Dio esce ancora oggi a seminare, e lo fa con la generosità di chi ama senza calcolare: getta il suo seme sulla strada, tra le pietre, in mezzo ai rovi e sulla terra buona, senza risparmiarsi, senza scegliere solo i campi migliori.

La Provvidenza non si stanca di offrirsi, anche quando sa che una parte del seme andrà perduta. Ma allora, se Dio semina con tanta abbondanza, perché la sua Parola può restare senza frutto? Il segreto non sta nella generosità del Seminatore, che è infinita, ma nella qualità del terreno che siamo noi. Che terra siamo noi oggi per il seme di Dio?

Se la Parola cade sulla strada del nostro cuore indurito da distrazioni e fretta, il maligno la porta via prima ancora che germogli: quante volte lasciamo che il rumore del mondo rubi ciò che di più prezioso ci è stato donato, senza nemmeno accorgercene? Se cade tra le pietre della nostra incostanza, fioriamo in un entusiasmo che dura un istante e poi appassisce alla prima prova: quanto è fragile la fede che non affonda le radici nell’umiltà e nella pazienza. Se cade tra i rovi delle preoccupazioni mondane, delle ricchezze, la Parola resta soffocata: cosa stiamo lasciando crescere, in questo momento, dentro il giardino della nostra anima?

Ma c’è anche la terra buona, quella di chi accoglie con gioia semplice e povera, come i piccoli di cui parla Gesù, quella di chi si fida anche senza comprendere tutto, perché l’obbedienza della fede supera ogni ragionamento. Chiediamoci allora: siamo facendo spazio, oggi, al seme che Dio getta nella nostra vita? Stiamo lasciando che la sua Parola diventi davvero bussola dei nostri passi, o la teniamo chiusa in un angolo, temendo che cambi troppo la nostra esistenza?

Il Signore non si stanca di seminare in noi. Sta a noi aprire il solco del cuore e lasciare che porti frutto: il trenta, il sessanta, il cento per uno.

Mt 13,1-23
(Forma breve)

Quel giorno Gesù uscì di casa e sedette in riva al mare. Si radunò attorno a lui tanta folla che egli salì su una barca e si mise a sedere, mentre tutta la folla stava sulla spiaggia. Egli parlò loro di molte cose con parabole. E disse: «Ecco, il seminatore uscì a seminare. Mentre seminava, una parte cadde lungo la strada; vennero gli uccelli e la mangiarono. Un’altra parte cadde sul terreno sassoso, dove non c’era molta terra; germogliò subito, perché il terreno non era profondo, ma quando spuntò il sole fu bruciata e, non avendo radici, seccò. Un’altra parte cadde sui rovi, e i rovi crebbero e la soffocarono. Un’altra parte cadde sul terreno buono e diede frutto: il cento, il sessanta, il trenta per uno. Chi ha orecchi, ascolti».