Il lato brutto degli annunci su Internet

(Fabrizio Dassano)

Ho trovato nella buca delle lettere un uovo sodo e un foglio vergato nervosamente dal mio ex vicino di casa, quello che si era trasferito in campagna ai tempi del primo Covid. Così recita:

Non ci sono scuse. Da molti anni esistono i siti di annunci di vendita tra privati e dunque è abbastanza da ‘tonni’ non aver ancora ben compreso il meccanismo. Eppure la ricerca fatta in fretta, pressato dal muratore che deve sistemare un lavello che ho scoperto non essere più prodotto da almeno cinquant’anni, può giocare brutti scherzi. Ma partiamo dal principio: voglio assolutamente un lavello come quello che aveva mia nonna, in marmo di fuori e cemento dentro, di quelli che ho sempre visto ovunque nelle vecchie case in campagna. Vado su internet e al primo colpo ne trovo uno che sembra perfetto: le misure sono esatte.

Organizzo con degli amici furgonati il viaggio di recupero in Valchiusella e le cose vanno talmente bene che in realtà compriamo quasi tutto quello che quel simpatico signore aveva messo in vendita. Portato il lavello a casa, il “niet” del muratore è inappellabile: il lavello perde acqua dalla vasca. I lavori si fermano. La casa sembra un galeone bloccato in mezzo all’oceano dalla bonaccia.

Le galline mi fissano ammutolite. Faccio una nuova disperata ricerca e ne trovo tre tra Brandizzo e Orbassano: non uno della misura necessaria. Al terzo giorno di ricerca finalmente trovo quello che cerco: la misura va bene, è di marmo ma è nero. Poco importa se sembra un sarcofago dell’antico Egitto: è comunque bellissimo.

Mentre decido di prenderlo, sento già la brezza che sale e gonfia le vele del galeone: i lavori stanno per riprendere. Telefono al muratore: parliamo di tutto, quindi gli dico che andrò a prendere l’oggetto l’indomani con gli amici furgonati.

Ovviamente “l’indomani” è il venerdì del disastro meteorologico. Ma c’è un piccolo particolare: non ricordo dove sia Magnacavallo, va da sé che deve essere nei dintorni, e chiedo al venditore di rammentarmi la via più breve. Lui mi dà due opzioni e un brivido mi corre lungo la schiena: “Esci dall’autostrada a Verona Sud oppure Mantova Nord, ma te da dove vieni?”. E mi torna in mente un conoscente di un paese vicino che su uno di questi siti aveva partecipato, per scherzo, ad un’asta per una moto con sidecar ex-sovietica “Ural”, e che per davvero l’aveva vinta per la gioia della consorte.

Siccome i miei amici sono tutti molto ginnici, il venerdì partiamo dopo il lavoro. In fondo sono solo 330 km andare e 330 a tornare, poteva andare peggio, molto peggio. Rientriamo a Ivrea alle 22: ci siamo evitati il peggio del gran temporale e il lavandino nero è nel bagagliaio.

E comunque sappi che siamo passati da Governolo, dove fu ferito a morte Giovanni dalle Bande Nere dai Lanzichenecchi di Georg von Frundsberg che volevano andare a punire il Papa. Tu che parli sempre e solo di Ivrea e Canavese.

Con queste tristi parole al mio indirizzo si conclude lo scritto del mio ex vicino di casa e della sua ultima nefasta avventura.

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