Nel 2025 tre imprese su cinque del sistema confindustriale piemontese hanno avuto rapporti abituali con l’estero. Di queste il 40% segnala un aumento del proprio export, stabili invece i risultati per un altro ulteriore 35,5%, nonostante le turbolenze geopolitiche degli ultimi anni. Le migliori performance arrivano dai comparti alimentare (+63,6% delle imprese segnala un aumento), chimico (+58,6%), trasporti (+57,1%) e legno (+50%).
Francia, Germania e Stati Uniti restano i mercati di riferimento, seguono Spagna, Regno Unito, Svizzera e Polonia. Bene anche altri mercati extra-Ue come Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita, India, Giappone, Canada e Cina. Sono queste le principali evidenze che emergono dalla seconda edizione del Rapporto Internazionalizzazione di Confindustria Piemonte, realizzato con il contributo di UniCredit, presentato presso la UniCredit University di Torino nel corso di un evento in collaborazione Audi Rinaldi.
Il campione delle imprese è costituito per il 20% da imprese di Torino, per il 16% di Alessandria, Biella e Novara-Vercelli-Valsesia, per il 13% del Canavese, a seguire 10% con il Cuneo, il 7% del Verbano-Cusio-Ossola e il 2% di Asti.
A soffrire sono state in misura prevalente le aziende operanti nei settori dei minerali non metalliferi (33,3%), della gomma/plastica (31,4%), del tessile/abbigliamento (31,3%) e manifatture varie (29,3%). Però, anche in questi settori le imprese piemontesi non si limitano più a replicare modelli consolidati, ma adottano approcci più flessibili, orientati alla riduzione del rischio e alla ricerca di nuove opportunità commerciali.
Anche per centrare questi obiettivi, le imprese piemontesi che esportano mostrano una forte preferenza per i servizi di supporto più direttamente orientati al business. La ricerca di controparti estere si conferma il servizio di maggiore interesse indicato dal 60,5% delle imprese.
Seguono l’organizzazione di incontri B2B (42,8%), le consulenze tecniche (29,5%) e la partecipazione a missioni commerciali all’estero (25,6%). Tra le agevolazioni più utilizzate le imprese segnalano i bandi SIMEST (32,4%), i bandi per la formazione (31,1%), i bandi del sistema camerale (20,8%) e altre agevolazioni (17,7%) in cui vi rientrano strumenti di SACE, credito d’imposta, Finpiemonte e misure PNRR.


