piemonte ha già raggiunto il tutto esaurito. Le iscrizioni, chiuse lo scorso lunedì 13 ottobre, hanno visto l’assegnazione di 8.500 posti per le visite che si terranno dal 15 al 17 ottobre. L’iniziativa della Regione Piemonte, che apre i cancelli del mondo produttivo ai cittadini, ha attirato un interesse superiore alle aspettative, confermando la forte curiosità della popolazione verso il “cuore” industriale del territorio.
In totale, sono stati predisposti 717 percorsi di visita all’interno di 137 aziende presenti in tutte le province piemontesi. L’obiettivo è semplice: permettere a chiunque di entrare nei reparti, nei laboratori e nei centri di ricerca per vedere da vicino come prende forma il futuro industriale della regione.
Una mappa variegata dell’industria locale
I numeri parlano chiaro sulla varietà del tessuto produttivo piemontese. Il comparto della meccanica, metalmeccanica e automazione guida le adesioni con 37 realtà, seguito dal settore alimentare e delle bevande con 24 aziende.
Ma la diversità è la vera nota di słenco. Anche l’ambito chimico, farmaceutico, biomedicale e delle materie plastiche conta 12 partecipazioni, mentre i settori dell’energia, dell’acqua, dell’ambiente, dell’edilizia e dell’arredo ne contano 11. Completano il quadro l’elettronica e l’ICT (10), il tessile e la moda (10), l’automotive e l’aerospazio (8), il packaging e la grafica (7), i servizi e la formazione (5) e, infine, l’artigianato artistico e audiovisivo con 4 realtà.
Lungo i percorsi, i cittadini non saranno accompagnati da semplici guide, ma dai protagonisti stessi del lavoro quotidiano: tecnici, operai, progettisti e responsabili di produzione. Saranno loro a raccontare le tecnologie, le competenze e il lavoro di squadra che permette ai prodotti “made in Piemonte” di arrivare sui mercati internazionali.
I tour dell’assessore e il sostegno europeo
L’inaugurazione ufficiale della manifestazione è già iniziata con un tour guidato dall’assessore regionale alle Attività Produttive, Andrea Tronzano. L’assessore ha visitato tre realtà considerate emblematiche per il territorio: il Maglificio Po – Oscalito, la Centrale del Latte d’Italia a Torino e la società LICAT a Orbassano.
«Fabbriche Aperte rappresenta una vetrina per raccontare un Piemonte dinamico, che fa dell’innovazione, della ricerca e della sostenibilità i propri capisaldi», ha dichiarato Andrea Tronzano durante i sopralluoghi. L’assessore ha aggiunto che aprire i cancelli delle imprese serve a mostrare la qualità del lavoro svolto sul territorio e a dare merito alle persone che ne costituiscono il motore. «Attraverso questo percorso mettiamo in luce la capacità del Piemonte di coniugare tradizione manifatturiera e trasformazione tecnologica, dimostrando come la ricerca e lo sviluppo abbiano un impatto diretto sulla vita quotidiana e sul benessere delle persone».
Investimenti e infrastrutture
L’evento non è solo una scelta di comunicazione, ma anche il risultato di un piano di investimenti strutturale. Fabbriche Aperte si inserisce nelle azioni del Programma Regionale del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (PR FESR 2021-2027). Si tratta dello strumento finanziario dell’Unione Europea, gestito dalla Regione Piemonte e dallo Stato, che sostiene la crescita tecnologica e aziendale.
Attraverso il PR FESR, la Regione ha messo a disposizione circa 1,3 miliardi di euro, attivando oltre 60 bandi. Tra le opportunità già operative per le imprese ci sono i fondi per la digitalizzazione, l’efficientamento produttivo, la promozione delle energie rinnovabili e le misure per l’attrazione degli investimenti.
L’iniziativa serve proprio a rendere visibili i risultati concreti di queste progettualità cofinanziate. Come riporta la campagna istituzionale, l’obiettivo è ricordare un messaggio preciso: “L’Europa investe sul Piemonte, il Piemonte investe su di te”.
Tutte le schede delle singole aziende e i dettagli dei percorsi sono consultabili sul sito ufficiale www.fabbricheapertepiemonte.it.


