“Io ti ho chiamato per nome” (Is.45, 1.4-6).

Quando Don Massimiliano Marco convoca i Cresimandi, nel silenzio che si è fatto attesa ed ha riempito la splendida Chiesa parrocchiale di San Massimo in Agliè, domenica 22 ottobre, la mente corre naturalmente a quel brano, così significativo, tratto dal Libro del Profeta Isaia, che la Liturgia propone proprio in questa Domenica XXIX del Tempo Ordinario:

Is 45, 1. 4-6; Sal.95; 1 Ts 1, 1-5; Mt 22, 15-21.

Vedremo tra breve come, non soltanto queste brevi sei parole, ma tutta la Prima Lettura, saranno una parte importante dell’omelia tenuta dal Card. Arrigo Miglio, che ha presieduto la Liturgia ed amministrato il Sacramento della Confermazione a questi ragazzi e ragazze, pronti a ricevere lo Spirito Santo, composti, attenti, certo emozionati, eppure con gli sguardi illuminati dalla luce della gioia.

Si sono preparati con cura, sotto la guida della Catechista Signora Donatella.

Ma andiamo con ordine.

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Domenica scorsa è giunto a compimento il ciclo delle Celebrazioni nel corso delle quali, presso le quattro Parrocchie affidate alla cura di Don Luca Meinardi, tanti adolescenti sono stati cresimati.

Nella giornata di sabato è stata la volta di Cuceglio,

(immagine a cura di Marisa Fabbro)

San Giorgio Canavese,

ed Ozegna.

E domenica, come abbiamo visto, appuntamento in questa splendida piazza, così ricca di Storia.

Tutto era preparato per ciò che la circostanza dice: una festa, un momento ad un tempo solenne e familiare.

Ha certo aiutato a mettere subito tutti a proprio agio, l’atteggiamento affabile del Cardinale che, già nel momento dell’ingresso, prima di recarsi all’altare con i concelebranti, si è soffermato per un saluto affettuoso ai ragazzi, scambiando con loro qualche battuta.

Anche questi momenti sono raccolti nel video che documenta questa bella giornata di Fede e di crescita nella Fede.

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Ma il video ripropone, anzitutto, i momenti centrali della Liturgia, a partire dall’omelia tenuta da Mons. Miglio, che meriterà certo riascoltare ancora, sia per la profondità delle riflessioni offerte – pur scegliendo espressioni accessibili anche ai ragazzi – sia per le preziose indicazioni, anche di carattere storico, che aiutano a “contestualizzare” il testo biblico, come se, in una tavola sinottica, si affiancassero gli accadimenti illustrati dalla Parola, con quelli che caratterizzarono quei momenti nella vita di quel popolo.

Un esempio per tutti, sempre a proposito di Isaia, la figura dell’Imperatore Ciro che “poteva sembrare il padrone del Mondo”, come tanti lo sembrano oggi; e magari lo sono anche.

Ma uno solo è il Signore della Storia, che tutta si ricapitola in lui.

Davvero, però, molto meglio delle nostre modeste parole, è ripercorrere l’intera omelia, che poi affronta la monumentale rappresentazione di quel piano ordito dai Farisei, intenti a studiarsi di “cogliere in fallo Gesù”.

E così non trovarono di meglio se non quella domanda capziosa, preceduta da quello che oggi chiameremmo un endorsement: “Maestro, sappiamo che sei veritiero e insegni la via di Dio secondo verità”.

Ma non basta, simulano un’ammirazione che, in realtà, è la ragione, forse principale, dell’odio che nutrono per Lui:”Tu non hai soggezione di alcuno, perché non guardi in faccia a nessuno”.

Per poi tendere la trappola:”Dunque, di’ a noi il tuo parere: è lecito, o no, pagare il tributo a Cesare?”.

Gesù non ci casca nemmeno per un momento e lo si capisce da come prende le mosse la sua breve risposta; si rivolge a quelli che lo interrogano chiamandoli: ”Ipocriti”.

Una risposta a tal punto nota che ricorre spesso anche nel linguaggio comune ed in senso profano, come esempio di eloquenza:

“Rendete dunque a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio”.

Ma il Cardinale va oltre gli aspetti letterari, per proporre un’esegesi che suggerisce, tra l’altro, ciò che la figura di Cesare, impressa sulla moneta metallica, indica – la dimensione temporale, con l’insieme dei significati immanenti che porta con sé – giustapposta a quella spirituale, inverata nella sequela del Signore della Storia, dunque trascendente.

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Poi, come documentano le immagini, arriva per i ragazzi il momento di ricevere la Confermazione ed a proposito dei Sacramenti dell’iniziazione cristiana,

ci permettiamo di unire – cliccando qui – il testo del Catechismo della Chiesa Cattolica.

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Prima di iniziare la Celebrazione, Don Luca Meinardi ha rivolto un breve indirizzo di saluto e ringraziamento a Mons. Miglio per la grande disponibilità che sempre assicura alla vita delle comunità ecclesiali, pur dovendo conciliare i molti impegni cui deve attendere un Porporato.

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La Liturgia è stata animata dalla Corale Parrocchiale diretta dal Maestro Andrea Vaccarone, all’organo il Maestro Lorenzo Baldo; hanno offerto un repertorio molto ricercato che ha suscitato un apprezzamento unanime.

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