“I crocifissi nelle camere d’ospedale non danno fastidio”

Lorenzo Ardissone, direttore generale dell’ASLTO4, afferma che i crocifissi nelle camere dei degenti in ospedale “non danno certamente fastidio” e che il loro reinserimento sulle pareti fa parte di una “questione di ordine. Abbiamo fatto lavori di ritinteggiatura delle stanze di degenza col risultato che alcuni crocifissi si sono persi o rotti. Certe camere li avevano, altre no, così ho deciso di ripristinarli. Per ordine appunto. I Crocifissi da noi ci sono sempre stati e non sarò io a cambiare”.

La lettera per riposizionare i crocifissi era firmata dal dottor Alessandro Girardi, direttore dell’ospedale di Chivasso e di quello di Settimo Torinese. Per alcuni si tratta di una scelta inopportuna vista la società multiculturale in cui ormai viviamo. Non di questo avviso il vescovo di Ivrea, Mons. Edoardo Cerrato il quale interpellato sulla vicenda, in una nota, ha affermato di aver preso atto delle dichiarazioni del direttore generale della Asl To4, Lorenzo Ardissone in merito alla restaurazione dei crocifissi nelle camere degli ospedali. “Pur essendo del tutto estraneo alla scelta, che è di competenza del direttore generale della ASL – il Vescovo dichiara –  di condividere quanto il direttore ha affermato e le ragionevoli motivazioni che hanno suggerito la sua scelta”.

Sulla vicenda interviene anche Cesare Pianasso, senatore della Lega, il quale afferma che «il crocifisso rappresenta le nostre radici culturali cristiane e bene ha fatto l’Asl TO-4 a rimetterlo nelle stanze dell’ospedale di Chivasso». Per Pianasso il crocifisso è un simbolo che va al di là della fede religiosa e francamente, mi sembra inconcepibile che nel 2019 in Italia si continui a fomentare una polemica sulla presenza del crocifisso in un luogo pubblico. Ma non mi stupisco: del resto, le critiche arrivano dai soliti ambienti di sinistra, la cui politica è chiaramente indirizzata allo smantellamento delle nostre tradizioni e della nostra cultura, contro tutto quello che rappresenta l’essere italiani”.

 

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