Gea: “Investimenti ed export con Industria 4.0”

Fabrizio Gea alla Confindustria di Verona

Anche Fabrizio Gea, Presidente di Confindustria Canavese era a Verona, venerdì 16 febbraio per l’Assise degli Imprenditori italiani sulle prospettive dell’Industria 4.0.
E proprio al tema della trasformazione competitiva digitale che Gea ha dedicato la sua relazione incentrata su “L’impresa che cambia”, e basata sul lavoro svolto nell’ultimo anno dai DIH ( Digital Innovation Hub). Ne risulta che le imprese italiane sono già più che competitive, ma devono ulteriormente investire su digitalizzazione dei processi, investimenti in ricerca e innovazione, crescita dimensionale e rafforzamento finanziario di PMI.

“Abbiamo costruito la Rete Nazionale DIH attivando uno di questi Hub in ogni Regione, con un coordinamento Nazionale e un Executive Team dei Direttori – ha detto Gea -. E’ stato superiore al milione di euro l’investimento complessivo fatto dalle territoriali di Confindustria nel solo 2017 per sostenere lo sviluppo del Piano Industria 4.0, un Piano fatto di misure e benefici fiscali che hanno portato ad un aumento del 30% degli investimenti privati e del 7% dell’export, e di misure strutturali quali i Digital Innovation Hub, che servono a realizzare un cambio culturale della visione imprenditoriale legato all’innovazione e alla digitalizzazione dei sistemi produttivi”.

“L’impegno è stato notevole: lo scorso anno si sono svolti incontri con più di 10 mila imprenditori, che hanno gettato le basi della ‘Fase 0’, la consapevolezza dell’importanza della trasformazione digitale nelle aziende – ha ribadito Gea -. La successiva ‘Fase 1’ prevede l’attuazione del progetto di trasformazione digitale delle aziende, ma è importante, che il prossimo Governo seguiti nel dare continuità alle politiche di Impresa 4.0”.

Diversi gli interventi che si sono susseguiti a Verona, volti a presentare una sorta di piattaforma di richieste per il nuovo Governo: più lavoro, più crescita, meno debito, ed un piano di investimenti di 250 miliardi in 5 anni mirato su infrastrutture, cuneo fiscale, occupazione dei giovani. Ma la parola d’ordine è stata “innovazione”, punto fermo dello sviluppo e della riduzione del debito, passando per la trasformazione digitale, come fattore determinante per la crescita e la competitività del sistema impresa.

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