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Domenica 8 novembre si celebra in Italia la 76ª Giornata del Ringraziamento, dedicata quest’anno alle aree interne. Sono le montagne, le colline, le città piccole e medie, i paesi e i borghi: l’Italia che sta fuori dalle grandi città, dalle autostrade e dai distretti industriali. Per la diocesi di Ivrea è il Canavese.
«Non fa rumore, ma tiene in vita il Paese», scrivono i vescovi italiani nel messaggio per la Giornata. Quest’Italia, aggiungono, custodisce relazioni, paesaggi e tradizioni.
Cosa dice il messaggio per la Giornata del Ringraziamento
Per i vescovi quella delle aree interne non è una realtà marginale, né un residuo del passato. Ci «circola ancora la linfa della vita civile», e agricoltura e allevamento, oggi anche grazie alla tecnologia, restano essenziali per la cura del territorio.
I luoghi fanno parte della storia comune, ma rischiano di essere dimenticati. Crescono spopolamento e impoverimento, soprattutto per la partenza dei giovani. Papa Francesco, nella Laudato si’, ricordava che «suolo, acqua, montagne, tutto è carezza di Dio».
La lettera aperta firmata a Benevento
Dal 2021 alcuni vescovi si incontrano per riflettere sulla condizione di questi territori e cercare possibili risposte. Il confronto è approdato a una lettera aperta a Governo e Parlamento, sottoscritta a Benevento il 26 agosto 2025 da 141 tra cardinali, arcivescovi, vescovi e abati. C’era anche mons. Daniele Salera, vescovo di Ivrea, con altri presuli piemontesi.
Il testo chiede di costruire partecipazione e confronto, senza rassegnarsi all’abbandono.
La Commissione episcopale per i problemi sociali invita a respingere l’idea di un solo modello di sviluppo, di un solo modo di abitare, di un’unica idea di nazione. Servono politiche per agricoltura e allevamento, mobilità, sanità, istruzione e integrazione dei nuovi lavoratori. Anche le comunità cristiane, dice la Commissione, possono e debbono contribuire.
Il punto, per i vescovi, riguarda il futuro di tutto il Paese. Sacrificare alcune aree in nome di uno sviluppo concentrato altrove vuol dire impoverire l’Italia intera e rinunciare a un patrimonio di ambiente, cultura, lavoro e legami sociali.
La Giornata del Ringraziamento si celebra in Italia dal 1951, per rendere grazie a Dio dei frutti della terra.


