Il ritratto del duca

(Graziella Cortese)

Una commedia per riprendere fiato ogni tanto ci vuole: magari una pellicola con un umorismo elegante e “old english” come quella del regista Roger Michell (già autore di “Notting Hill”). Siamo nel 1961 (il film è tratto da una storia vera): a Newcastle vive Kempton Bunton, pensionato, ex tassista, che conduce una vita tranquilla con moglie e figlio nella modesta casa di periferia. Kempton e la signora Lylia mettono spesso alla prova la pazienza reciproca, ma si conoscono ormai da molti anni, tanto che riescono a superare gli screzi quotidiani e i dolori che possono capitare lungo la loro vita insieme.

Un giorno però Lylia ha motivo di sconcertarsi più del solito poiché all’interno della loro abitazione scopre che viene tenuto nascosto nientemeno che il ritratto del Duca di Wellington dipinto da Francisco Goya; il quadro in effetti è stato trafugato dalla National Gallery di Londra poco tempo prima, ma pare impossibile che proprio Kempton abbia fatto una cosa del genere… anche se l’uomo approfitta degli eventi (subirà anche un processo per furto) per sottolineare il suo pensiero e la sua linea politica a favore di uno stato sociale più equo. Egli rivendica sempre i diritti degli anziani e mostra la sua indole da moderno Robin Hood.

La regia è brillante e gli interpreti perfetti: la coppia Broadbent-Mirren ci regala momenti esilaranti, anche se non mancano le riflessioni più serie nei confronti del governo dell’epoca o problematiche che possono essere trasposte ai giorni nostri. Uscito con il titolo originale “The Duke” in terra britannica, ha subito dei ritardi nella distribuzione per colpa della pandemia, e in Italia sarà in sala da questa settimana.

Ancora una breve nota per ricordare che a Candelo (Biella) lunedì 7 marzo, prosegue la rassegna “Tutti pazzi per il cinema” con il film “Un altro giro” di Thomas Vinterberg, la pellicola ha vinto l’Oscar l’anno scorso come miglior film in lingua straniera.

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